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martedì 25 febbraio 2020

Pignoramento immobiliare. Qual è la procedura?

Il pignoramento immobiliare è uno strumento a tutela del creditore che non riesce ad ottenere l’adempimento, quindi la soddisfazione del proprio credito, da parte del debitore. Per capire qual è l’iter che porta al pignoramento di un bene immobile, come funziona e in che modo è possibile bloccarlo, idealista/news ha interpellato l’avvocato Ferdinando Mauro, dello “Studio legale Mauro”.

Che cos’è il pignoramento immobiliare e cosa dice la legge in merito?

“In termini non giuridici, il pignoramento immobiliare è uno strumento a disposizione del creditore per riuscire a soddisfare il proprio credito. La legge consente al creditore, che deve avere da un soggetto una determinata somma di denaro – in virtù di un provvedimento giurisdizionale o anche stragiudiziale (assegno o cambiale) – senza che quest’ultimo sia intenzionato a restituirla, la possibilità di rivolgersi al tribunale per ottenere un provvedimento in suo favore. Si intende il potere di sottrarre alla disponibilità del debitore un bene immobile per porlo forzosamente in vendita al fine di ottenere una somma a soddisfacimento del credito vantato. Il creditore deve avere necessariamente ottenuto un provvedimento di condanna nei confronti del debitore che solitamente è costituito da una sentenza o da un decreto ingiuntivo oppure essere in possesso di un titolo stragiudiziale con valore di titolo esecutivo quale la cambiale o l’assegno. Tecnicamente si parla di titolo. Una volta emessa la sentenza, chi ha perso la causa può adempiere spontaneamente, cosa che però molto spesso non accade. In questo caso, se dopo un obbligo del tribunale la persona nei confronti della quale l’obbligo è diretto non adempie, il creditore può procedere con l’esecuzione forzata.

Come funziona il pignoramento immobiliare

Vi sono due tipi di esecuzione forzata: in forma generica (consente al creditore di recuperare il credito contro la volontà del debitore) e in forma specifica (consente di soddisfare il credito attraverso la consegna del bene ovvero il compimento di una attività voluta dal creditore). Il pignoramento immobiliare rientra nella tipologia della espropriazione in forma generica.

Per avviare l’esecuzione, è necessario dare efficacia di titolo esecutivo alla sentenza del tribunale. Questo avviene mediante una procedura con la quale gli avvocati si recano in tribunale e fanno apporre quella che viene chiamata tecnicamente la ‘formula esecutiva’. Ciò ovviamente avviene quando si ha intenzione di procedere all’esecuzione forzata. Gli strumenti dell’esecuzione forzata in forma generica sono diversi, c’è il pignoramento mobiliare, mobiliare presso terzi e l’immobiliare. Quest’ultimo in verità è quello meno utilizzato, in quanto si tratta di una procedura costosa che viene usata solo se il credito è di un certo valore”.

Ma, nello specifico, come funziona il pignoramento immobiliare?

“Ottenuto il titolo esecutivo, il passaggio successivo è la redazione e notifica di un atto di precetto: il titolo esecutivo deve essere notificato al debitore, la notifica del titolo esecutivo viene accompagnata da un altro atto, che viene chiamato atto di precetto. Esso è una semplice intimazione dove la parte fa un elenco breve dei fatti, elenca tutte le spese dovute e intima al debitore di adempiere entro 10 giorni. Al debitore quindi deve arrivare il titolo esecutivo, che è la sentenza in forma esecutiva, e il precetto con il quale gli si intima di adempiere entro 10 giorni altrimenti si procede con il pignoramento. Il pagamento dell’intero debito o del parziale debito – nel caso di un accordo transattivo – soddisfa il creditore, che procede a interrompere la procedura. Se invece trascorsi i 10 giorni il debitore non ha saldato il debito, si può partire con il pignoramento. In casi di urgenza, se il debitore si sta liberando dei propri beni – ipotesi che riguarda più che altro il pignoramento mobiliare – il creditore può fare istanza al tribunale per essere esentato dal termine dei dieci giorni previsti nel precetto. E’ chiaro che bisogna dimostrare l’urgenza e la necessità di eliminare questo termine.

