domenica 25 marzo 2012

Stangata Imu. Aumenti oltre il 30%

Molte amministrazioni decideranno i rincari soltanto dopo le elezioni amministrative di maggio Già tredici Giunte hanno ritoccato l'imposta sulle abitazioni oltre le aliquote fissate dal governo. Il fisco Imu, arriva la stangata sulla casa a Roma e Bologna aumenti oltre il 30% 


Già 13 giunte comunali hanno ritoccato l'imposta sulle abitazioni oltre al tetto fissato dal governo. Firenze, Cuneo, Salerno e Reggio Emilia nella lista che comprende Romae Bologna, dove gli aumenti superano il 30 per cento. Si prepara così la stangata sulla prima casa che torna dopo quattro anni. I Municipi avranno tempo fino al 30 giugno per mettere in atto gli aumenti delle aliquote che in molti casi verranno varati dopoi risultati delle elezioni amministrative.

Raffica di aumenti nelle grandi città delle aliquote Imu. Già tredici capoluoghi di Provincia hanno deliberato il rincaro dell'imposta sulla casa, di questi sette sulla prima e sulla seconda, e sei solo sulla seconda. Ma non è finita. I Municipi avranno tempo fino al 30 giugno 2012 per mettere in atto gli aumenti che, in molti casi, verrebbero varati soltanto dopo le elezioni amministrative. Cresce così la pressione fiscale che si avvia quest'anno a raggiungere il 45 per cento, come segnalato dalla corte dei Conti e dalla Banca d'Italia.

All'aumento dell'Imu si sommano in questi giorni i rincari delle addizionali Irpef regionali entrate in vigore con il decreto Salva Italia dello scorso dicembre e che pesano retroattivamente per tutto il 2011. I COMUNI accendono i motori per la stangata dell'Imu. È la nuova tassa sugli immobili che da quest'anno sostituisce l'Icie che investe nuovamente- dopo 4 anni - anche la prima casa. Ma su una base imponibile molto più alta. Con effetti allarmanti: a Bologna, sono in arrivo aumenti medi anche del 38% (per la seconda casa), a Roma del 34,1.

DECISIONI ENTRO IL 30 GIUGNO Già 13 grandi Comuni - rivela un rapporto della Uil Servizio politiche territoriali - hanno deliberato i rincari. Di questi, 7 hanno aumentato le aliquote per prima e seconda casa rispetto a quelle standard fissate dal governo; altri6 si sono limitati alla seconda. Ma non è che l'inizio, i Comuni approvano i bilanci fino al 30 giugno: è possibile dunque che alcuni Municipi aspettino, per il varo dei rincari, lo svolgimento delle amministrative di maggio. In questo caso, siccome la data del pagamento della prima rata dell'Imu è fissata al 16 giugno, molti contribuenti verseranno solo al momento della seconda rata, il 16 dicembre.

Da Roma a Bologna, da Firenze a Trento, da Cuneo a Salerno, da Reggio Emilia a Ferrara: gli aumenti sono già stati deliberati. Come è noto le aliquote ordinarie dell'Imu sulla prima casa sono state fissate dal governo al 4 per mille, su queste i Comuni possono apportare un aumento o una diminuzione del2 per mille; l'Imu sulle seconde case (che da quest'anno assorbe anche l'Irpef sulle seconde case che non si paga più) ha una aliquota standard del 7,6 per mille, aumentabile o diminuibile dai Municipi del 3 per mille. Per completare il quadro bisogna ricordare che la rendita catastale, cioè la base imponibile sulla quale si applica l'aliquota dell'Imu, è stata aumentata rispetto allo scorso anno del 60%.

Va anche sottolineato che per la prima casa è stata introdotta una detrazione ordinaria di 200 euro, aumentabile di 50 euro per ogni figlio a carico under 26 fino ad un massimo di 400 euro.

