venerdì 25 settembre 2020

Il Covid non frena i prezzi delle case

In controtendenza rispetto alle compravendite, che subiscono una brusca battuta d'arresto, nel II trimestre 2020, i prezzi delle case, secondo il consueto indice Istat, aumentano del 3,1% rispetto al trimestre precedente e del 3,4% rispetto al 2019. Un'accelerazione che si deve tanto ai valori delle abitazioni nuove che esistenti.

Aumento accelerato, quindi, rispetto all'1,7% del primo trimestre 2020. La crescita accelerata è dovuta sia ai prezzi delle abitazioni nuove (+2,7%) che a quelli esistenti (3,7%) entrambi in accelerazione rispetto al trimestre precedente (erano rispettivamente +1,0% e +1,9%).

La marcata crescita dei prezzi delle abitazioni consolida il trend che aveva iniziato a manifestarsi nella seconda parte del 2019 e fa riferimento a contratti siglati tra aprile e giugno ma le cui condizioni si sono perfezionate per lo più prima del lockdown. Il drastico calo del numero di compravendite di immobili residenziali ha riguardato la prima parte del trimestre in esame ed è stato in larga parte riassorbito a giugno, senza prefigurare, quindi, per ora, un calo generalizzato e persistente della domanda tale da influenzare l’andamento dei prezzi nel breve periodo.

Aumento generalizzato in tutte le aree geografiche

L'aumento dei prezzi delle abitazioni si registra in tutte le aree geografiche: il NordOvest e il Nord-Est mostrano aumenti marcati (rispettivamente +5,5% e +4,1%); segue il Sud e Isole (+2,3%) mentre il Centro si attesta su un tasso di crescita più basso (+0,9%). Anche su base congiunturale si registra ovunque un’ampia crescita dei prezzi delle abitazioni. A Milano accelera ulteriormente la crescita su base annua dei prezzi delle abitazioni (+15,9%). I prezzi aumentano, ma in misura più contenuta, anche a Torino (+1,8%) e a Roma (+1,3%)

Secondo l'Istituto nazionale di Statistica: "dopo la lunga sequenza di flessioni che dal 2012, con l’eccezione della debole risalita del 2016, si sono susseguite fino a metà del 2019, i prezzi delle abitazioni crescono in modo marcato e per il quarto trimestre consecutivo. Accelerano, in particolare, i prezzi delle abitazioni esistenti che tornano sopra il livello medio del 2015. La svolta si determina però in concomitanza con la crisi dovuta all’emergenza sanitaria che ha fortemente ridotto le compravendite di abitazioni e i prezzi del periodo in esame fanno per lo più riferimento a contratti i cui termini sono stati stabiliti prima del lockdown"

- Idealista.it, 25 settembre 2020


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giovedì 24 settembre 2020

Mercato immobiliare pronto al rimbalzo nel 2021

Il settore immobiliare è previsto in ripresa nel medio periodo, mentre è indicato ancora stabile per il prossimo anno, con compravendite in moderato aumento nel comparto residenziale, mentre i prezzi resteranno fermi. Il tutto è ancora condizionato dal forte impatto che la pandemia ha avuto e continua ad avere nel 2020, anche se le previsioni per il futuro sono in generale più ottimistiche, con un sistema economico che dovrebbe migliorare leggermente sia nel 2021 sia nel corso dei prossimi 3-5 anni. È la sintesi delle previsioni degli oltre 200 imprenditori e manager che si sono incontrati al 28.mo Forum organizzato da Scenari Immobiliari a Santa Margherita Ligure lo scorso fine settimana.


Breglia, gli investimenti privilegeranno il residenziale

Il mercato immobiliare italiano, secondo il presidente di Scenari Immobiliari, Mario Breglia, non smetterà di attrarre investimenti che nel 2021 privilegeranno in particolare i settori residenziale, logistico/industriale e terziario a Milano, così come a Roma dove anche i mercati di nicchia si ritaglieranno una buona fetta del totale. Dal sondaggio, in particolare, è emerso che l’eredità della crisi sanitaria si concretizzerà in un riequilibrio dei valori immobiliari, con un calo dei rendimenti sul breve periodo e più investimenti sul lungo, in nuove modalità di progettazione degli immobili, con una maggiore attenzione per la qualità del costruito in termini di comfort, ampiezza vani, spazi intermedi.

