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martedì 22 dicembre 2020

Il Covid ha cambiato il mercato immobiliare: i romani fuggono dalla città

Come cambia l’abitare dei romani con la pandemia? Il lockdown ha ridato importanza alla dimensione del quartiere, ai negozi di vicinato, alle zone ben servite e collegate. Ma c’è anche chi, per scelta o per necessità economica, si allontana dalla città in cerca di una casa più grande e punta verso la campagna intorno alla metropoli.

A Campo de Fiori la latteria della signora Anna non ha riaperto dopo il lockdown. Sono tanti i negozi di vicinato, le librerie, alimentari e botteghe che negli ultimi anni si sono dovuti arrendere all’ondata turistica che ha travolto il centro storico di Roma. Adesso che anche i turisti sono scomparsi e i ristoranti chiudono presto, restano le piazze deserte e i vicoli bui. Allontanandoci dal centro la vita riprende nei quartieri abitati. Se è vero, allora, che sono le persone e il loro abitare a definire i luoghi, come sta cambiando Roma con la pandemia?


Calano gli affitti. Secondo Fabiana Megliola, responsabile dell’ufficio studi del gruppo Tecnocasa, con il calo del turismo molte case nel centro di Roma stanno tonando in affitto, con contratti di tipo transitorio, e talvolta sono anche messe in vendita. «La conseguenza di questo trend si sta vedendo soprattutto sugli affitti che stanno registrando un calo dei canoni di locazione, dovuto anche alla minore domanda di lavoratori e studenti fuori sede. I canoni si locazione sono diminuiti di: -1,2% per monolocali e bilocali e -1,4% per i trilocali» sostiene Megliola.

Meno compravendite. È ancora presto per individuare eventuali tendenze emergenti nel mercato immobiliare, semplicemente perché il numero di compravendite è crollato: del 27% a livello nazionale e del 23,4% a Roma nel secondo trimestre 2020, secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Agenzia delle Entrate. Roma è però la città con più compravendite effettuate nell’ultimo trimestre (6.715) rispetto alle altre 7 città considerate, che a parte Milano registrano numeri di gran lunga inferiori.

C’è chi ha rinunciato a comprare una casa anche per l’aggravarsi della propria situazione economica: in Italia circa la metà dei potenziali acquirenti avrebbe rinviato l’acquisto, e il 22,8% vi ha rinunciato del tutto, secondo l’Agenzia delle Entrate. Ma secondo Tecnocasa i segnali che arrivano dal mercato sono incoraggianti, anche a Roma.

Chi può cerca una casa più grande. La richiesta di tagli piccoli è crollata (del 34% secondo l’Agenzia delle Entrate), ma anche i tagli intermedi, che in situazioni ordinarie sono i più ricercati, interessano meno. A Roma il calo di compravendite di case fino a 50 metri quadri quadri è stato addirittura del 40% circa nel secondo trimestre 2020. Le case di oltre 145 metri quadri hanno sofferto meno: il calo è solo del 12%.

Dove si cercano le case? Dipende dalla capacità di spesa. Tecnocasa individua due dinamiche contrapposte: la prima di uscita dalla città di famiglie con una più bassa capacità di spesa in cerca di case più grandi. La secondo di una rivalutazione dei quartieri semicentrali da parte di famiglie con  maggiori risorse economiche. «La ricerca di case con spazi esterni o di più ampie dimensioni emersa post lockdown sta portando i potenziali acquirenti, soprattutto chi ha budget più contenuti, a spostarsi verso aree più periferiche o addirittura fuori Roma. Chi invece può permettersi l’acquisto in città valuta comunque zone servite e collegate, un aspetto che la pandemia non ha cambiato. Anzi, durante il lockdown sono stati particolarmente apprezzati i negozi di quartiere e quindi tutte le zone servite anche in questo senso».

Di questa seconda dinamica beneficiano quartieri come Esquilino e Marconi, esenti dal calo dei valori immobiliari – che a Roma sarebbe mediamente dell’1,5 nel primo trimestre secondo Tecnocasa. All’Esquilino il crollo della domanda di case per uso turistico sta favorendo un ritorno di una richiesto di tipo residenziale da parte di famiglie che cercano trilocali da 100-120 mq. Vivace anche il mercato residenziale in zona Marconi-Cardano.

