sabato 8 dicembre 2012

907mila famiglie cercano casa, ma solo la metà compra


Censis. Vendite immobiliari sotto i livelli del 1996

In termini di scambi sul mercato immobiliare "il 2012 potrebbe attestarsi su numeri persino inferiori a quelli del 1996 (nell'ordine delle 485mila transazioni)" avverte il rapporto annuale Censis. Negli ultimi 5 anni la caduta degli investimenti nelle costruzioni è del 25%, dato che tra 2008 e 2012 sale al 45% nel comparto residenziale. I mutui per l'acquisto di abitazioni sono diminuiti del 20% nel periodo 2008-2011 rispetto al quadriennio precedente, con una ulteriore contrazione del 44% nei primi sei mesi del 2012 rispetto al primo semestre 2011. Nel 2012 sono 907mila le famiglie intenzionate a comprare casa (erano 1,4 milioni nel 2001) ma solo il 53,5% realizza l'acquisto (45,7% nei capoluoghi). Dato ancora in calo rispetto al 65,2% di famiglie su 925mila intenzionate che ha acquistato casa nel 2011. A comprar casa sono soprattutto famiglie che già posseggono immobili o che possono contare su due percettori di reddito.

- ANSA, 7 dicembre 2012

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Lo svalutometro immobiliare

L'Osservatorio congiunturale dell'Ance del 4 dicembre 2012 ci offre un'accurata diagnosi della crisi immobiliare in corso. Tutti i dati prodotti da Nomisma, Agenzia del Territorio, Censis al seguente link.


Una proposta per rilanciare il mercato immobiliare italiano


La crisi e il regime fiscale italiano stanno riportando il mercato immobiliare ai livelli della prima metà degli anni ’80. Che cosa si può fare per uscire dal tunnel? Paolo Bosi e Carlo D’Adda dell’Università di Bologna propongono un abbuono fiscale per rilanciare il settore e creare 65 mila nuovi posti di lavoro.

Nel terzo trimestre 2012 il mercato immobiliare italiano ha fatto registrare nuovamente una netta flessione degli scambi. Tra luglio e settembre le compravendite di abitazioni sono scese del 25,8% rispetto allo stesso periodo del 2011, un andamento che, se confermato su base annua, riporterebbe il mercato immobiliare ai livelli della prima metà degli anni Ottanta.
La contrazione risente del nuovo regime di tassazione degli immobili (l’IMU) e della stretta sul credito, dinamiche che hanno spinto un sempre crescente numero di nuclei familiari a ridimensionare i propri piani di investimento e le spese straordinarie.

LA PROPOSTA «BOSI-D’ADDA»: UN ABBUONO FISCALE PER L’ACQUISTO DI IMMOBILI DI NUOVA COSTRUZIONE E PER GLI INTERVENTI DI MIGLIORIA

Invertire il trend è, tuttavia, possibile. Ne sono convinti Paolo Bosi e Carlo D’Adda dell’Università di Bologna. Nel documento intitolato “Politiche di sostegno della domanda in presenza di elevato debito pubblico” i due docenti universitari illustrano un piano triennale per rilanciare il segmento residenziale del mercato immobiliare. Secondo questi, la soluzione sta nell’indurre le famiglie, quelle che ordinariamente risparmiano, ad anticipare investimenti, quali l’acquisto e la ristrutturazione di un immobile, offrendo loro un abbuono fiscale ossia la possibilità di dedurre dal reddito dichiarato il 50% delle spese documentate.
L’abbuono «Bosi-D’Adda» inizialmente riguarderebbe esclusivamente l’acquisto di proprietà di nuova costruzione, ma potrebbe in un secondo momento interessare anche i lavori di ristrutturazione e di manutenzione straordinaria di immobili di seconda mano, l’adeguamento igienico-sanitario, la messa a norma di impianti, i lavori di isolamento termico e l’installazione di pannelli solari. Per prossimità al settore delle costruzioni, l’incentivo fiscale potrebbe, inoltre, essere esteso anche alle imprese fino a 50 dipendenti nonché alle attività nel campo dell’agricoltura quali la messa a coltura di terre incolte, il rimboschimento e il miglioramento agrario.
Alcune agevolazioni fiscali inerenti agli interventi sopra citati sono già contemplati dalle leggi vigenti. Si tratterebbe, dunque, di estendere l’entità delle deduzioni e di facilitare la modalità di ottenimento degli abbuoni.

