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giovedì 5 luglio 2018

La mappa dei prezzi delle case per provincia (2° trimestre)

Nel II trimestre dell’anno rallenta la caduta dei prezzi delle case, che sembrano aver ormai toccato il fondo in vaste aree del Paese. Secondo i dati del marketplace immobiliare idealista, la flessione registrata dai valori da aprile a giugno è stata dello 0,1%, mentre in termini annuali è stata del 2,9%. Dopo i mesi primaverili il prezzo delle abitazioni di seconda mano si è attestato a una media di 1.797 euro al m2.

Secondo Vincenzo De Tommaso, responsabile dell'Ufficio Studi di idealista: "l'occupazione è in ripresa e gli affitti crescono, ma le condizioni economiche delle famiglie migliorano di poco e lentamente. Per questo motivo, nonostante le compravendite siano tornate a crescere negli ultimi anni e i prezzi abbiano quasi raggiunto il loro livello minimo, ci sono ampie zone del Paese dove i valori continuano a scivolare, perché ancora inadeguati alle capacità reddituali delle famiglie"

Regioni
Via via che il trend negativo dei valori immobiliari va assorbendosi, aumentano le regioni italiane in saldo positivo; adesso sono salite a 10, con Friuli Venezia Giulia (2,9%), Abruzzo (1,4%) e Sardegna (1,4%) a guidare la tendenza positiva.
Sul versante dei ribassi, Puglia (-2%), Piemonte (-1,7), Marche (-1,5%) sono le più penalizzate su base trimestrale.

La Liguria si conferma la regione con i prezzi più elevati, a una media di 2.566 euro al metro quadro, nonostante il calo di questo trimestre. Alle sue spalle inseguono Valle d’Aosta e Lazio, rispettivamente con 2.454 e 2.417 euro/m². La Calabria è la macroarea con i prezzi più convenienti, con 885 euro al metro quadro, davanti a Molise (1.006 euro/m²) e Sicilia (1.126 euro/m²).

Province 
Poco più della metà dei mercati provinciali ha chiuso il secondo trimestre dell’anno in saldo negativo, con variazioni ancora piuttosto ampie a Salerno (-5,3%), Verbano-Cusio-Ossola (-4,7%) e Ancona (-4,5%). All’opposto, le punte più alte si toccano a Rovigo e Agrigento, entrambe con un incremento dell’8,3%, seguite da Carbonia-Iglesias (6,4%) nella graduatoria degli aumenti.

Sul fronte dei prezzi di vendita Savona (3.294 euro/m²) è la più cara, Biella (648 euro/m²) la provincia con i valori medi più bassi. Da questo trimestre sono ben 19 le aree provinciali i cui prezzi sono al di sotto dei mille euro al metro quadro.

Città
Come quelli provinciali, anche i mercati cittadini rimangono prevalentemente dominati da svalutazioni. Un’elevata instabilità continua a interessare le città medio-piccole (fra 10 e 50.000 abitanti), come testimoniano i ribassi di Viterbo (-6%), Cremona (-5,8) e Vicenza (-5,2%) da un lato, i rimbalzi di Benevento (4,6%), Enna (4,4%) e Lecco (4,4%) dall’altro.

I grandi mercati si mostrano più stabili; in ripresa Firenze (2,3%), Bologna (1,4%), Milano e Palermo (entrambe in aumento dello 0,3%). In calo Napoli (-0,3%) Bari (-0,7%), Roma (-0,8%) Genova (-0,9%) e soprattutto Torino (-3,2%).

Venezia domina la graduatoria dei prezzi di vendita dall’alto dei suoi 4.374 euro/m², davanti a Firenze (3.599 euro/m²) e Bolzano (3.413 euro/m²). Nella parte bassa del ranking stazionano Agrigento (850 euro/m²), Caltanissetta (739 euro/m²) e Biella, sempre ultima, con 729 euro al metro quadro.

- Idealista.it, 3 luglio 2018

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lunedì 25 giugno 2018

Casa. Quanti mq compri con 200mila euro nella grandi città?

Prendendo come riferimento il valore medio della tipologia immobiliare “medio usato” rilevato nel secondo semestre del 2017, è stata realizzata un’analisi per capire quanti mq si possono comprare nelle grandi città con una spesa di 200.000 euro. Vediamo quanto emerso.

Sono state considerate tutte le dieci grandi città. La metropoli nella quale si compra l’appartamento più piccolo è Roma, dove con 200.000 euro si può acquistare un’abitazione di 68 mq, conseguenza di un prezzo medio che si attesta su 2.950 euro al mq. Se poi si volesse vivere nel centro della Capitale bisognerebbe accontentarsi di una casa di soli 37 mq o addirittura di un immobile ancora più piccolo per il centro storico.

