giovedì 23 febbraio 2017

Nel 2017 "ripresina" immobiliare per l'Italia

Nel 2017 il mercato immobiliare italiano continuerà a crescere

Il 2017 dovrebbe essere un anno positivo per il mercato immobiliare italiano: secondo Scenari immobiliari, dovrebbe crescere del 4% rispetto all'anno precedente. Nel 2017 le compravendite residenziali dovrebbero raggiungere almeno le 550mila unità - anche Nomisma ha diffuso una stima simile – e dunque al di sotto dei livelli di crescita previsti in Europa e negli Stati Uniti (oltre l'8% su base annua).

A mancare non è l'interesse degli italiani verso l'acquisto di una casa – Scenari immobiliari stima una domanda potenziale pari a 850mila abitazioni –, ma l'alta disoccupazione e una tassazione elevata continuano a rappresentare, secondo Scenari immobiliari, degli ostacoli alla ripresa definitiva di un mercato che negli ultimi anni ha perso molto. E non solo in Italia. Rispetto a dieci anni fa, tutti i mercati europei, fatta eccezione per la Germania, si sono mediamente contratti del 13%.

In particolare, se si sposta l'attenzione sui grandi centri urbani, Roma è sui livelli di dieci anni fa mentre hanno perso qualcosa tanto Parigi (-15%) quanto Madrid (-40%). A crescere sono Milano (+3%) e alcune città dell'Europa settentrionale. Scenari immobiliari osserva che quello italiano rimane un mercato interessante grazie a delle quotazioni ritenute ancora basse, anche se la domanda riguarda principalmente due città (Roma e Milano) ed “è frenata da carenza di prodotto idoneo in diversi segmenti di mercato”.

Le basse quotazioni, che unite alla diminuzione dei tassi di interesse e ad un più facile accesso al credito bancario hanno contribuito alla ripresa del mercato immobiliare italiano a partire dal 2014, non mostrano significativi segnali di ripresa. Solo qualche settimana fa, l'Eurostat – l'Ufficio statistico dell'Unione europea – comunicava che l'incremento dei prezzi delle abitazioni, registrato nel terzo trimestre del 2016 tanto nell'Eurozona quanto nell'UE a 28, non trovava riscontro nel nostro Paese, dove i prezzi erano ancora in discesa, da -0,8% a -0,9%. In Italia il calo dei prezzi è comunque in frenata rispetto agli anni precedenti, osserva una recente analisi l'Ufficio Studi di Immobiliare.it.

- TGCOM, 22 febbraio 2017


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venerdì 17 febbraio 2017

Quanto rendono case e box nelle grandi città?

Investire in un box o in un appartamento? Cosa rende di più? A offrire un quadro della situazione è l’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa.



Investimento in un box

Se si decide di investire in un box si ha il vantaggio di una gestione più semplice rispetto all’appartamento. La scelta del box presuppone la valutazione di una zona con un numero ridotto di parcheggi e di eventuali interventi di costruzione di nuovi box oppure di nuovi parcheggi in zona che andrebbero ad aumentare l’offerta. L’effetto sarebbe un’ulteriore riduzione dei canoni di locazione. In questi ultimi anni di difficoltà di mercato immobiliare, una delle prime rinunce dei potenziali inquilini e acquirenti è proprio il garage, al fine di tagliare le spese.

Investimento in un appartamento

La decisione di affittare una casa presuppone la scelta di una zona con un’elevata domanda di immobili in locazione (ad esempio zone universitarie, ad alta presenza di aziende o uffici che attirano trasfertisti) ben servita e ben collegata.

Rendimenti annui lordi di box e appartamenti

I rendimenti annui lordi dei box sono mediamente più elevati di quelli degli appartamenti. Nelle grandi città, nel I semestre del 2016, siamo intorno a 5,9% del box contro il 4,7% di un bilocale.

Tra le grandi città quelle che, nello stesso periodo, hanno registrato rendimenti più elevati sui box sono Bari (9,9%) seguita da Palermo (7,5%). Si tratta di città dove i prezzi dei box sono più contenuti rispetto alla media delle altre metropoli e questo incide positivamente sui rendimenti.

Per quanto riguarda invece le abitazioni, tra le grandi città quelle che hanno il rendimento annuo lordo da locazione più elevato sono Verona (5,9%) e Palermo (5,4%).

Ma un aspetto da considerare quando si investe sul mattone, che sia un appartamento o che sia un box, è la rivalutazione degli immobili nel tempo.

