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mercoledì 16 maggio 2018

Prezzi delle case ancora fermi ad aprile

Il prezzo delle abitazioni di seconda mano in Italia ha registrato una riduzione dello 0,1% nel corso del mese di aprile, attestandosi a 1.797 euro/m2. Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, quando il prezzo era di 1.874 euro/m2, il calo accumulato è del 4,1%, stando al marketplace immobiliare idealista.

Regioni
Il prezzo si è ridotto nella metà delle regioni italiane, con i cali maggiori in Basilicata (-1,9%), Trentino Alto Adige (-1,3%) e Marche (-1,2%); anche Campania a Emilia Romagna hanno registrato una diminuzione pari all’un per cento. Dall'altro lato Valle d’Aosta (1,5%) e Liguria (1,1%) segnano i rimbalzi maggiori, seguite da Abruzzo e Calabria, entrambe con un incremento dell’1%.

La Liguria si conferma regione più cara d’Italia, dove la richiesta media tocca i 2.622 euro al metro quadro, seguita dalla Valle d’Aosta (2.463 euro/ m2) che supera il Lazio 2.423 euro/m2 a livello di valori nominali. Sul fondo della graduatoria c’è sempre la Calabria con i suoi 898 euro al metro quadro, davanri a Molise (1.006 euro/m²) e Sicilia (1.118 euro/m2).

Province
L’andamento prevalentemente negativo dei valori si riflette nel 57% delle aree provinciali monitorate, con le riduzioni più evidenti a Matera (-4,2%), Varese (-3,4%) e Ravenna (-3,3%), mentre all’opposto, i rimbalzi maggiori si registrano questo mese a Frosinone (7,3%), Pavia (5,4%) e Belluno (3,7%).

Il ranking delle province più care vede in testa Savona (3.439 euro/m2), seguita da Bolzano (3.139 euro/m2) e Imperia (2.708 euro/m2). Biella è sempre la più economica con 649 euro al metro quadro. La seguono Caltanissetta (755 euro/m2) e Agrigento (806 euro/m2).

Città 
Anche nei comuni capoluogo c’è una leggera prevalenza di città in terreno negativo (54) su quelle in terreno positivo (45). Le variazioni di maggior rilievo interessano sempre i capoluoghi più piccoli si sono registrate a Benevento (6%), Lodi (5,5%) e Agrigento (4,5%). Dal lato opposto i tonfi maggiori interessano Belluno (-5,8%), Teramo (4,7%) e Rieti (-4,6%).

In un quadro tendenzialmente stabile la flessione dei prezzi è guidata dal calo di Milano. Il prezzo medio delle case nel capoluogo meneghino ha segnato una inattesa battuta d’arresto del 2,6% ad aprile su marzo, interrompendo bruscamente un trend in graduale ripresa. Negli altri mercati più i prezzi sono rimasti pressocche’ invariati, con oscillazizoni minime tra il più 0,2% di Palermo e Genova e il meno 0,4% di Bari e Genova. Roma e Napoli marcano un “recupero” dello 0,1% ma il calo prezzi si ferma.

Nella graduatoria dei prezzi Venezia (4.326 euro/m²) sempre prima Firenze (3.566 euro/m²) e Bolzano (3.434 euro/m²). Biella con 727 euro al metro èe al momento la più economica davanti a Caltanissetta (751 euro/m²) e Agrigento (858 euro/m²).

- Idealista.it, 14 maggio 2018


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giovedì 3 maggio 2018

Si vendono più case ma i prezzi stanno al palo

Il mercato immobiliare italiano tiene bene e, in particolare, il residenziale. Stando infatti ai dati diffusi dall’Agenzia delle Entrate, e analizzati in un fascicolo di approfondimento curato da Il Sole 24 Ore, i nostri connazionali si sentono più ottimisti e pronti a fare investimenti importanti come comprare casa. La vendita e l’acquisto di immobili si fa forte non solo nei grandi centri dello stivale ma anche nelle piccole città che fino a questo momento avevano maggiormente risentito degli effetti della crisi.

Numeri alla mano, il 2017 si è chiuso in maniera estremamente positiva sul fronte delle compravendite e, in particolare, per ciò che riguarda l’acquisto di prime case. Le variazioni più consistenti sono state registrate nel corso del primo (+8,6%) e dell’ultimo trimestre (+6,3%). Si tratta di risultati importanti che confermano un trend in crescita per l’undicesimo trimestre consecutivo. Si sono comprate più case nei piccoli comuni, che hanno superato i grandi capoluoghi con un +6,7% contro il 5,5%.