I costruttori dovranno ripensare abitazioni e uffici

Specularmente, secondo gli esperti del settore, verranno penalizzati gli immobili in cattive condizioni con conseguente aumento sul mercato di quelli in disuso (e una probabile correzione delle quotazioni in questa fascia). Gli uffici, inoltre, dovranno essere ripensati in chiave smart working, sottolineando ancora di più la sicurezza e la salute dei lavoratori. Ci sarà un evidente rallentamento dell’attività fino all'esaurirsi della pandemia – ha affermato ancora Breglia – dopo di che il mercato vivrà un forte rimbalzo. Previsioni che si sposano con quelle più macro, che mettono in conto sul medio termine il recupero della fiducia unito a un aumento del reddito.

Gli operatori prevedono la ripresa nel 2021

Tornando al sondaggio tra gli addetti ai lavori, quasi la metà (44%) degli imprenditori e manager intervistati durante il Forum di Scenari Immobiliari prevede che il sistema economico italiano migliorerà leggermente nel corso del prossimo anno, mentre poco meno di un terzo (30%) stima un suo leggero peggioramento. Aumentano invece gli ottimisti nel medio periodo (3-5 anni): più di 5 su 10 degli intervistati ipotizzano un piccolo miglioramento, mentre 2 su 10 una certa stabilità. 

Scenario più roseo per il prossimi 3-5 anni

Scendendo nel dettaglio, dalla ricerca emerge che se per il 2021 le previsioni di oltre un quarto degli intervistati (26%) punta a un lieve miglioramento dell’industria immobiliare, privilegiando in oltre il 40% dei casi una certa stabilità, per i prossimi 3-5 anni gli scenari ipotizzati sono più rosei e in quasi il 60% dei casi vede un piccolo miglioramento, con la stabilità che scende a valori attorno al 25%. La maggioranza (44%) si esprime verso un rialzo moderato delle vendite residenziali nel 2021 e solo un 34% le vede stabili. Sul fronte dei prezzi, invece, prevale la cautela che in 4 casi su 10 si traduce in una previsione di stabilità e solo 2 su 10 azzarda un incremento moderato.

Il momento attuale per comprare casa appare dunque favorevole, grazie ai tassi di interesse che continuano a girare sui minimi storici, alle quotazioni in fase di correzione e – soprattutto – in previsione di una loro prossima ripresa. Chi sta pensando di ricorrere a un mutuo casa per finalizzare l’acquisto di un’abitazione può consultare MutuiOnline.it, che mette a disposizione guide mutui approfondite e una serie di strumenti utili per capire meglio quale è il finanziamento più adeguato alla propria situazione. Ad esempio, si può calcolare la rata del mutuo o il piano di ammortamento del finanziamento che si sta valutando. Se, inoltre, si fa richiesta tramite il sito, si può anche risparmiare rispetto a chi si rivolge direttamente alla propria banca e ci si avvale per tutto il processo di un consulente dedicato.

- Fernando Mancini, MutuiOnline.it, 18 settembre 2020


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mercoledì 23 settembre 2020

Acquistare casa o affittarla? Ecco cosa scelgono i single italiani

I single italiani preferiscono comprare casa o affittarla? L'Ufficio studi di Tecnocasa ha fatto la fotografia delle tendenze abitative di chi vive solo nel nostro Paese

Analizzando gli acquisti e le locazioni realizzate dai single nel I semestre del 2020, si evidenzia un aumento della propensione all'acquisto, passata dal 62,7% di un anno fa all'attuale 67,6%. Mentre solo il 32,4% dei single italiani ha optato per l'affitto.

Le compravendite dei single, (categoria che comprende non sono celibi e nubili, ma anche divorziati e separati e vedovi) rappresentano il 29,5% del totale delle transazioni effettuate nel I semestre. Un dato in leggero aumento rispetto al 28,5% di un anno fa e al 28,0% del 2017. Vediamo che nelle grandi città questo dato si attesta al 34,3%.

A livello nazionale la tipologia più acquistata dai single è il trilocale (37,3%), seguita dal bilocale (33,2%), con i 4 locali che si fermano all’11,4%. Ville, villette, rustici, loft, case indipendenti e semindipendenti compongono insieme l’11,1% degli acquisti.

Rispetto al primo semestre del 2019 da segnalare un lieve aumento della percentuale di acquisto delle tipologie indipendenti e semindipendenti che passa dal 10,4% all’attuale 11,1%. Nelle grandi città invece i single acquistano soprattutto bilocali (42,7%).

