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mercoledì 12 aprile 2017

L'analisi dei prezzi delle case nelle grandi città

Dal secondo semestre del 2007 all'analogo periodo del 2016, gli immobili si sono svalutati di oltre il 40%. A dirlo un'analisi di Tecnocasa che ha analizzato la variazione dei prezzi delle case nelle principali città italiane

Variazione dei prezzi delle case nelle grandi città

Analizzando le grandi città si evidenzia che Firenze, Milano, Palermo, Roma e Verona hanno perso meno rispetto alla media nazionale. In particolare Milano, dove gli immobili hanno lasciato sul terreno solo il 27,9% del loro valore. A seguire Firenze con -28,2%, Roma con -35,4%, Verona con -36,3% ed infine Palermo con -38,9%.

Il peggior risultato spetta a Genova con -51,8%, diminuzione che è stata abbastanza uniforme in tutte le macroaree della città che in diversi anni hanno riscontrato anche cali di prezzi a due cifre. In generale il 2012 è stato l’anno peggiore per il mercato immobiliare italiano.

L'analisi delle macoaree a Roma e a Milano

L’analisi delle macroaree nelle grandi città, rileva che le zone centrali di Milano tengono meglio. Infatti, a partire dal secondo semestre del 2007, nel capoluogo lombardo il calo delle quotazioni nelle aree centrali è stato solo del 6,9%. Il centro di Firenze ha visto nello stesso arco temporale una contrazione del 10%, maggiore di quella di Milano.

Anche Roma vede le realtà centrali tenere meglio rispetto ad altre metropoli, con una contrazione del 20,3%. Il 2016 ha visto prezzi in leggera ripresa nel centro di Bologna, Firenze, Verona, Bari, Milano e Palermo. Il 2016 si è aperto con buoni auspici, soprattutto dal lato delle compravendite, e si ritiene anche che ciò si rifletterà sul trend dei prezzi che già in questo anno potrebbero dare maggiori segnali di stabilità ed in alcuni casi di aumento

- Idealista.it, 10 aprile 2017

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lunedì 3 aprile 2017

Roma insegue Milano, regina dell'immobiliare

ROMA E IL LAZIO. CONTI PARI CON LA CRISI ENTRO 3 ANNI

Buone previsioni per il mercato immobiliare del Lazio che entro 3 anni dovrebbe tornare ai livelli precrisi di 10 anni fa per numero di vendite e prezzi.
E' quanto si legge negli Scenari immobiliari sulla regione presentati a Roma. Il Lazio è la seconda regione italiana per numero di compravendite, 56 mila, circa l'11% del totale.
La regione ha segnato un incremento del 16,7% nel 2016, in linea con l'andamento italiano del 16,9%. Prima tra le regioni del centro, si è passati in un anno da 48mila a 56mila compravendite. Per il 2017 è attesa una prosecuzione del trend di crescita, che dovrebbe far registrare in regione 61mila compravendite residenziali. Il peso di Roma rimane sempre maggiore rispetto al resto delle province, registrando da solo la metà delle transazioni realizzate in tutta la regione.
Le compravendite della regione dovrebbero arrivare a 73mila transazioni nel 2020. A partire dal 2017 il rialzo delle quotazioni, specie a Roma, sarà costante fino al 2020, tornando ai valori del 2007. - Ansa.it, 29 marzo 2017