Prezzi ancora in discesa

Nonostante questa ritrovata vitalità, i prezzi non riescono a salire ormai da sei anni a questa parte. I prezzi delle case nel 2017, secondo i dati Istat, sarebbero scesi del 15,1% rispetto al 2010, soprattutto sul fronte delle abitazioni già esistenti. Alla base di questa criticità ci sarebbero diverse motivazioni, come sostenuto dal presidente di Scenari Immobiliari: da un lato la mancanza di inflazione, dall’altra la qualità del prodotto presente sul mercato che, essendo in molti casi scadente, spinge i proprietari a preferire interventi di ristrutturazione sull’immobile già di proprietà piuttosto che acquistarne uno nuovo.

- Francesca Lauritano, Immobiliare.it, 24 aprile 2018

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martedì 3 aprile 2018

Diritti e doveri di inquilini e proprietari di casa

Rapporti tra inquilino e proprietario, la ripartizione dei diritti e dei doveri
Quando si parla di affitto bisogna tener presente una precisa distinzione tra i diritti e i doveri dell’inquilino e quelli del proprietario di casa. Nel contratto stesso sono di norma elencate le condizioni sull’uso dell’immobile, sul pagamento dei canoni e del condominio, sulla partecipazione all’assemblea, sul rimborso delle spese di ordinaria e straordinaria amministrazione. Ma vediamo nel dettaglio alcuni aspetti legati alla locazione a uso abitativo.

Ritardo massimo entro cui pagare

Se il contratto di affitto non indica dopo quanti arretrati il locatore può avviare il procedimento, la legge stabilisce che la morosità anche di una sola mensilità può comportare lo sfratto. Il procedimento può essere avviato non prima di 20 giorni dalla scadenza del pagamento. Il ritardo massimo per pagare l’affitto, dunque, è di 20 giorni.

Ma la legge consente all’inquilino di pagare anche dopo la notifica della citazione per sfratto di morosità, fino all’udienza stessa davanti al giudice. L’inquilino può anche chiedere al giudice un rinvio con un termine non inferiore a 90 giorni per trovare il denaro ed estinguere il debito, chiudendo la procedura di sfratto. In tal caso dovrà anche pagare le spese. Nel caso in cui l’inquilino sia in mora con il pagamento del condominio, lo sfratto può avvenire solo se l’ammontare dell’inadempimento è superiore a due mensilità di canone.

Chi deve pagare le spese di condominio

Le spese di condominio sono dovute dal padrone di casa, ma questi può inserire nel contratto una clausola con cui le scarica sull’inquilino. L’obbligo dell’inquilino è quindi nei confronti del locatore e non dell’amministratore di condominio, il quale – in caso di mancato pagamento – potrà fare il decreto ingiuntivo solo al padrone di casa; quest’ultimo a sua volta potrà rivalersi poi contro il conduttore intimandogli lo sfratto se la morosità è pari ad almeno due mensilità di canone.

Il locatore non può scaricare sull’inquilino tutte le spese condominiali. Per legge “sono interamente a carico del conduttore, salvo patto contrario, le spese relative al servizio di pulizia, al funzionamento e all’ordinaria manutenzione dell’ascensore, alla fornitura dell’acqua, dell’energia elettrica, del riscaldamento e del condizionamento dell’aria, allo spurgo dei pozzi neri e delle latrine, nonché alla fornitura di altri servizi comuni. Le spese per il servizio di portineria sono a carico del conduttore nella misura del 90%, salvo che le parti abbiano convenuto una misura inferiore. Il pagamento deve avvenire entro due mesi dalla richiesta”.

Prima di effettuare il pagamento il conduttore ha diritto di ottenere l’indicazione specifica delle spese di cui ai commi precedenti con la menzione dei criteri di ripartizione. Il conduttore ha inoltre diritto di prendere visione dei documenti giustificativi delle spese effettuate.

Spese di condominio a carico del proprietario di casa

Sono a carico del proprietario le spese per la costruzione di nuovi impianti (ad esempio costruzione della fognatura, l’installazione di un’antenna parabolica, l’installazione di un videocitofono, ecc); l’installazione dell’antenna condominiale. La spesa relativa all’assicurazione dell’edificio può essere divisa tra locatore e conduttore, ma in caso di mancata previsione ricade solo sul primo.

Le spese di manutenzione e riparazione dell’appartamento

Secondo quanto stabilito dal codice civile, le spese di riparazione straordinaria relative all’appartamento ricadono sul proprietario, mentre la piccola manutenzione è di competenza dell’inquilino. Si tratta delle spese che non dipendono dalla vetustà o dal caso fortuito, ma dal deterioramento per il quotidiano utilizzo delle cose che devono essere sottoposte a ordinaria manutenzione. Le spese di sostituzione di un impianto condominiale sono a carico del proprietario, ma i contributi relativi al suo esercizio spettano al conduttore.

