mercoledì 12 dicembre 2018

Agenzia delle Entrate: Mercato Casa al +6.7 per il III Trimestre

Buone notizie per il mercato residenziale. Nel terzo trimestre del 2018, lo scambio di nuove case si è attestato a 130.609 compravendite, facendo registrare una crescita del 6,7% rispetto allo scorso anno. Sono i dati resi noti dall'ultima nota trimestrale dell'Osservatorio Omi.

La dinamica positiva permane da oltre tre anni, con un mercato in recupero quasi ininterrotto dal 2014 che ha quasi del tutto riassorbito le pesanti perdite del 2012. La crescita risulta più marcata nei comuni minori dove il tasso tendenziale è pari a 7,4%, contro il 5,5% dei capoluoghi di provincia, solo al centro sono i capoluoghi a crescere di più. 

Da Nord a Sud il tasso di crescita è in ogni caso positivo. Il Nord Est spicca con una crescita vicina al 13%, al centro e nelle isole il rialzo è intorno al 7%. Nel Nord Ovest le compravendite di abitazioni aumentano del 4,7%, mentre al Sud c'è il rialzo più debole, +3,2%. In termini di superfici compravendute, il valore più alto è nel Nord Est (114,6 m2) e il più basso nel Nord Ovest (103 m2), la media nazionale è prossima a 107 m2.

Agenzia delle Entrate

Il mercato delle pertinenze residenziali
In terreno positivo anche la compravendita di pertinenze residenziali (+9,2%), costituita per lo più da cantine e soffitte. La crescita più rilevante si è registrata nelle macroaree del Nord Est (+19,7%), e Isole (+16,7%), mentre nel Centro del Paese la crescita è stata minore (+3,8%).

Dinamica espansiva più accentuata nei comuni non capoluogo (+12%), contro il 3,7% dei capoluoghi, che nel Centro e nel Nord Ovest presentano gli unici tassi negativi del trimestre.

- Idealista.it, 10 dicembre 2018

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mercoledì 28 novembre 2018

Rapporto Notariato. Vendite case +10%. Prezzi giù del 5%

Aumentano di oltre il 10% le compravendite di fabbricati nel primo semestre 2018, mentre le agevolazioni prima casa hanno fruttato nel 2017 un 10,5% in più. Lo dicono gli ultimi dati del Consiglio Nazionale del Notariato, esposti nel nuovo Rapporto Dati Statistici Notarili, che elabora i dati del 98% dei notai in esercizio.

Compravendite in aumento nel 2018, prezzi ancora in calo

Secondo quanto rilevato, nel primo semestre 2018 sono state registrate 443.337 compravendite di immobili di qualsiasi genere, di cui 334.979 compravendite di fabbricati. Il che significa un +10,72% rispetto allo scorso anno. Il dato si accompagna ad una continua riduzione dei prezzi: se già il 2017 aveva fatto segnare un calo del -17% sui valori medi delle vendite di fabbricati (da 147 mila a 126.512 euro), tale calo si è accentuato nel semestre in oggetto di un ulteriore -5% (118.356 euro). Degno di nota anche l’aumento del 26,73% delle compravendite di valore superiore ai 900.000 euro.

In aumento donazioni e vendita di terreni agricoli

Continua poi l’aumento delle donazioni: +10% per i beni mobili e + 4,6% per i beni immobili. Stabile la prevalenza delle donazioni di beni produttivi al Nord, mentre al Sud prevalgono le donazioni immobiliari.

Cresce inoltre l’interesse per la vendita di terreni agricoli: 57.284 per una crescita annua del 2,83% registrata nel primo semestre 2018. Gli acquisti si sono rivelati quasi interamente concentrati nella fascia di prezzo al di sotto dei 100 mila euro.

Agevolazioni prima casa: gettito erariale in aumento

Sotto il profilo fiscale, su 246.539 fabbricati abitativi è stata chiesta l’agevolazione prima casa per 177.212: si conferma quindi il trend secondo cui oltre la metà degli immobili abitativi in Italia viene acquistata con finalità abitative. Preferita, poi, la modalità di acquisto tramite trattativa privata, che nel primo semestre 2018 ha coinvolto il 90,78% delle transazioni. Solo il restante 9,23% delle compravendite è avvenuto tramite impresa.

