giovedì 24 novembre 2016

Il mattone italiano piace agli stranieri

Pochi giorni fa, a Londra, si è tenuto un incontro tra professionisti per discutere del Real Estate italiano e di quanto sia popolare tra gli acquirenti stranieri. I dati parlano di uno scenario decisamente positivo, con ottime possibilità di sviluppo futuro. Il 70% delle transazioni avvenute nell’ultimo anno, infatti, è stato effettuato da gruppi di acquirenti provenienti dall’estero attratti da diversi fattori che stanno caratterizzando questo momento storico del mattone italiano.

Da una parte vi è, come hanno sottolineato gli esperti, un’aria riformistica che aleggia sull’Italia e che sembra irreversibile; inoltre il nostro Paese viene percepito come stabile al momento, nonostante l’incertezza del referendum che, però, per chi investe non è una minaccia. Dall’altra parte ci sono degli operatori di settore sempre più preparati e bravi che stanno portando l’Italia alla corsa verso l’allineamento con gli altri Paesi europei. A questo si aggiungono i diversi processi di privatizzazione e le vendite messe  in pratica dalle banche, ottime prospettive per chi vuole investire nell’immobiliare italiano.

Cosa compra in Italia chi arriva dall’estero? I settori più consolidati in questo senso sono i due classici dell’investimento, ossia gli uffici e i negozi nei centri delle città più grandi. Ma, come è emerso dalla Italian Real Estate Conference, stanno prendendo piede anche gli acquirenti stranieri di hotel, case di cura e residenziale; in particolar modo, in quest’ultima area del mattone, si investe negli appartamenti per studenti e in quelli dal taglio più piccolo per i lavoratori fuori sede. Negli interventi dei diversi relatori si è più volte sottolineato come l’attuale situazione italiana per ciò che riguarda l’appeal del mattone fuori dai confini nazionali è soltanto un inizio e una frazione di ciò che potrà diventare.

- Immobiliare.it 22 novembre 2016

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martedì 8 novembre 2016

Istat: compravendite di case in aumento del 20% nel secondo trimestre 2016

Sulla ripresa del mercato immobiliare arriva anche la conferma dell’Istat, che certifica un +20% di compravendite da aprile a giugno di quest’anno. Confermando appunto il trend registrato dall’Agenzia delle Entrate a metà settembre.

«Nel secondo trimestre 2016 le convenzioni notarili di compravendita per unità immobiliari (194.620) – nota l’istituto di statistica – accelerano la crescita, segnando un +20,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, dopo il +17,9% registrato nei primi tre mesi dell’anno. Questo risultato positivo riguarda tutti i comparti immobiliari e l’intero territorio».
Si consolida quindi una ripresa che «nasce dal secondo trimestre del 2015 (+6,2%)» mentre «il minimo storico era stato raggiunto nel quarto trimestre del 2012 (-25,7%), anno in cui le variazioni sono state fortemente negative in tutti i trimestri».


Bologna e Milano trainano le compravendite di case

A crescere di più sono stati i trasferimenti nel residenziale (+20,9% su base annua) che rappresentano quasi il 94% del totale degli scambi, ma l’incremento è consistente anche per le unità ad uso economico (+15,3%). Il trend di crescita «risulta omogeneo nelle diverse ripartizioni geografiche mentre per gli immobili ad uso economico è stato molto intenso al Sud (+23,9%) e nelle Isole (+23,7%) e più rallentato nelle regioni centrali (+4,7%)». Interessante notare poi come la ripresa sia stata più pronunciata nei piccoli centri – nelle città la risalita è iniziata prima – per il comparto abitativo (+22% contro +19,6% dei grandi centri), mentre nelle aree metropolitane la crescita più robusta si è registrata per le unità ad uso economico (+17,5% contro +13,9% delle altre città).


Istat: prezzi delle case in calo dell’1,4%, il nuovo guida i ribassi

L’Istat fornisce anche i dati sull’andamento del credito: «Le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare stipulati con banche o soggetti diversi dalle banche (109.786) registrano un significativo aumento (+24,5%) rispetto allo stesso trimestre del 2015. La crescita interessa tutte le ripartizioni geografiche, con variazioni superiori alla media nelle Isole (+30,9%), al Sud (+29,0%) e al Centro (+26,8%)».

Complessivamente, il primo semestre del 2016 mostra evidenti segnali di espansione sia per le compravendite (+19,4% su base annua) sia per i mutui (+26,5%).

- Emiliano Sgambato, Il Sole 24 Ore, Casa24, 4 novembre 2016

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