L’analisi effettuata dall'Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, che parte dal 2001, vede nelle grandi città una maggiore rivalutazione delle abitazioni rispetto ai box: 7,9% contro 4,6%.

- Idealista, 17 febbraio 2017

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mercoledì 8 febbraio 2017

Il residenziale italiano piace agli stranieri: acquisti raddoppiati in 10 anni

Negli ultimi 10 anni sono raddoppiati gli acquisti di immobili residenziali da parte degli stranieri che investono nel nostro Paese. Nel 2016 le compravendite sono state almeno 7 mila, mentre nel 2006 si erano attestati a poco più di 3.400. A dirlo i dati elaborati da Scenari Immobiliari, che registra una crescita dell'11,1 % rispetto al 2015.

Le crisi politiche degli ultimi anni stanno spostando verso l'Italia gli investimenti degli acquirenti esteri, prima rivolti verso i Paesi dell'altra sponda del Mediterraneo. Chi compra in Italia, scommette anche per lo stile di vita nostrano, un fenomeno che secondo Scenari spiega la preferenza verso piccoli centri o in campagna. Qui si preferiscono importanti casali o ville con una spesa media anch'essa raddoppiata (circa 570mila euro) rispetto ai 285mila euro del 2006.

I Paesi di provenienza vedono in primis la Germania (55% del mercato) seguita a larga distanza dalla Russia (13%) e dal Nord America (10%). Per quanto riguarda le mete preferite per gli acquisti, al primo posto c'è la Puglia con il 20% degli acquisti, seguita da Lazio (17%), Toscana (16%) e Veneto (15%).

- Idealista, 6 febbraio 2017

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giovedì 2 febbraio 2017

Meglio comprare o affittare casa?

Acquistare o affittare? La domanda è tutt’altro che semplice. Se infatti gli italiani hanno sempre avuto un’alta propensione all’acquisto della casa, la difficoltà di accesso al credito ha spesso fatto prediligere l’affitto.

Come sottolineato dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, l’acquisto della casa presuppone che si abbia un capitale iniziale a disposizione che copra almeno il 20% del valore dell’immobile e le spese legate all’acquisto; se si sceglie l’affitto basta un capitale minimo sufficiente a coprire le spese relative al deposito cauzionale richiesto e le spese legate alla stipula del contratto di locazione.

Ma quali sono i vantaggi dell’una e dell’altra opzione? Andiamo a scoprirli.


Vantaggi acquisto casa

Si soddisfa il bisogno di sicurezza e stabilità, soprattutto se si acquista la prima casa. In caso si decida di fare un investimento si ha un basso rischio e un rendimento annuo lordo intorno al 4,7%.

Rivalutazione del capitale: sia che lo si utilizzi per se e sia che si decida di affittarlo l’immobile è sempre un buon investimento in termini di rivalutazione del capitale. Dal 1998 ad oggi il valore delle case ha registrato un incremento nominale medio del 35%.

Cogliere le occasioni presenti ora sul mercato: dopo 7 anni di ribassi di prezzo, in questo momento si possono trovare ancora degli immobili a prezzi accessibili.

Scegliere la casa che si desidera o trasformarla nella casa che si desidera: comprando l’immobile lo si può modellare sulle proprie esigenze e desideri. La possibilità di poter personalizzare è un punto a favore dell’acquisto, aspetto che viene considerato sempre più spesso grazie al ribasso dei prezzi degli immobili da ristrutturare e agli incentivi fiscali sulle ristrutturazioni e riqualificazioni energetiche.

Lascito ai figli: negli ultimi anni questo è uno dei motivi che ha preso più piede tra gli acquirenti, che vedono nella casa di proprietà un’eredità per i figli, oppure la comprano ai figli che, complice anche la disoccupazione, fanno sempre più fatica ad affacciarsi al mondo del lavoro e di conseguenza all’acquisto della casa.

Vantaggi affitto casa

Non immobilizzare il capitale, a volte di importo cospicuo, che così può essere destinato ad altri utilizzi o ad altre attività.

Garantirsi una maggiore mobilità potendo così cambiare più facilmente città, quartieri o case.

Essere certi delle spese mensili (in questo caso i canoni di locazione) che si dovranno sostenere e non doversi occupare di impreviste spese di manutenzione straordinaria che in genere possono essere gravose.

Abitare in case che non si potrebbero acquistare (perché non si ha il capitale iniziale o perché non si otterrebbe un mutuo sufficiente).

Non dovere pagare le spese legate all’acquisto dell’immobile (imposte sull’acquisto, eventuale provvigione all’agenzia immobiliare, spese di accensione mutuo, spese notarili).

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