LO STIMOLO «BOSI-D’ADDA» INCREMENTA IL PIL, RIDUCE IL DEBITO PUBBLICO E CREA 65 MILA NUOVI POSTI DI LAVORO

Prometeia, un ente privato che elabora previsioni sull’economia italiana e internazionale, ha calcolato l’impatto dell’abbuono Bosi D’Adda sull’economia italiana. Gli effetti sulla crescita sono notevoli. Si stima, infatti, che uno stimolo triennale da due miliardi di euro per l’acquisto di immobili di nuova costruzione incrementi il PIL di un quarto di punto percentuale il primo anno, di mezzo punto percentuale nel secondo e di un terzo di punto percentuale nel successivo biennio. L’indebitamento pubblico aumenterebbe di 250 milioni di euro il primo anno salvo poi scendere di 1,26 miliardi nel successivo triennio. Come il PIL, anche l’occupazione beneficerebbe dallo stimolo «Bosi-D’Adda»: secondo Prometeia, infatti, l’abbuono fiscale porterebbe in dote 65 mila nuovi posti di lavoro.

- Stefano Fugazzi, Investire Oggi, 3 dicembre 2012

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Mediazione immobiliare gradita agli italiani

Il 50,3% di chi compra e il 59,6% di chi vende si affida a un'agenzia

Nel settore della compravendita di case, la figura del mediatore professionale è sempre più di primaria importanza per chi si accinge a vendere o acquistare un immobile. Sono questi i dati dell’indagine effettuata da Tecnoborsa nel biennio 2010-2011, da cui emerge che i consumatori hanno fatto ricorso in maniera lievemente superiore rispetto agli anni passati ai canali di intermediazione, pur in un contesto di inevitabile calo delle contrattazioni, dovuto alle conseguenze della crisi economica. L’inchiesta statistica fotografa pienamente i problemi derivanti dalla recessione, pur intravedendo possibili segnali di ripresa del mercato in un arco di tempo considerato breve.

Nel corso dei due anni presi in esame, le rilevazioni hanno evidenziato che il 50,3% degli italiani che hanno acquistato, o tentato di acquistare una casa, si sono rivolti a un’agenzia immobiliare o comunque a un mediatore regolarmente iscritto alla Camera di commercio. I dati dell’indagine sono dunque positivi per chi opera nel settore, soprattutto tenendo presente che in anni recenti il trend è stato in preoccupante e costante discesa. Dopo le agenzie, i potenziali acquirenti sono soliti servirsi di consulenti, scelta operata dal 5% dei clienti. Tali figure professionali, tuttavia, hanno subìto un lieve calo di consensi, dopo una notevole crescita che si era palesata a partire dal 2008.

Una consistente porzione di acquirenti, però, ha scelto di non affidarsi all’intermediazione per comprare una casa, in quanto giudicata da taluni dal costo troppo elevato, indicato dal 55,6% degli intervistati, seguito dalla mancanza di offerte immobiliari per il 18,8%, dalla scarsità di fiducia nei riguardi delle agenzie per il 16,9%, e infine dal numero limitato di servizi di assistenza e consulenza offerti per l’8,7% di chi è alla ricerca di una casa. Resta alto il valore di chi, per cedere il proprio immobile, si è affidato a un’agenzia. È, infatti, del 59,6% la percentuale di venditori che hanno delegato agli intermediari il compito di portare a termine l’affare.

- Gianfranco La Vizzera, SuperMoney News, 3 dicembre 2012

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