Focalizzandosi sulle agevolazioni (in particolare negli anni 2016-2017), il Notariato ha rilevato che dalle agevolazioni prima casa l’erario ha ricavato imposte passate dai 383.274.036 euro del 2016 ai 424.411.523 del 2017, generando così un aumento del gettito pari al 10,5%. Questo nonostante via sia stato un calo delle compravendite “prima casa” dal 2016 al 2017 del 4,5%. La spiegazione è probabilmente imputabile ad un valore catastale maggiore degli immobili acquistati nel corso del 2017 a causa dell’aggiornamento delle rendite catastali.

Lo spaccato delle regioni rivela che hanno invece riscontrato un aumento tra i due anni delle compravendite “prima casa” la Campania, con un +15% e un aumento di imposta di registro incassata pari al +14,73%, le Marche con un +11,09% e un aumento di imposta di registro incassata pari al +12,16%, e la Valle d’Aosta, con un +18,40% e un aumento di imposta di registro incassata pari al +23,12%. Unica regione a mantenere entrambi i dati negativi è l’Abruzzo con un -12,50% e una diminuzione dell’imposta di registro incassata pari al -9,95%.

Le abitazioni per le quali sono state richieste maggiormente le agevolazioni prima casa sono le abitazioni di tipo civile, A/2 (il 50% del campione) e le abitazioni di tipo economico, A/3 (il 30%), mentre i villini, A/7, costituiscono solo il 10% del campione.

Agevolazioni per acquisto di piccola proprietà contadina
Infine, l’incidenza dell’ agevolazione della piccola proprietà contadina sul totale delle compravendite di terreno agricolo è stata pari al 22,88% nel 2016 e al 20,84% nel 2017. La maggior parte degli atti agevolati degli agricoltori si localizza in Piemonte, Veneto e Puglia, regioni da sempre a forte tradizione agricola. Le fasce d’età che richiedono maggiormente questa agevolazione si collocano tra i 36/55, anche se non mancano i giovani agricoltori (la fascia 18-35 è il 16,88% del totale) così come anche i soggetti tra i 56 e i 65 anni (18,52%).

- Idealista.it, 28 novembre 2018

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giovedì 15 novembre 2018

Rendimenti casa al massimo rispetto a 4 anni fa

I rendimenti delle case toccano il 6%, il valore massimo in 4 anni

Secondo uno studio realizzato dall’ufficio studi di idealista, l’investimento immobiliare in Italia è sempre più redditizio anche se i rendimenti dei nostri titoli di stato (btp a 10 anni) salgono al 3,4%.

L’analisi, che mette in relazione i prezzi di vendita e affitto delle diverse tipologie immobiliari per calcolare il loro rendimento lordo*, evidenzia incrementi in tutti i segmenti property rispetto a 12 mesi fa.

Il balzo maggiore spetta al segmento commerciale (negozi) che passa da una redditività del 7,9% all, 8,6%. Gli uffici passano dal 7,1% al 7,7% mentre le abitazioni e i box raggiungono rendimenti pari ripettivamente al 6% e al 5,3%.

Rendimenti nel residenziale

Con il rialzo dell’ultimo trimestre il tasso di rendimento delle case ha raggiunto i massimi da 4 anni.Con un tasso pari all’8,8%, Biella è al top dei rendimenti delle abitazioni, seguita da Vicenza (7,9%), Taranto e Macerata, entrambe al 7,7%. All’opposto Siena, Venezia e Imperia con un 4,1% sono le città meno profittevoli per i proprietari.

Tra i grandi mercati Milano e Torino offrono rendimenti superiori alla media nazionale, pari al 6,4%. Roma si ferma al 5,2%, mentre Napoli chiude la graduatoria con un 4,6%.

Rendimenti dei locali commerciali (no capannoni)

Le aspettative più alte per i proprietari restano legate ai rendimenti nel settore retail che ha registrato la correlazione positiva più alta tra i prodotti immobiliari, se si prende come riferimento lo stesso periodo dell’anno scorso.

Milano (15,2%) è al primo posto del ranking, seguita da Genova (15%) e Trieste (13%) tra i centri con i tassi di rendimento più alto. Ritorni a doppia cifra per altre 19 città che si collocano in un range tra il 12,6% di Roma e il 10% di Verona. Nella parte bassa della graduatoria troviamo Pisa (7,4%), Savona (7,5%) e La Spezia (7,8%).