I MUNICIPI HANNO FAME All'interno di questa griglia d'azione la fame dei Comuni, in difficoltà per i tagli, si è scatenata. In prima linea, Roma: il sindaco Alemanno ha portato l'aliquota sulla prima casa al 5 per mille e quella sulla secondae le eventuali altre abitazioni al 10,6 per mille. I calcoli della Uil sono stati effettuati su un proprietario di un appartamento medio di 5 vani, in zona semi periferica, con rendita catastale A/2-A/3.

Nel caso di una seconda casa, dove in passato si pagava l'Irpef, il raffronto è stato fatto su un proprietario con un reddito di 90 mila euro annui lordi. Il confronto è impressionate: il proprietario medio pagherà nella Capitale 639 euro, detrazioni medie comprese, per la prima casa e 1.885 per la seconda.

In pratica rispetto alla aliquota base del 4 per mille, il rincaro sarà del 38,6%. Per la seconda casa, invece, rispetto allo scorso anno, l'aumento sarà del 34,1%.  Non va dimenticato che Roma ha l'addizionale Irpef più alta d'Italia, allo 0,9%, e rischia così di diventare la Capitale delle tasse.

Le tabelle di questa pagina danno la misura dei rincari città per città. Si tratta dei capoluoghi di provincia - 13 su 104 - ma aumenti si segnalano in ordine sparso anche nei centri più piccoli e solo a consuntivo si potrà verificare quanti degli 8.000 Comuni italiani hanno aumentato la pressione fiscale.

VITA DURA ANCHE IN EMILIA A Bologna, dove sembra confermata l'aliquota del 4 per mille per la prima casa, la sorpresa sarà per la seconda: si passerà dai 1.266 euro comprensivi di Irpefd el 2011 ai 1.747 euro di quest'anno con un rincaro medio del 38%. Stessa situazione a Firenze dove il rincaro della seconda casa (aliquota portata ugualmente al 10,6 per mille) sarà del 36,1%. Non si scherza a Parma dove scatta la doppia aliquota a livelli assai alti (6 per mille la prima e 10,6 la seconda): i rincari saranno del 49,4 e del 35,2%. Da segnalare infine la città amministrata dal presidente dell'Anci, Del Rio: anche Reggio Emilia non sfuggirà agli aumenti, giacché per la prima casa l'aliquota è stata portata al 5 per mille e per la seconda al 9,6 per mille.


- Roberto Petrini, La Repubblica, 20 marzo 2012

Reclusione ai mediatori abusivi

Reclusione fino a tre anni, sanzione pecuniaria fino a 10 mila euro e confisca dei beni di cui si serve il mediatore abusivo nell’esercizio dell’attività. La Commissione giustizia del Senato presieduta da Filippo Berselli ha licenziato lo scorso 21 marzo il disegno di legge n. 2420 che modifica l’articolo 348 del codice penale ed  inasprisce le pene per coloro che esercitano abusivamente una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato. Il testo, che ha avuto come relatore Alberto Balboni, accoglie le istanze presentate dalla Federazione italiana agenti immobiliari. Il Centro Studi Fiaip ha calcolato che l’abusivismo, oltre a produrre gravi danni alla filiera immobiliare, genera un evasione fiscale pari a  450milioni di Euro di base imponibile derivante da provvigioni pagate illegalmente e questo per Fiaip è un chiaro contributo che la Commissione giustizia del Senato ha dato anche nella lotta contro l’evasione fiscale. Il ddl approderà in Aula al Senato e quindi, dopo il voto dell’Assemblea di Palazzo San Macuto, sarà esaminato dalla Camera dei deputati.

- Italia Oggi, 24 marzo 2012

giovedì 15 marzo 2012

Mercato immobiliare. Una timida ripresa?