«Un dato che non mi stupisce e che si sposa con quanto osservato negli ultimi 10 anni» commenta Massimiliano Crisci, ricercatore del CNR. Crisci ha studiato la relazione fra le dinamiche demografiche e quelle del mercato immobiliare negli anni Duemila, rilevando come in questi ultimi anni ci sia stato, in controtendenza rispetto al trentennio precedente, un ritorno alla città. Il calo dei prezzi post 2011 – intorno al 20% –, ha infatti attratto i romani di non trasferirsi nell’hinterland e di avvicinarsi al centro. Gli effetti della nuova crisi economica sul mercato immobiliare sembrerebbero confermare questa tendenza. Secondo Crisci era prevedibile una densificazione proprio nei quartieri di Esquilino e Marconi, zone ben collegate e prossime al centro e all’anello ferroviario, inserite all’interno di aree più costose, dunque abbordabili.

Resta da capire la reale entità della seconda dinamica rilavata da Tecnocasa, ovvero la migrazione di famiglie con budget più contenuti in cerca di case più grandi in zone periferiche, rilevata da Tecnocasa. E poi, quanto è reale la “fuga dalla città” verso mete bucoliche a minore densità abitativa, anche grazie alla possibilità per molti lavoratori di lavorare da casa, teorizzata da alcuni?

Alcune famiglie con una più elevata capacità di spesa si stanno effettivamente trasferendo in ville in aree suburbane. «Da quando le agenzie hanno riaperto, il 4 maggio, non mi sono mai fermata» racconta Michela Terribile, titolare della Colleromano Real Estate, agenzia immobiliare romana specializzata nella compravendita e locazione di ville e casali dell’Olgiata e di Colleromano, comprensori residenziali privati, sorvegliati h24, a nord di Roma. Se negli anni scorsi il modello della villa unifamiliare fuori dalla città era in parte tramontato, adesso questo mercato di nicchia, tecnicamente di categoria luxury, starebbe vivendo un boom.

Ma il motivo non è solo il verde e la minore densità abitativa: «a causa del distanziamento sociale c’è stata una grande difficoltà di stare con i propri familiari. Adesso i miei clienti cercano un’abitazione che possa ospitare tutta la famiglia, garantendo la privacy di tutti i componenti anche dividendo le ville in più unità» spiega Terribile. E se prima della pandemia la distanza dalla città e la qualità dei collegamenti poteva rappresentare un ostacolo, adesso secondo Terribile questi elementi contano meno, anche grazie alla possibilità di lavorare da remoto. Di più, questi comprensori residenziali sono posti sicuri, delle micro-città senza gli svantaggi della città.

È presto per tirare conclusioni sull’impatto della pandemia sulle dinamiche insediative dei romani. Ma i pochi dati a disposizione sembrano indicare da una parte il ritorno dell’importanza della dimensione del quartiere e dei negozi di vicinato (rispetto alle previsioni di “smaterializzazione” dei rapporti anche economici). Dall’altra sembrerebbe esserci una certa veridicità nell’ipotesi “fuga dalle città” – per scelta e per necessità, a seconda della capacità di spesa. Una “fuga” su cui, anche a fronte dell’inadeguatezza dei servizi territoriali svelata dalla pandemia, pesa il desiderio di vicinanza della famiglia.

- Sarah Gainsforth, Fanpage.it, 9 dicembre 2020


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lunedì 21 dicembre 2020

Istat. Andamento prezzi delle case nel terzo trimestre 2020

Parallelamente alla ripresa delle compravendite, che segnano un incremento nel III trim dell'anno, aumentano anche i prezzi delle case da giugno a settembre. Secondo le stime preliminari dell'Istat, infatti, si registra un +1% in termini annuali. Rispetto al trimestre precedente, invece, si registra un calo del 3,5%

L’aumento annuo dei prezzi è da attribuirsi soprattutto ai prezzi delle abitazioni nuove che accelerano la crescita, passando dal +2,7% registrato nel secondo trimestre al +3,0%, mentre i prezzi delle abitazioni esistenti crescono dello 0,7%, rallentando rispetto al trimestre precedente (era +3,6%).

La diminuzione dell’indice rispetto al trimestre precedente è dovuta unicamente ai prezzi delle abitazioni esistenti che registrano un calo pari a -3,2% (dopo il +3,2 del trimestre precedente), mentre i prezzi delle abitazioni nuove aumentano, anche se meno del trimestre precedente (+1,1% dopo il +2,0% del secondo trimestre).

In media, nei primi tre trimestri del 2020, rispetto allo stesso periodo del 2019, i prezzi delle abitazioni aumentano del 2,0% con i prezzi delle abitazioni nuove che fanno registrare un +2,2% e quelli delle abitazioni esistenti (che pesano per più dell’80% sull’indice aggregato) che crescono del 2,0%. Il tasso di variazione acquisito dell’indice per il 2020 è pari a +1,9% (+2,2% per le abitazioni nuove e +1,8% per le abitazioni esistenti).