MILANO ALLA TESTA DELLA RIPRESA

Centro delle nuove tendenze e del business, smart city e ora anche metropoli che attira gli investimenti di tutto il mondo come si legge in "Immobiliare commerciale: Milano meglio di Londra", il capoluogo lombardo continua a cambiare skyline e a dominare la scena del mercato immobiliare italiano.
Lo abbiamo visto nell’analisi che tirava le fila dello scorso anno,"Milano, sprint delle vendite immobiliari nel 2016", quando scrivevamo che nel primo semestre 2016 una transazione su venti è avvenuta nel capoluogo lombardo, e ci troviamo adesso a confermare come quel mercato immobiliare sia ancora in crescita e pieno di contraddizioni. La prima è strettamente geografica, visto che si assiste a due realtà separate: da un lato l’interno della Circonvallazione, molto dinamico e vivace, dall’altro quello al di fuori che fa più fatica e perde leggermente quota rispetto agli anni scorsi.
Ma il contrasto più rilevante riguarda un altro fattore: i prezzi delle case, immutati rispetto allo scorso anno ma soprattutto, più bassi di dieci anni fa. Lo dice il listino della Camera di Commercio e della Fimaa Milano Monza e Brianza, il Collegio Agenti d'Affari in Mediazione, secondo il quale il prezzo medio del nuovo a Milano in classe energetica A o B sarebbe di 4.805 euro al metro quadro, lo stesso dello scorso anno e più basso dello 0,9% rispetto al 2006.
Solo nel 2016 le compravendite sono state circa 22 mila, +21,9% rispetto al 2015 e di quattro volte maggiori rispetto al 2014, quando Milano aveva fatto registrare un timido +5%. Per contro, i prezzi sono stati quasi stabili nelle zone centrali della città, facendo rilevare solo -0,1%, ancora più bassi se si restringe il campo a quelli situati all’interno della Circonvallazione, che fanno segnare -0,2%, mentre sono aumentati in media solo dello 0,4% nelle zone dei Bastioni.
San Vittore la zona più quotata, con un +1,5%, seguita da Conca del Naviglio e Porta Genova con +1,4%, quindi i Navigli e viale Cassala che fanno rilevare +1,1% e fuori dalla prima cerchia stradale, le zone Agrippa-Abbiategrasso (+0,9%) e Barona-Famagosta (+0,8%). Seguono con risultati ancora positivi le zone Leopardi, Boccaccio e Pagano con +0,7%, viale Bligny, viale Toscana e Largo Augusto con +0,6% e la zona del Parco Castello che chiude l'anno a +0,5%.
Spostandosi sulle zone che hanno registrato una contrazione dei prezzi, troviamo Carbonari-Maggiolina con -3,1%, Lambrate -1,8%, Piazzale Accursio -1,7%, Udine -1,6% e Selinunte-Rembrandt a -1,4%). Perde punti anche il cuore della città, con le zone di Piazza Diaz, del Duomo e della Scala a -0,8%.
Se usciamo dalla città e analizziamo la piazza dell’hinterland, vediamo che a fronte di una crescita delle compravendite del 21,8% nel 2016, i prezzi si riducono in media dello 0,3% per le abitazioni nuove e di classe energetica superiore, fino a perdere lo 0,7% per gli appartamenti più vecchi e da ristrutturare.
Stessa sorte per le pertinenze, con i box che riducono i prezzi dello 0,6% negli ultimi 6 mesi e dell’1% sull’anno, contro il settore commerciale che recupera invece lo 0,7% in sei mesi e l’1,5% in un anno.
Infine gli affitti. Nonostante Milano sia la piazza più cara d’Italia, come abbiamo scritto in "La nuova stagione degli affitti: Milano la più cara", le locazioni sono cresciute del 2,9% in sei mesi e del 3,7% in un anno e andare in affitto oggi costa in media il 12% in meno rispetto a cinque anni fa. In testa nell’aumento dei prezzi delle locazioni troviamo la metratura più piccola, con i monolocali che fanno registrare un aumento del 3,4%, i bilocali del 2,9%, i trilocali del 2% e i quadrilocali del 2,7%.
I prezzi bassi non sono l’unico incentivo ad acquistare una casa a Milano. Chi volesse farlo servendosi di un finanziamento, può scegliere tra svariate proposte da parte degli istituti di credito convenzionati sul portale MutuiOnline.it. Il 16 marzo la richiesta di un mutuo a tasso fisso di un impiegato di 35 anni che necessita di 135.000 euro a 25 anni, per un valore dell’immobile di 180.000 euro, vede come proposta più conveniente Mutuo a Tasso Fisso di IW Bank Private Investments. La rata da corrispondere mensilmente è di 585,44 euro al Tan del 2,20% e Taeg 2,33%. Le spese di istruttoria sono di 950 euro, quelle di perizia zero e così la gestione del mutuo è gratuita per il suo titolare. - MutuoiOnline.it, 26 marzo 2017