Rendimenti degli uffici

I rendimenti più elevati nel settore uffici si rilevano a Ravenna (7,9%) e Verona (7,8%). Pescara, Rimini e Pesano offrono i rendimenti meno interessanti tra i centri rilevati, con un ritorni del 5,4%. Tra i grandi mercati Milano (7,1%) performa meglio di Roma (6,4%).

Rendimento dei box   

I box auto sono sempre il prodotto meno vantaggioso per gli investitori in quasi tutti i mercati monitorati. A Napoli (3,2%) il rendimento di questa categoria immobiliare è inferiore ai buoni a 10 anni. Delle 11 città monitorate da questo report risulta che Firenze (8,7%) è la più piazza più conveniente per chi investe in un box auto da mettere areddito, davanti a Monza (5,9%) e Palermo (5,7%). Milano (5,6%) e Roma (4,7%) crescono rispetto a un anno fa.

* il rendimento da affitto viene inteso al lordo di imposte (imu, cedolare secca) e le spese di gestione

- Idealista, 15 novembre 2018

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lunedì 5 novembre 2018

L'Avvocato Risponde: Tutto sugli Affitti a Turisti

Affitti brevi in condominio, come funzionano e quali sono gli obblighi del proprietario

Quali sono gli obblighi di un proprietario che voglia affittare il suo appartamento per brevi periodi? A spiegarcelo sono i nostri collaboratori di condominioweb

Nel mondo immobiliare una delle principali novità è rappresentata dagli affitti brevi, che continuano a crescere in tutta Italia grazie ai vantaggi economici insiti nella fattispecie e conseguiti "bipartisan", dai proprietari e dai loro inquilini.

Sotto il profilo della convenienza il contratto di "locazione breve", sebbene sia stato osteggiato da parte di molte regioni italiane, si conferma uno strumento fondamentale del settore turistico e non solo, in quanto si rivolge a target diversi in termini di disponibilità economiche, condizioni di soggiorno, età e provenienza geografica.

Tale tipologia contrattuale è disciplinata dall'art. 4 della Legge n. 96 del 21/06/2017 e riguarda esclusivamente gli immobili ad uso residenziale, con le relative pertinenze (box, posti auto, soffitte ecc), ovvero può interessare singole stanze dell'abitazione.

Locazione breve all'interno di un condominio

Le vere problematiche per i proprietari, invece, nascono quando l'affitto breve riguarda l'appartamento posto all'interno del fabbricato condominiale, in quanto, sempre più spesso, i residenti in condominio mostrano insofferenze e soprattutto pregiudizi sugli ospiti temporanei ed il flusso di persone che vanno e vengono dall'abitazione

Ma il condomino che vuole affittare la propria abitazione, con contratto di locazione breve, deve chiedere il permesso al condominio?

In linea generale affittare per brevi periodi una camera o un appartamento non comporta alcun cambiamento della destinazione d'uso residenziale dell'immobile. Peraltro la legge non specifica come il condomino debba utilizzare la propria abitazione, anche se è noto che l'utilizzo delle proprietà esclusive può incontrare limiti interni al condominio.

Sulla scorta di tali considerazioni è legittima la possibilità dei condòmini di ospitare persone a pagamento in alloggi residenziali, senza che sia necessaria l'autorizzazione dell'assemblea condominiale, in quanto l'attività ricettiva in questione di per sé non arreca pregiudizio agli altri condòmini (Cass. n. 24707/2014).

L'unico limite a tale tipo di attività è rappresentato da un divieto espresso, in modo chiaro ed esplicito, nel regolamento di condominio, che per essere opponibile deve essere di natura contrattuale, indipendentemente dalla relativa trascrizione (Cass 19212/2016).

Ciò significa che il regolamento deve essere stato approvato all'unanimità dei condòmini presenti nell'edificio o accettato con la sottoscrizione del rogito notarile con cui il costruttore, all'atto della vendita, fa approvare non solo il contratto vero e proprio, ma anche il regolamento di condominio, poiché la sola menzione ne presuppone la conoscenza e l'accettazione (Cass. 17886/2009; Cass. 10523/2003; Cass. 395/1993; Cass. 4905/1990; Cass. 19212/2016 e Cass. 22310/2016).