Trascorsi i dieci giorni, il creditore è libero di procedere al pignoramento. L’avvocato quindi redige l’atto di pignoramento e lo notifica al debitore. Nel caso del pignoramento immobiliare c’è un’ulteriore formalità, perché trattandosi di beni immobili bisogna mettere un vincolo sul bene immobile. Gli immobili sono censiti nei Registri delle Conservatorie, quindi qualora si proceda per mettere un qualsiasi vincolo su un bene immobile è necessario avvertire la Conservatoria. Nel caso di specie, l’atto di pignoramento viene mandato anche al Conservatore che deve trascriverlo, cioè nei Registri di quel determinato immobile deve annotare che il creditore sta facendo un pignoramento su quel bene. Una volta fatta la notifica al debitore e alla Conservatoria, l’avvocato deve attendere che torni indietro l’atto di pignoramento notificato. Questo tipo di notifiche si fanno solo ed esclusivamente a mezzo dell’Ufficiale giudiziario.

Se la notifica dell’atto di pignoramento è positiva, si può introdurre la procedura nel tribunale. L’avvocato prende il titolo esecutivo, l’atto di precetto, l’atto di pignoramento, tutti con la prova della notifica, li scansiona, ne attesta la conformità e li deposita telematicamente in tribunale. Il tribunale riceve il fascicolo e assegna alla pratica un numero di ruolo. Ancora il tribunale assegna, quindi, i giudici e viene fissata una data di udienza. Se il debitore procede con il pagamento, si chiude il procedimento; se il debitore non procede con il pagamento, si procede con la vendita all’asta dell’immobile”.

Ci sono dei limiti al pignoramento immobiliare?

“Istituti di credito e privati possono aggredire liberamente anche la prima casa. Per l’Agenzia delle Entrate ci sono dei limiti: il debitore deve vivere in quella casa, non deve avere altri immobili e l’abitazione non deve essere di lusso. L’Agenzia delle Entrate ha un limite anche di valore, non può procedere sotto i 120.000 euro”.

E’ possibile bloccare un pignoramento immobiliare?

“Spesso interviene una sorta di trattativa per raggiungere un accordo, che di sovente risulta conveniente per entrambe le parti. In questo caso, non si parla del credito effettivo, ma di un credito inferiore: il debitore si impegna a pagare, magari anche in maniera dilazionata, con un forte sconto e la procedura si chiude. In linea generale, l’accordo risolve, si pensa sempre a negoziare. Lo spunto viene dal debitore, ma conviene ad entrambe le parti, perché procedere con la vendita è sempre un rischio: molte aste vanno deserte, il prezzo di vendita viene abbassato di volta in volta e si raggiunge il paradosso di arrivare a vendite di immobili a prezzi che spesso non ricoprono neppure il debito residuo. Quindi, l’accordo è sempre ben visto: il debitore lo propone perché sa che in quel modo può ottenere un grosso sconto; il creditore perché sa che se non tutto, almeno una parte del suo credito viene soddisfatta.

Un altro modo per bloccare il provvedimento è l’opposizione, anche se in queste procedure i motivi di opposizione sono molto limitati. Non si tratta di cause vere e proprie. Bisogna però tenere presente che quando si è nella fase esecutiva si è già stati in tribunale e si è ottenuto una sentenza favorevole, quindi il merito della questione è già esaurito e risolto. In fase di esecuzione non si va a parlare del debito, si può al massimo fondare l’opposizione su vizi formali”.

E’ possibile cancellare il pignoramento immobiliare?

“La cancellazione del pignoramento deve essere fatta dal creditore che, se soddisfatto, rinuncia alla procedura esecutiva e procede a cancellare il pignoramento. Nel momento in cui è stato soddisfatto, il creditore va dal Conservatore e chiede la cancellazione del pignoramento o concede una liberatoria utile alla cancellazione del vincolo.