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giovedì 23 marzo 2017

Si vende meglio e in meno tempo. Migliora il sentiment del mercato immobiliare

Dopo due quadrimestri di lieve flessione, l'Indice Fiups, che riflette il Sentiment degli operatori immobiliari, è tornato a crescere, passando da 19,14 del secondo quadrimestre del 2016 a 19,62 del terzo quadrimestre. E quanto emerge dall'ultima rilevazione del Sentiment del mercato immobiliare elaborata dal Dipartimento di Economia dell'Università di Parma in collaborazione con Sorgente Group e Federimmobiliare e basata su una platea di circa duecento operatori del mercato immobiliare.
In merito al futuro dell'economia, il 60% degli intervistati indica un miglioramento per i mesi a venire, mentre scompare la quota di chi prevede peggioramenti. Questo è particolarmente vero per il settore immobiliare, che secondo il 53% del panel andrà a crescere. Infine, per la prima volta, il 9% di professionisti vede aumentare la propria attività e quasi il 58% si dichiara positivo per l'immediato futuro. Sul fronte delle case, il 17,3% degli intervistati prevede una decisa crescita nei prezzi e segnali positivi per il mercato vengono anche dalla contrazione dei tempi di vendita e dalla riduzione dello sconto medio praticato.
Sia su Roma che Milano, le case rappresentano il volano di crescita del settore. Rispetto al passato, sale l'interesse verso il comparto alberghiero nei centri storici di entrambe le due città. Timidi segnali di recupero anche sull'industriale.
Tra le destinazioni interessanti si segnala anche Firenze, città diventata attrattiva quanto Milano per l'alberghiero, e che si colloca al terzo posto per gli altri settori immobiliari. Bari, a sorpresa, è l'unica città del Mezzogiorno a salire sul podio come meta di investimento negli uffici, dopo Milano e Roma. Continua, da parte degli operatori immobiliari, l'interesse negli strumenti che investono su Non Performing Loans (crediti deteriorati).

- Ansa.it, 16 marzo 2017

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mercoledì 15 marzo 2017

Si risveglia il mercato immobiliare della Capitale

Il mercato immobiliare dà segni di ripresa nel Lazio. A confermarlo i dati dei primi due mesi del 2017 raccolti dall'Osservatorio di casait (www.casa.it). A febbraio, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, secondo il portale sono cresciute sia la domanda di abitazioni (+4,9%) sia i prezzi (+3,6%), con un valore medio di 1.940 euro al metro quadrato.

Il budget a disposizione. La somma di cui dispongono le famiglie per l'acquisto è di circa 155.200 euro. Per quanto riguarda i prezzi degli immobili sul mercato, nonostante a livello regionale ci sia stato un aumento, tra le principali città si registra il segno positivo solo a Viterbo (+1,3%).

Prezzi in calo a Roma e Rieti. Negli altri capoluoghi i prezzi sono ancora in calo a  Roma e Rieti (-1,4%), a Frosinone (-1,3%) e a Latina (-0,5%). Ma Roma resta la città più cara  (3.600 euro al metro quadrati), mentre Rieti (1.430 al metro quadrato) la più economica. Nelle altre città a Latina il costo è di 2.090 euro al metro quadrato, a Viterbo di 1.520 e a Frosinone di 1.480. Nei primi due mesi dell'anno nel Lazio la domanda è cresciuta in tutte le città della regione (+4,9%), seppure con valori variabili. Le più dinamiche sono però Roma (+6,5%) e Latina (+5,4%),poi Viterbo (+5,2%), Frosinone (+4,9%) e Rieti (+4,4%).

 "Il costante aumento della domanda nel Lazio è un indicatore importante che conferma la ripresa del mercato immobiliare - spiega Luca Rossetto, general manager di Casa.it - Un più facile accesso al credito concesso dalle banche e i tassi ai minimi hanno sicuramente contribuito a dare nuova linfa al settore e a risvegliare il desiderio delle famiglie di acquistare una una casa. I dati positivi dei primi due mesi di quest'anno confermano che la spinta propulsiva della domanda manterrà vivace il mercato delle compravendite in Lazio anche per tutta la prima parte dell'anno".

- la Repubblica, 1 marzo 2017


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