In proposito si è stabilito che neanche la legge regionale, in materia urbanistica o in generale amministrativa, può incidere sui rapporti e sugli obblighi che assumono reciprocamente i condòmini (Cass ord. n. 704/2015).

In ogni caso le locazioni per brevi periodi, ad uso transitorio stagionale, non rientrano negli impedimenti regolamentari, non essendo configurabili come attività di pensione o albergo (Cass. n. 22711/2017).

E poi, nel caso in cui il conduttore non rispetti la destinazione d'uso dell'abitazione locata o delle parti comuni, in violazione delle disposizioni del regolamento di condominio, l'amministratore a chi deve rivolgersi all'inquilino o al condomino locatore?

In generale il conduttore è responsabile, in via esclusiva, dei suoi comportamenti, qualora utilizzi l'abitazione o le parti comuni in maniera difforme dagli usi consentiti dalla legge o dal regolamento di condominio.

Con riferimento agli usi consentiti dalla legge, è noto che in condominio sono applicabili i divieti disciplinati dall'art. 844 c.c., nel caso che il godimento dell'unità immobiliare o delle parti comuni dell'edificio dia luogo ad immissioni moleste o dannose alla proprietà degli altri condòmini.

In ogni modo, l'applicazione di tale norma in condominio deve essere sempre rapportata ai criteri di normale tollerabilità delle immissioni, nonché alle peculiarità dei rapporti tra condòmini ed alla destinazione urbanistica assegnata al fabbricato.

Qualora, poi, i condòmini abbiano provveduto a disciplinare i loro rapporti, in tema di immissioni, con norme regolamentari più restrittive di quelle dettate dall'art. 844 c.c., che ha carattere dispositivo, si deve giudicare la liceità della concreta immissione non in base al criterio di legge, bensì con i criteri valutativi fissati dal regolamento di condominio (Cass. n. 1195/1992).

Di conseguenza, il condominio può rivolgersi direttamente nei confronti del conduttore per far cessare la destinazione abusiva dell'immobile locato ed i comportamenti assunti dallo stesso conduttore in violazione delle clausole limitative del regolamento condominiale, che espressamente proibisce ai proprietari di destinare i loro locali a determinati usi, in quanto il conduttore non può trovarsi in una posizione differente rispetto a quella del suo locatore (Cass. n. 15756/2001).

È vero che il conduttore, con il contratto di locazione, assume la posizione di "detentore nei confronti diretti del locatore, ma anche nell'interesse proprio, quindi detentore qualificato, assimilato totalmente al possessore, ex art. 1168 c.c., nei confronti dei terzi" (pret. Chieti 6.6. 1983).

Tuttavia il soggetto primario obbligato al rispetto delle norme regolamentari resta pur sempre il condomino, che è tenuto a controllare l'operato del suo inquilino in merito all'uso ed al godimento dei beni e dei servizi condominiali.

Ciò comporta che il locatore-condomino deve rispondere, nei confronti degli altri condòmini, per le violazioni al regolamento di condominio poste in essere dal suo conduttore, qualora non dimostri di aver adottato, con la diligenza di cui all'art. 1176 c.c., tutte le misure idonee a far cessare gli abusi, fino alla richiesta di cessazione anticipata del contratto di locazione (Cass. n. 11859/2011).

In mancanza il condominio può decidere di agire sia contro il condomino-locatore sia nei confronti del suo conduttore, in quanto entrambi sono responsabili, in via solidale, della violazione regolamentare e quindi tenuti a risarcire i danni arrecati.

Per tali ragioni conviene che l'amministratore diffidi congiuntamente locatore e conduttore, per il comportamento illegittimo posto in essere dallo stesso conduttore o dai suoi ospiti, in violazione delle norme disposte dal regolamento condominiale o dalla legge.

Gli obblighi del locatore nei confronti del condominio

In linea generale il condomino che ospita, per un massimo di trenta giorni, nella sua abitazione delle persone non ha nulla da segnalare, anche perché non esiste una norma giuridica che imponga un divieto di ospitalità, né tantomeno il condomino-locatore potrebbe inserire una clausola nel contratto di locazione, con il suo inquilino, tesa ad imporgli il divieto di subaffittare l'immobile o il divieto ad ospitare persone estranee al nucleo familiare anagrafico dello stesso inquilino, perché qualora lo facesse tale clausola sarebbe da intendersi nulla (Cass. n. 14343/2009).