In Italia il 34,9% dei single che ha comprato attraverso le agenzie del Gruppo Tecnocasa ha un’età compresa tra 18 e 34 anni, il 22,4% ha tra 35 e 44 anni, il 20% ha tra 45 e 54 anni, seguiti da percentuali in progressiva decrescita all’aumentare dell’età.

L’83% delle compravendite da parte di single riguarda l’acquisto dell’abitazione principale, il 14,1% l’investimento e il 2,9% riguarda la casa vacanza. Da segnalare, rispetto ad un anno fa, una diminuzione della percentuale di acquisti per investimento passata dal 15,7% all’attuale 14,1%. La contrazione degli acquisti per investimento è comunque un fenomeno generalizzato che riguarda anche le famiglie, si tratta infatti di una delle conseguenze dell’emergenza sanitaria che ha frenato questo tipo di acquisto.

Per quanto riguarda il mercato delle locazioni il 67,9% degli inquilini single ha preso casa in affitto per scelta abitativa, il 28,4% per motivi di lavoro ed il 3,7% per motivi legati allo studio. Rispetto ad un anno fa si segnala una contrazione delle percentuali di affitti a lavoratori e studenti che si attestavano rispettivamente al 33,8% ed al 4,8%. Anche in questo caso i numeri evidenziano le conseguenze della pandemia sul mercato immobiliare, in particolare sul mercato delle locazioni che ha subito un duro colpo a causa della temporanea chiusura degli atenei e del prolungato periodo di smart working.

- Idealista.it, 23 settembre 2020


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martedì 22 settembre 2020

Come funziona il saldo e stralcio immobiliare

Procedura vantaggiosa per creditore e debitore, oltre che per un possibile acquirente il saldo e stralcio immobiliare consente di comprare una casa pignorata senza partecipare all'asta. Il consigliere nazionale del Notariato, Valentina Rubertellli, spiega a idealista/news come funziona.

Per iniziare la procedura di saldo e stralcio è necessaria una trattativa con la banca pignorante. " Se ad esempio - spiega Rubertelli - il debito residuo è 100 e sono disposto a pagare per la casa pignorata 80, la banca potrebbe decidere di accettare, rinunciando a quella differenza di 20, per chiudere prima la posizione di sofferenza. Si parla di “saldo e stralcio”, perché consente al debitore di saldare il debito, e ottenere lo stralcio della propria posizione in sofferenza senza strascichi per gli ulteriori 20 che non si sono saldati. Quando invece si vende all’asta, se il prezzo ricavato è inferiore, la posizione del debitore per quello che residua non rimane mai stralciata, ma continua a sussistere: cioè il debitore non viene esdebitato.

Una volta raggiunto l'accordo come si procede? Raggiunto l’accordo ci si rivolge al notaio il quale, solitamente fissa il rogito in Tribunale affinché sia contestuale la consegna del prezzo dall’acquirente direttamente nelle mani del creditore procedente che rinunzia agli atti del giudizio così che il tutto si possa chiudere con la firma da parte del Giudice della ordinanza di estinzione della procedura esecutiva. Ove questa contestualità (in Tribunali grandi) non fosse possibile, si può chiedere al Notaio di farsi garante del tutto e farsi carico di ottenere, dopo la consegna del danaro, la rinunzia da parte del creditore procedente  e il provvedimento di estinzione del giudice.

I vantaggi del saldo e stralcio

La procedura del saldo e stralcio immobiliare è vantaggiosa per creditore, debitore e acquirente. Il creditore ha la possibilità di recuperare in tempi rapidi parte dei propri soldi, anziché attendere l’esito della vendita in asta oggi ancor più dilatati in conseguenza della sospensione dei termini dovuta alla normativa emergenziale; alla ripresa delle procedure il valore del bene potrebbe essere ulteriormente decrementato, tutto a scapito dell’interesse del creditore ma anche del debitore che non viene esdebitato. Il debitore può ottenere in tempi brevi l’esdebitazione e rientrare nell’elenco dei buoni pagatori ottenendo nuovi finanziamenti in futuro. L’acquirente può ottenere una consistente riduzione di spesa e dei tempi per l’acquisto dell’immobile.

- Annastella Palasciano, Idealista.it, 22 settembre 2020


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