Termine di pagamento delle spese di condominio

Il pagamento delle spese di condominio deve avvenire entro due mesi dalla richiesta. Su richiesta dell’inquilino, il locatore deve fornire l’indicazione specifica delle spese (costo dell’acqua, dell’energia elettrica per le parti comuni, retribuzione ed oneri previdenziali del portiere, riscaldamento) nonché i criteri di ripartizione delle spese stesse cioè la specifica indicazione della quota dovuta per ogni unità immobiliare. In mancanza di tali indicazioni l’inquilino non può essere considerato moroso.

Chi vota alle riunioni di condominio

L’affittuario ha diritto di votare al posto del proprietario nel corso delle assemblee di condominio per quanto riguarda solo le delibere con oggetto l’approvazione delle spese e delle modalità di gestione dei servizi di riscaldamento e di condizionamento d’aria e di intervenire senza diritto di voto sulle delibere relative alla modificazione di servizi comuni. La legge riconosce così implicitamente il diritto dell’inquilino di impugnare le deliberazioni viziate, purché abbiano ad oggetto le spese e le modalità di gestione dei servizi di riscaldamento e di condizionamento d’aria o comunque le materie soggette al suo voto.

Chi deve ricevere l’avviso di convocazione in assemblea

La comunicazione dell’avviso di convocazione dell’assemblea dei condomini deve essere comunicata al proprietario e non anche al conduttore dell’appartamento. Il proprietario deve poi informare l’affittuario dell’avviso di convocazione ricevuto dall’amministratore. Se non lo fa, le conseguenze della mancata convocazione del conduttore non ricadono sul condominio, che rimane estraneo al rapporto di locazione, per cui la delibera è valida. L’inquilino potrà allora rivolgersi al padrone di casa per chiedergli il risarcimento dell’eventuale danno.

Copie dei bilanci di condominio

E’ diritto dell’inquilino richiedere al locatore e di ricevere copie dei bilanci e preventivi approvati. L’inquilino non può rivolgersi all’amministratore per chiedere l’esibizione di tali carte; l’amministratore è tenuto a fornirle solo al padrone dell’appartamento.

- Idealista.it, 30 Marzo 2018

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lunedì 19 marzo 2018

Dove si torna a comprare casa e quali i tagli più richiesti?

Nel IV trimestre del 2017 la crescita del mercato residenziale ha subito un'accelerazione, segnando +6,3% rispetto all'anno precedente. Il rialzo si osserva anche nelle otto principali città italiane per popolazione, che registrano +3,4%, un aumento doppio rispetto a quello del trimestre precedente.

Le città più dinamiche sono in questo trimestre Firenze (+11,8%) e Milano (+9,1%), mentre in tre casi (rispettivamente Palermo, Bologna e Roma) il tasso tendenziale è negativo; in termini assoluti permane, come prevedibile, il maggior peso dei due centri principali (Roma e Milano, con rispettivamente 8.404 e 6.461).

In termini di superficie media delle abitazioni compravendute i dati mostrano una riduzione che interessa sei delle otto città in oggetto, fanno eccezione Roma e Milano. Nonostante una tendenza al ribasso abbastanza significativa (-11,6 m2 in quest’ultimo trimestre), resta notevolmente superiore alle altre città il dato della superficie media della città di Palermo (108 m2 ).

Le dimensioni delle abitazioni

In funzione delle classi dimensionali delle abitazioni compravendute. Milano e Firenze sono le due città che hanno visto una crescita in tutti i segmenti analizzati, con rialzi in alcuni casi decisamente elevati (a Milano +21,3% per le residenze oltre 145 m 2 , a Firenze +19,6% nel segmento tra 85 m2 e 115 m2 ).

L’analisi mostra come, in generale, in queste otto metropoli i comparti più dinamici siano quelli “estremi”, che registrano rispettivamente un +10,8% nella fascia con dimensione inferiore a 45 m2 (particolarmente rilevante il dato di Torino, +42,7%) ed un +6,6% nella fascia con dimensione superiore a 145 m2.

Questo è ancor più evidente per la città di Roma che segna variazioni negative in tutti i segmenti dimensionali, tranne che, appunto, in quelli “estremi”. In termini assoluti, tuttavia, permane una spiccata prevalenza degli acquisti di abitazioni nelle fasce dimensionali intermedie; i 2/3 del mercato ha riguardato, infatti, unità comprese tra 50 m2 e 115 m2.

- Idealista.it, 14 marzo 2018

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