C’è poi un istituto che è la conversione del pignoramento. Quando ci si trova in una fase della procedura non inoltrata e il giudice non ha ancora disposto la vendita, il debitore può sempre chiedere la conversione del pignoramento. Il debitore si rende disponibile a pagare il credito e chiede al giudice di convertire il pignoramento immobiliare, quindi di cancellare il pignoramento a fronte del pagamento del debito. Si tratta di un’istanza che viene fatta in Cancelleria con deposito di almeno 1/6 dell’importo del credito. Con questi presupposti è possibile bloccare il pignoramento, dando soddisfazione al creditore”.

- Idealista.it, 25 febbraio 2020

lunedì 24 febbraio 2020

Lo spettacolare studio di un ex banchiere per ritirarsi a scrivere poesie

Se ci sono due professioni che, a priori, possono sembrare opposte, forse sono proprio quelle dei banchieri e dei poeti. Ma la realtà è, per fortuna, più ricca, varia, complessa e persino sorprendente dei preconcetti.

E questo doppio aspetto appartiene a John Bar, che, come mostra la sua biografia, è stato in grado di conciliare i bilanci economici con versi, metriche e rime, ricoprendo la carica di presidente della Poetry Foundation con sede a Chicago.

Eric J Smith
Bar, che ha 76 anni, si è ormai ritirato dal mondo bancario, per poter lavorare con calma alle sue poesie, lontano dalle distrazioni e dal rumore della città, ha commissionato la costruzione di un fantastico studio di scrittura nelle foreste di Greenwich, in Connecticut.

Per portare a termine questo progetto, il poeta-banchiere ha contattato l’architetto newyorkese Eric J Smith. La location, immersa nella natura, doveva essere un luogo adatto per facilitare la lettura e la scrittura. Doveva poi essere in grado di ospitare la collezione di oltre 1.700 volumi di proprietà di Bar. Il team dello studio di architettura ha creato uno spazio la cui caratteristica principale è quella di fornire una fuga dalla vita moderna.

Con la sua pianta rettangolare, l’edificio ha una superficie di 60 metri quadrati, sopra un pendio roccioso, che si inclina verso uno stretto burrone. L’architetto ha coperto le pareti esterne con pietra di campo e pietra blu per combinare la struttura con il terreno naturale. I pezzi irregolari e rocciosi sono assemblati in modo da evocare un muro di pietra accatastato a secco, una caratteristica comune nella storica New England.


L’ingresso allo studio avviene attraverso una porta a scomparsa, protetta da un pannello scorrevole di rovere. Una volta dentro, è necessario attraversare un corridoio fiancheggiato da mensole in rovere, che si estende in una stanza silenziosa progettata appositamente per la lettura e la scrittura.

La stanza è arredata in modo sobrio, con decorazioni in legno, compresi pezzi vintage. Le pareti vetrate fanno entrare la luce naturale e consentono di sentirsi immerso nel paesaggio sereno e boscoso. Oltre l’area di scrittura, l’edificio ha un angolo cottura con un piccolo frigorifero, macchina per il caffè e lavandino, oltre a un bagno discreto.

Lo studio è stato realizzato da.l’architetto Eric J Smith

Una costante in tutto lo spazio è l’esistenza di muri in pietra e pavimenti in rovere. Una scala in legno conduce ad una terrazza sul tetto, offrendo un ulteriore spazio per la contemplazione. Nascosto sotto le scale c’è un letto estraibile.

La temperatura interna è mantenuta a 20° C, grazie a un sistema geotermico per il riscaldamento e il raffreddamento. L’immobile è dotato di elettricità e acqua corrente, ma i cavi di alimentazione e i cavi in fibra ottica sono nascosti, così come le lampadine. E un piccolo pozzo fornisce acqua dolce.

Il team di architetti doveva poi ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente durante la costruzione. Gli alberi sono stati preservati il più possibile e le rocce sono state spostate e poi riposizionate.