Attenzione però, perché chi stipula il contratto di locazione breve, anche attraverso un portale web, ai sensi dell'art. 109 del Testo Unico della Legge di Pubblica Sicurezza (T.U.L.P.S.) deve obbligatoriamente acquisire i dati degli inquilini attraverso una scheda di dichiarazione delle generalità, conforme al modello approvato dal Ministero dell'Interno, e dopo averla fatta sottoscrivere dall'interessato la deve trasmettere alla Questura competente per territorio, anche tramite fax o posta elettronica certificata, avendo cura di conservare la ricevuta per cinque anni.

L'obbligo di comunicazione delle generalità dei clienti di cui all'art. 109 T.U.L.P.S. Entro le 24 ore dall'arrivo dell'ospite il proprietario che abbia stipulato contratto di locazione breve deve ottemperare agli obblighi informativi anzidetti, riferiti alle generalità delle persone alloggiate nell'abitazione, altrimenti rischia di incorrere nelle sanzioni previste dall'art. 107 T.U.L.P.S., ossia la denuncia alla Procura della Repubblica, con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a € 206,00.In pratica gli inquilini sono obbligati a fornire al proprietario documento valido in Italia o riconosciuto in Europa e se sono extra Unione Europea, l'unico documento valido che possono esibire è il passaporto.

Tutto ciò considerato, per tutelare la sicurezza della comunità condominiale, nulla impedisce all'amministratore, che deve aggiornare il registro di anagrafe condominiale, di richiedere al condomino-locatore i dati degli affittuari, con contratto di locazione breve, e degli eventuali ulteriori ospiti abituali, procedendo, in caso di diniego, ad informare direttamente la Questura, per effettuare le necessarie verifiche presso il proprietario controllando se siano stati adempiuti gli obblighi di comunicazione di cessione dell'immobile.

In conclusione, dal punto di vista penale, il condomino che utilizza consapevolmente l'espediente dell'affitto breve per ricavare lauti guadagni, anche in nero, dalla locazione dell'abitazione concessa alle prostitute, potrebbe incorrere nel reato di favoreggiamento della prostituzione (Cass. Pen. n. 28754/2013).

In proposito gli affitti di durata troppo breve, gli spostamenti continui di appartamento in appartamento e la presenza di letti matrimoniali pure in cucina, configurano elementi idonei a smascherare l'effettivo utilizzo dell'appartamento come luogo adibito all'esercizio abituale della prostituzione (Cass. n. 47387/2014).

Nel caso in cui, invece, il condomino conceda in locazione il suo immobile, consapevole che il conduttore svolge nella sua proprietà l'attività di "pusher", è configurabile il concorso nel reato di detenzione e spaccio di stupefacenti a carico del locatore, in quanto il suo comportamento contribuisce alla verificazione dei reati di detenzione e successiva cessione illecita di sostanze stupefacenti (Cass. n. 35744/2010).

- Avv. Michele Orefice, Condominioweb

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lunedì 8 ottobre 2018

Immobiliare in rialzo dello 0,9%. Aumenta la domanda dall'estero

Famiglie del sud, cinesi e «brexiter» aumentano gli investimenti

Il mercato immobiliare di pregio continua a mostrare dati tanto confortanti quanto le sensazioni degli operatori di settore. «È un mercato in salute - conferma Roberto Magaglio, responsabile «Licence Partner Engel & Völkers Milano - un mercato che dopo anni in cui si parlava di svolta, finalmente l'ha ottenuta». A Milano, quindi, «nonostante tutti i condizionamenti esterni» si è registrata una complessiva evoluzione delle compravendite, con una domanda degli acquirenti pari a 4-5 volte superiore, «elemento che rafforza le aspettative e le previsioni ottimistiche negli anni», come confermato da Luca Dondi, amministratore delegato «Nomisma».