A seguire Milano che, con la stessa cifra a disposizione, offre la possibilità di avere qualche metro quadro in più rispetto alla capitale, e cioè 71 mq; ma anche in questo caso scegliendo il centro ci si dovrebbe accontentare di una soluzione di 38 mq.

Terzo posto tra le città più costose spetta a Firenze dove con 200.000 euro si acquista in media un immobile di 77 mq, che diventano 61 mq in centro. Se poi si desiderasse comprare casa a Napoli la media della città è di 95 mq.

Più economiche in assoluto, quindi con la possibilità di avere un immobile più spazioso, sono Palermo e Genova che, avendo un prezzo medio di 1.150 euro al mq, permettono di acquistare ben 174 mq.

- Idealista.it, 25 giugno 2018

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lunedì 4 giugno 2018

Crescita delle compravendite immobiliari ma prezzi ancora in lieve calo

Secondo un'indagine condotta dall'ufficio studi di Fimaa (Federazione italiana mediatori agenti d'affari), nel I trimestre dell'anno crescono del 4,5% le compravendite residenziali rispetto allo scorso anno. Ma l'andamento dei prezzi non va ancora di pari passo: il dato medio nazionale segna infatti un calo dell'1,2%. Secondo il presidente Santino Taverna, il "settore è in ripresa, ma senza slancio e intensità".

L'analisi di Fimaa-Confcommercio

Le risposte fornite dagli operatori Fimaa (attraverso un questionario online) hanno permesso di tracciare un quadro congiunturale e significativo dell’attuale momento di mercato, suddiviso per grandi città (con più di 300.000 abitanti) capoluoghi di provincia intermedi (con popolazione ricompresa tra i 100.000 e 300.000 abitanti) capoluoghi di provincia piccoli (con popolazione inferiore ai 100.000 abitanti) e città minori (non capoluogo di provincia). L’indagine ha riguardato 70 città (capoluoghi di provincia e relativi comuni minori), evidenziando una fase di ripresa del settore con prezzi in fase di stabilizzazione.

A parte il dato su Bologna, in nessuno dei capoluoghi di provincia monitorati dall’Ufficio Studi è stato valutato nei primi mesi dell’anno un calo degli scambi, segnale di un mercato in ripresa nonostante l’incertezza politica che ha incrementato il costo del denaro.

La quota di appartamenti nuovi compravenduti sul totale delle vendite è pari all’11,4% mentre sul prezzo di vendita si riesce a calare in media fino al 12,6% rispetto al prezzo richiesto. Servono in media quasi 8 mesi per riuscire a piazzare un’abitazione. La tipologia di immobile più richiesta? Il trilocale nei capoluoghi; immobili anche più grandi, come i quadrilocali, nei comuni minori (non capoluogo di provincia).

Dai giudizi espressi, si evince che per il prosieguo d’anno ci si potrebbe attendere un rialzo maggiore in termini di volumi di abitazioni scambiate nelle città intermedie con popolazione tra 100 e 300 mila abitanti. Mentre nei comuni minori non capoluogo di provincia ci si attende una stabilità, con rialzi che riconfermerebbero le percentuali di aumento fin qui osservate. La domanda, ancora debole in rapporto all’offerta tuttora consistente, rimane in una situazione di vantaggio nelle contrattazioni

L'analisi delle grandi città

Nei primi tre mesi del 2018 la crescita delle compravendite nelle città monitorate di Bologna – Genova – Milano – Napoli – Roma – Torino – Bari – Catania è pari al 4%, confermando il dato positivo rilevato nel 2017, rispetto all’anno precedente (+5,1%). L’unica grande città che segna un dato negativo fra le 8 monitorate è Bologna (-6%). Ottime, invece, le performance sugli scambi a Milano e Catania (+8%), seguite da Genova (+5,8%), Bari (+5,7%), Torino (+5%), Roma (+3%), Napoli (2,5%). 

Sul fronte dei prezzi medi di vendita, il rialzo appare più limitato: +0,2% sul dato del 2017, ma con una variabilità piuttosto consistente. Ottima la performance di Bologna (+4%), seguita da Bari (1,7%), Genova (1,25%), Milano (+1%). Prezzi stabili a Torino, ancora in calo, invece, a Roma (-0,5), Catania (-2%) e Napoli (-4%). La tipologia di immobile più richiesta nelle 8 grandi città italiane monitorate è il trilocale.