L'edificio L'immobile è caratterizzato da muri in pietra e pavimenti in rovere

L’edificio ha una superficie di 60 m2

Le ampie vetrate fanno entrare la luce naturale

L'immobile e la natura

- Idealista.it, 24 febbraio 2020

martedì 18 febbraio 2020

Quattro colori per oggetti e pareti di una camera anti-stress

Camera antistress: quattro colori per diminuire l'ansia

Se il frenetico ritmo della città aumenta il livello di stress e di ansia, un'ottima soluzione è rendere la propria camera antistress. Come raggiungere questo obiettivo? Utilizzando questi quattro colori per arredare la propria stanza da letto.

Bianco

Gtres

Il bianco rappresenta la purezza e la calma ed è perfetto per liberarsi dell'energia negativa. Dormire in una stanza bianca ti aiuterà a rinnovarti durante la notte e ad attrarre l'energia del sole la mattina. 

Azzurro

Gtres

L'azzurro trasmette un senso di profondità, sicurezza e relax. Per ottimizzare il riposo dipingere le pareti di un colore azzurro è la soluzione perfetta. Però anche su uno sfondo di pareti bianche si possono aggiungere oggetti di disegn in un tono azzurro pallido.

Verde

Gtres

Il verde non è un colore facile da usare, ma è necessario saperlo combinare con accuratezza con colori simili, come il giallo e l'arancione. Magari si può scegliere di posizionare delle piante aromatiche che invitino alla meditazione e al relax.

Toni pastello

Gtres

Le tonalità pastello permettono di creare spazi con un notevole equilibrio visivo. Si possono usare nelle zone comuni della casa, ma anche nella stanza da letto. Oggetti di color rosa o lilla possono fare la differenza.

- Idealista.it, 18 febbraio 2020

lunedì 17 febbraio 2020

Regime forfettario al 5 per cento, quali sono i requisiti?

Confermato per il 2020 il regime fiscale agevolato per le partite iva al di sotto di una certa soglia di reddito. Vediamo quando si può accedere alla flat tax del 5%.

Il regime forfettario con imposta sostitutiva al 5% per le partite iva è confermato per le start up anche nel 2020. La rimodulazione della tassazione agevolata non ha quindi toccato la possibilità per chi apra una nuova partita iva di accedere ad una fiscalità calmierata nei primi anni della propria attività.

Risultato immagini per regime forfettario

Ecco quindi quali sono i requisiti per l’accesso:

L’attività deve essere di nuova costituzione: il regime agevolato al 5% resta valido infatti per i primi cinque anni;
Nei tre anni precedenti il contribuente non deve aver esercitato attività artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata o familiare;
La start up non deve rappresentare la prosecuzione di una precedente attività autonoma o dipendente, a meno che non si tratti di periodi di praticantato o simili;
In caso si prosegua l’attività di un soggetto diverso, i ricavi di quest’ultimo nel periodo di imposta precedente non devono superare i limiti per il regime forfettario (ovvero i 65 mila euro annui).
Si deve essere in possesso dei requisiti generali di accesso al regime forfettario per quanto concerne il divieto di applicare il regime forfettario ad attività svolte prevalentemente per un solo datore di lavoro, o per un committente che sia stato il datore di lavoro prevalente nei due anni precedenti l’inizio dell’attività autonoma; il divieto di applicare il regime forfettario a chi possieda quote societarie; i limiti relativi ai compensi ai collaboratori e agli altri redditi percepiti, così come da circolare circolare n. 17/E/2012 dell’Agenzia delle Entrate.

- Idealista 17 febbraio 2020


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venerdì 14 febbraio 2020

Idee geniali per ottimizzare lo spazio

redwagonteam.raleigh


redwagonteam.raleigh
Alzi la mano chi, almeno una volta nella vita, ha sognato di vivere in un attico da oltre 150 metri quadri. Siete in buona compagnia, peccato solo che nell’attuale scenario immobiliare, l’accesso a proprietà con ampia metratura è sempre più complicato. E allora bisogna fare di necessità virtù, cercando di ottimizzare al massimo ogni centimetro a disposizione.
Ecco alcune idee geniali provenienti da ogni parte del mondo per sfruttare ogni spazio a disposizione in ogni stanza della casa. A volte, un tocco di fantasia e un po’ di audacia possono far cambiare aspetto alla casa, oltre a renderla più ordinata e funzionale.