Il «Market Report» del primo semestre 2018 di «Engel & Völkers», illustrato ieri a Milano, mostra un progressivo trend in crescita per quanto riguarda la domanda intensa e il dinamismo delle offerte: più 0,9% rispetto al 2017, pari a 5.496 transazioni. Il ciclo espansivo comprende tutte le aree urbane, non solo quelle del centro e di pregio, anche se qui si è registrata una forte domanda per la presenza di investitori cinesi e dei «brexiter». Il range di prezzo del primo semestre per abitazioni ristrutturate a nuovo va da 7 a 12mila euro al mq e scende da 6 a 9 per gli immobili da ristrutturare.

Relativamente ai parametri di location e qualità dell'immobile, Magaglio ha sottolineato come tutto il settore abbia subito dei miglioramenti: in compresenza dei due fattori il mercato offre immobili con una discreta pressione dei prezzi al rialzo. Si ha, poi, un incremento di acquisti per investimenti istituzionali e privati. Questi ultimi sono costituiti da famiglie benestanti del sud che acquistano casa per prestigio o esigenze universitarie dei figli, oltre a stranieri in ricerca della flat tax da 100mila euro.

Se, quindi, il biennio 2013-14 aveva mostrato dati negativi, ora i valori sono più che rassicuranti. Non manca, poi, l'ottimismo anche nel settore delle locazioni. Marco Sorbara, direttore commerciale di «Engel & Völkers Milano», infatti, ha aggiunto che «il mercato degli affitti sul modello del pregio mostra un segno positivo, con una svolta che riparte da basi più che solide». Come per gli investimenti, anche l'incremento della locazione è dovuto ad affittuari stranieri e del sud Italia, attratti da canoni elevati: il fattore principale si deve a una crescente e confermata fiducia nell'investimento immobiliare, data da una personale stabilità economica capace di determinare una domanda qualificata ed efficiente.

Anche per le locazioni, quindi, si richiede una buona posizione immobiliare, tipica della cosiddetta «working distance». Si abbassa, però, la durata dell'affitto: «Non si ricerca più il 4+4 - aggiunge Sorbara - ma si arriva massimo a 18-36 mesi e cresce ancora di più la domanda per locazioni mensili o settimanali, per tutti quei clienti temporanei che soggiornano a Milano per eventi e manifestazioni di lusso».

- Giulia Di Leo, Il Giornale, 26 settembre 2018

Vendi Casa agli Stranieri, Proponi il tuo Immobile su Oltre 120 Portali Esteri con StranieriCheComprano.it

lunedì 1 ottobre 2018

I trucchi per vendere casa velocemente e a condizioni migliori

Rendere il proprio annuncio, non solo migliore degli altri, ma unico. Spesso, è questa la chiave di volta per vendere prima e meglio la propria casa. Per riuscirci, però, serve competenza ed esperienza. Per questo, un investimento per affidarsi a un professionista potrebbe essere molto più che utile.

Per questo, i nostri collaboratori di International Association of Home Staging Professionals (IAHSP) ci forniscono alcuni preziosi consigli per curare gli annunci delle case messe in vendita.

Anche in ambito immobiliare, come in qualsiasi altro campo, è importante stabilire qual è il profilo dell’acquirente a cui rivolgersi, ma non solo. Quando intendiamo vendere o affittare un immobile, non tutti siamo in possesso degli strumenti per fare un’analisi corretta del mercato e del target di riferimento.

Si rivela fondamentale, dunque, appoggiarsi alla consulenza di uno specialista del mercato immobiliare che ci saprà indicare, in funzione della tipologia del nostro immobile, i parametri di valutazione più idonei e il prezzo di vendita più corretto.

Valutando, ad esempio, il numero dei locali, lo stato dell’immobile, la sua posizione, i servizi del quartiere in cui si trova, la presenza di giardino o balconi ecc, potrà stabilire se l’immobile che vogliamo vendere è più adatto, ad esempio, a una famiglia con bambini o a un giovane manager.

Una volta definito il target, per proporre il nostro immobile sul mercato e ottenere il miglior risultato, però, non è sufficiente caricare sul web alcune foto scattate velocemente della nostra casa, così come si trova e la viviamo noi.

Come sappiamo un annuncio immobiliare si compone di immagini e testo. Questi elementi, per risultare vincenti, dovranno parlare un linguaggio corretto. Le camere dovranno essere preparate e fotografate, con attenzione e in modo mirato.