Bari (16,5%), Milano (15%) e Roma (10%) sono le città dove si compravendono in media più appartamenti nuovi sul totale delle vendite rispetto alle altre città monitorate, segno di un mercato in ripresa. Seguono Torino (8%), Napoli (7%), Bologna, Genova e Catania (5%). Il dato medio sulla quota di appartamenti nuovi compravenduti sul totale delle vendite relativo alle 8 grandi città monitorate si attesta a circa il 9%.

Capoluoghi di provincia intermedi

Nel primo trimestre del 2018, le compravendite residenziali nei 20 capoluoghi di provincia intermedi ( tra i 100.000 e 300.000 abitanti) segnano un incremento pari al 4,6% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, con variazioni annuali incrementali attese a Vicenza (+7%), Novara (+8%), Verona (+8,1%) e Bergamo (+8,5%). Dall’altra parte della graduatoria, invece, si registrano variazione nulle a Venezia (0,0%), Trento (+0,6%) e Reggio Calabria (+1%). In nessuna delle città monitorate è stato ipotizzato un calo degli scambi.

La variazione media dei 20 capoluoghi considerati prevede un calo dei prezzi dello 0,7% con variazioni peggiori a Taranto (-4,0%), Ancona (-3,4%) e Trieste (-3,3%). Prezzi in ripresa a Trento e Piacenza (+1%) e Ferrara (+3,5%). La tipologia di immobile più richiesta nei 20 capoluoghi monitorati è il trilocale, con una superficie media ricompresa tra 85 e 95 metri quadrati. 

A Vicenza, Taranto, Piacenza, Sassari e Venezia la quota di appartamenti nuovi sul totale di quelli compravenduti non supera il 5%, mentre nelle città di Modena, Novara, Trento, Bergamo e Padova la quota supera i 20 punti percentuali. Il dato medio si aggira sul 13,6% sul totale delle vendite effettuate.

L'analisi dei piccoli centri di provincia

Nel primo trimestre del 2018, le compravendite residenziali nei 26 capoluoghi di provincia piccoli (meno di 100.000 abitanti) segnano un incremento pari al 4,5% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, con variazioni incrementali minori per Asti (+1,5%), Ascoli Piceno, Cremona, La Spezia e Oristano (+2,0%). Le variazioni massime, invece, si sono rilevate a Barletta, Brindisi, Ragusa e Teramo (+6,0%), Pisa (+7,0%), Varese (+8,1%) e Campobasso (+8,5%). In nessuna dei capoluoghi di provincia piccoli è stato ipotizzato un calo degli scambi.

- Idealista.it, 4 giugno 2018

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mercoledì 23 maggio 2018

Nel 2018 conviene comprare casa anziché affittarla

Nel primo trimestre del 2018 i prezzi delle case stentano a risalire un po’ in tutta Italia ad eccezione delle grandi città e il quadro che emerge è quello di un buon momento per pensare all’acquisto.

I fattori che favoriscono chi vuole comprare casa

A fare propendere per una simile conclusione è una particolare congiuntura di elementi. Prima di tutto, a differenza dei prezzi richiesti per la vendita, i canoni di locazione stanno salendo più o meno dovunque. Inoltre, nelle grandi città e nelle località turistiche, la ricerca di un alloggio da affittare è resa più difficile dalle locazioni brevi, che molti proprietari preferiscono perché non comportano rischi di insolvenza (sebbene a conti fatti il guadagno non sia necessariamente superiore a una locazione “tradizionale”). A questi fattori si sommano poi i tassi a zero e i Btp al minimo grazie ai quali, a 8 anni dall’acquisto e ipotizzando un mutuo ventennale a tasso fisso con prezzi stabili, il bilancio propende nettamente in favore dell’acquirente piuttosto che dell’affittuario.

 Per gli immobili di pregio conviene ancora l’affitto

Il discorso vale per la maggior parte degli immobili del Bel Paese, dal trilocale in centro a (soprattutto) il bilocale in periferia: il bilancio per l’acquirente è positivo in media per quasi 30mila euro. Ma le cose cambiano se la casa alla quale siamo interessati è di pregio e di ampia metratura: allora l’acquisto conviene solo se siamo sicuri che la occuperemo per un lasso di tempo superiore ai classici otto anni di un contratto di locazione, altrimenti il rischio è che il valore dell’immobile non aumenti abbastanza per ammortizzare i costi.

- Immobiliare.it, Laura Fabbro, 14 maggio 2018

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