Un 2012 all'insegna della timida ripresa per il mercato immobiliare residenziale. I primi due mesi dell'anno hanno risentito degli elementi pregnanti, che hanno caratterizzato il secondo semestre del 2011: l'incertezza sul fronte dei mercati finanziari, i mutamenti dell'asse governativo e la stretta sui mutui. Tali elementi si sono riflettuti, soprattutto a partire dal mese di novembre, in una contrazione del numero delle compravendite: da un lato le riviste condizioni di accesso al credito hanno generato molte difficoltà per il target medio e medio basso nell'acquisto della prima abitazione con ricorso a mutuo. In secondo luogo anche il target medio alto si è mostrato attendista, in relazione alla nuova imposizione fiscale che andrà ad impattare sulla casa.

A livello di prezzi il secondo semestre del 2011 ha visto una flessione media del 2% per quanto riguarda le grandi città, ma è opportuno fare dei distinguo: Milano, Roma e Torino hanno mostrato una sostanziale tenuta dei prezzi e dinamiche simili per quanto riguarda gli altri indicatori di mercato. Si è riscontrata inoltre stabilità delle quotazioni a Verona e Genova, una flessione del 3% a Bologna, Cagliari e Firenze e un calo del 5% a Napoli e Bari.

In generale hanno tenuto maggiormente, in termini di quotazioni e di compravendite le aree centrali e le soluzioni immobiliari di maggiore livello qualitativo, mentre è stata più in difficoltà l'offerta di scarsa qualità in contesti periferici.

A livello geografico, le zone che hanno evidenziato contrazioni delle quotazioni maggiori sono le regioni del sud (-4,1%) e del centro Italia (-3,3%), mentre nel nord si è avuta una sostanziale tenuta dei prezzi (-0,9%). «Per il primo semestre del 2012 si prevede un leggero repricing, soprattutto per le soluzioni immobiliari di minore qualità e le location più periferiche. Siamo in media nell'ordine del 1-3% per le grandi città e del 3-5% per i capoluoghi minori. Non si tratta quindi di una diminuzione che contribuirà in modo determinante a ridurre il disallineamento tra domanda e offerta.

Nei capoluoghi secondari si è riscontrata una tenuta complessiva delle quotazioni nel centro-nord, mentre per quanto riguarda le altre regioni le differenze sono marcate a seconda della specifica realtà.
In aumento i tempi di vendita: in media si attestano intorno ai 6,5 mesi nelle grandi città, ma si assiste ad una tendenza all'aumento soprattutto per le soluzioni di minore appeal. Tale fenomeno è ancora più marcato per i capoluoghi minori dove in alcuni casi si possono toccare anche i 12 mesi.
Lo sconto medio che i proprietari concedono in sede di chiusura delle trattative è molto variabile a seconda del contesto e della necessità di vendita del proprietario: in media siamo intorno al 10 -15%.

La fascia più colpita dalla crisi è quella costituita da giovani coppie e stranieri intenzionati all'acquisto della "prima casa", domanda potenziale che si sta spostando verso la locazione. Questo mercato, che ha beneficiato quindi di un'iniezione di nuova domanda, rimane dinamico grazie anche alla costante richiesta in locazione per studenti nelle zone universitarie e per lavoratori fuori sede nelle principali grandi città.
In aumento invece la propensione all'acquisto immobiliare dell'investitore privato, al fine di proteggere il patrimonio; questo si concretizza di solito nell'acquisto di tagli medio-piccoli per i figli o da mettere a reddito alla ricerca di rendimenti, che in media si attestano intorno al 3,5%.Tale percentuale può aumentare in base al rapporto tra canone annuo e investimento in particolari contesti urbani, in cui vi è forte domanda in locazione, ma i prezzi si sono mantenuti su livelli contenuti, dando luogo a rendimenti interessanti. Lo stesso vale per le locazioni per studenti, che si confermano tra le opzioni che offrono rendimenti maggiori.

A livello nazionale i volumi di compravendita residenziali, pur avendo registrato un leggero aumento tendenziale nel III trimestre 2011 (131.125 in termini di NTN), rimangono comunque su valori piuttosto bassi. L'aumento dell'1,4% del III trimestre viene dopo due trimestri di segno negativo (-6,6% al II trimestre e – 3,7% al I trimestre), il che lascia presagire che il dato complessivo per il 2011 sarà intorno alle 600.000 compravendite.