Una casa destinata ad una famiglia, non potrà avere le stesse caratteristiche di immagine che potrebbero attrarre un giovane manager. Anche il testo dell’annuncio dovrà modularsi in funzione di chi pensiamo possa essere interessato.
Per preparare annunci immobiliari perfettamente mirati e dunque più efficaci, è possibile rivolgersi a uno specialista di immagine immobiliare. Una figura professionale che attraverso interventi specifici di home staging e fotografia emozionale, saprà trasformare il nostro immobile in un vero e proprio prodotto di marketing, pronto a competere sul mercato, facendosi trovare più in fretta dal suo nuovo proprietario.

Queste operazioni non sono affatto superflue e in un panorama ricco di annunci apparentemente tutti uguali, una corretta strategia non può che rivelarsi vincente. In fondo, più che farci conoscere un prodotto, la pubblicità deve farcelo desiderare più di tutti gli altri.

- Idealista.it, 26 settembre 2018


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giovedì 26 luglio 2018

Le cinque regole d’oro per vendere una casa prima del tuo vicino

Le case di seconda mano sono le protagoniste indiscusse del mercato immobiliare. Ma quali sono i fattori determinanti del buon esito di una compravendita? Secondo la rete spagnola Alfa Real Estate, gli elementi chiave sono: prezzo, tempo di vendita, piano di marketing, promozione, visita.

Stabilire un edeguato prezzo di vendita
Il fattore determinante al momento della chiusura della transazione è il prezzo. Ci sono diversi fattori che determinano il costo delle case: oltre al mercato, le caratteristiche dell’immobile, la posizione, lo stato, quello che trasmette... E’ importante metterlo sul mercato a un prezzo ragionevole, perché “se si opta per un prezzo superiore a quello adeguato, l’abitazione ‘si brucia’ e finisce per essere venduta a un prezzo inferiore al suo valore”. Un modo per conoscere il prezzo equo di una casa è consultare, ad esempio, le quotazioni immobiliari dell’Agenzia delle Entrate oppure informarsi presso un’agenzia immobiliare.

Pianificare i tempi di vendita
Il prezzo non è l’unica variabile importante quando si vende una proprietà: conta anche il fattore tempo. Se il venditore ha fretta di vendere la casa, è più ragionevole regolare il prezzo dall’inizio. In caso contrario, è necessario determinare un periodo di tempo per riadattare il prezzo: tre mesi, sei mesi... anche se è bene che il termine non superi la metà di un anno. “Non bisogna dimenticare che il prezzo di vendita viene sempre dal mercato”.

Preparare la casa: fare ristrutturazioni, piccole modifiche...
Prima di mettere sul mercato la casa è importante analizzare le sue peculiarità (vantaggi, svantaggi...), così come il profilo dei potenziali acquirenti. Tutto questo aiuterà a capire come promuovere l’immobile, a stabilire il prezzo appropriato e a sapere se è conveniente fare qualche tipo di ristrutturazione prima di metterlo in vendita. E’ qui che entra in scena il cosiddetto “home staging”, che si basa sulla preparazione della casa per il mercato. La presentazione è fondamentale quando si tratta di vendere, bisogna aiutare il potenziale acquirente ad immaginare di vivere in quell’ambiente.

Promuovere la vendita
Ci sono diversi modi per promuovere una casa in vendita ed è sempre consigliabile utilizzare le potenzialità offerte da Internet. Ad esempio, inserire un annuncio sui portali immobiliari come idealista e utilizzare i social network. E’ essenziale fare una buona e dettagliata descrizione dell’immobile, aggiungere belle fotografie, includere un video, scommettere sulla realtà virtuale e 3D...

Preparare la casa per la visita
“Diciamo sempre che nei primi 90 secondi un acquirente sa se è interessato a una casa o meno”, spiega Alfa Inmobiliaria. Vale a dire, in un minuto e mezzo bisogna far innamorare i potenziali acquirenti. Pertanto, l’ambiente deve essere accogliente, pulito, ordinato, non troppo caldo e non troppo fresco. Se non si presta attenzione a questi dettagli, “è difficile che scatti la scintilla”.

- Idealista.it, 26 luglio 2018

Vendi Casa agli Stranieri, Proponi il tuo Immobile su Oltre 120 Portali Esteri con StranieriCheComprano.it