Rimane incertezza in merito alle conseguenze relative all'introduzione dell'Imu, che di fatto prevede un aumento della tassazione sia sulle prime che sulle seconde abitazioni e alla riforma in programma relativa al sistema estimativo del catasto.
Per il 2012 si prevede una lieve ripresa delle compravendite, di pari passo con la ritrovata propensione delle banche a concedere mutui e alla parallela riduzione degli spread applicati.
L'orizzonte temporale atteso per una ripresa significativa del mercato, nella componente delle transazioni e dei prezzi, è il 2013.

- Il Sole 24 ore, 13 marzo 2012


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domenica 11 marzo 2012

Arriva a giugno la stangata sulle case

Le accise sulla benzina a dicembre. La maggiorazione delle aliquote regionali fra gennaio e marzo. E a giugno la «grande stangata». Cioè il ritorno dell' Ici, l' imposta comunale sugli immobili, sulle prime case. Era stata abolita nel 2008 dal governo Berlusconi, è stata reintrodotta dal governo Monti (su richiesta comunque della maggior parte dei sindaci, Gianni Alemanno compreso). A Roma, secondo le stime, riguarda oltre l' 80% delle famiglie. L' aliquota è fissata per l' abitazione principale al 4,9% mille, ma con gli estimi catastali rivalutati all' 1,60%. Il Campidoglio potrà aumentare o ridurre l' aliquota, ancora non è chiaro se lo farà, la decisione definitiva è attesa entro fine marzo. In ogni caso il governo ha riconosciuto una detrazione di 200 euro appunto per la prima casa e un' ulteriore abbattimento di 50 euro per ogni figlio minore a carico. Quanto peserà sulle famiglie romane? Se il Campidoglio non ritoccherà l'aliquota, secondo le stime della Uil costerà in media 418 euro a nucleo familiare.

- Paolo Foschi, Corriere della Sera, 5 marzo 2012


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sabato 3 marzo 2012

Per vendere casa a Roma ci vogliono 167 giorni

La paralisi del mercato immobiliare. Sempre più tempo per vendere casa

Quasi un anno per vendere una casa. Di fronte alla grave crisi economica neanche il mattone sembra più un rifugio così sicuro e chi decide di vendere per fare cassa o acquistare un nuovo immobile deve fare i conti con la stagnazione del mercato. Il risultato è il prolungamento dei tempi d' attesa: 167 giorni in media a Roma (oltre cinque mesi), 120 a Frosinone, 212 a Latina, 222 a Viterbo e ben 268 a Rieti, dove dal momento della messa in vendita alla firma del contratto può passare poco meno di un anno. Il dato emerge da un' analisi dell' ufficio studi di Tecnocasa realizzata su tutto il territorio nazionale e conferma che il Lazio è una delle regioni più critiche per il mercato abitativo. E questo nonostante la Banca d'Italia rilevi che l'ammontare dei mutui concessi dagli istituti di credito sia in crescita rispetto allo stesso periodo dell' anno scorso. Questo non basta per ridare slancio al settore che vive una crisi gravissima, la peggiore tra tutti i comparti produttivi, figlia anche del rallentamento delle vendite. Le previsioni parlano chiaro: da adesso al 2014 il valore aggiunto prodotto dall' edilizia nel Lazio continuerà a scendere dello 0,9% all' anno. A frenare la crescita, oltre allo stallo degli appalti pubblici nelle infrastrutture, c'è il capitolo casa. Confrontando i risultati raccolti su scala nazionale si scopre infatti che solo poche realtà come Vicenza (298 giorni), Modena (293 giorni), Ferrara (272 giorni) superano i tempi biblici del Lazio, dove la difficoltà di vendere si fa sentire ormai non solo nella Capitale, ma anche nelle province, mercati economicamente più accessibili. Almeno fino a qualche tempo fa.

- Daniele Autieri, La Repubblica, 21 febbraio 2012


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