"Nonostante il rallentamento della crescita - afferma l'Istat-  nel periodo luglio settembre del 2020 i prezzi delle abitazioni aumentano su base annua per il quinto trimestre consecutivo. Questa dinamica si verifica in presenza di una ripresa dei volumi delle compravendite (che segue la caduta del secondo trimestre) dovuta presumibilmente al concretizzarsi di acquisti rinviati durante il periodo del lockdown. Le prime evidenze territoriali confermano il ruolo di traino esercitato sull’IPAB dai prezzi delle abitazioni compravendute nel Nord-Ovest e nel Nord-Est mentre restano stabili i prezzi al Centro e sono in lieve calo nel Sud e Isole"

- Idealista.it, 18 dicembre 2020


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lunedì 14 dicembre 2020

Agenzia Entrate mette online il nuovo servizio di consultazione dei prezzi delle case

È online il nuovo servizio dell'Agenzia delle Entrate che permette di visualizzare le mappe degli immobili compravenduti a partire dal 2019. L'applicazione fornisce agli utenti i dati relativi a tipologia, prezzo e consistenza catastale degli immobili.

Il nuovo servizio delle Entrate permette di visualizzare i dati dichiarati nelle compravendite, stipulati a partire dal 2019, semplicemente navigando online sulle mappe del territorio nazionale. L’applicazione web, con le usuali funzionalità di ricerca e di navigazione su mappa, mostra agli utenti che accedono al portale dei servizi telematici dell’Agenzia (Entratel/Fisconline) i dati (tra questi la tipologia, il prezzo e la consistenza catastale dell’immobile) dichiarati nelle compravendite di immobili situati in un ambito territoriale di interesse.


Il servizio è stata realizzato per contribuire alla trasparenza del mercato immobiliare, garantendo la privacy dei soggetti coinvolti nelle transazioni: i dati, infatti, sono visionabili in forma anonima e in modo da impedire di risalire al singolo immobile compravenduto. Le informazioni si riferiscono esclusivamente ad atti di compravendita nei quali sono stati trasferiti, per l’intero e a titolo oneroso, diritti di proprietà di unità immobiliari dal 1° gennaio 2019.

Il servizio “Consultazione valori immobiliari dichiarati” permette agli utenti di accedere a una mappa in cui compaiono, quando si raggiunge un minimo di 5 transazioni, i “punti di interesse” (POI, point of interest) delle unità immobiliari georiferite . Per garantire la privacy dei cittadini, infatti, la consultazione dei dati viene garantita in forma anonima e può essere effettuata solo nel caso in cui nell’area e nel periodo di interesse selezionati, siano avvenute almeno cinque atti traslativi. In questo caso sarà possibile consultare delle schede con le principali informazioni contenute negli atti di compravendita, ma senza il diretto collegamento al punto di interesse al quale appartengono queste informazioni.

La fonte dei dati è costruita incrociando gli archivi delle note di trascrizione degli atti di compravendita, le note di registrazione degli stessi atti, gli archivi censuari del Catasto fabbricati e l’archivio delle zone OMI. La chiave di incrocio è l’identificativo catastale dell’unità immobiliare urbana compravenduta. L’aggiornamento dei dati presenti nelle mappe sarà continuo, con cadenza mensile, in modo da “mappare” un numero sempre più alto di valori immobiliari. 

Come accedere alle mappe delle compravendite

Accedendo a Fisconline/Entratel con le proprie credenziali (oppure con Spid), i cittadini possono consultare i corrispettivi dichiarati negli atti di compravendita stipulati a partire dal 1° gennaio 2019. Il servizio è di semplice utilizzo e permette di visionare, per ogni atto di compravendita tra quelli individuati nell’ambito territoriale e nel periodo di interesse

  • il mese e l’anno in cui è stata stipulata la compravendita
  • la tipologia dell’atto (residenziale, commerciale, produttivo, eccetera)
  • il numero degli immobili transati nell’atto

il corrispettivo dichiarato per il complesso degli immobili in atto, il comune e la zona OMI di ubicazione degli immobili e, per ognuno di essi, la categoria e la consistenza catastale (espressa in vani, metri cubi o metri quadrati a seconda della categoria catastale).

Per un buon uso dell’informazione fornita si consiglia di leggere con attenzione il documento “Informazioni per l’utilizzo dei dati” all’interno del servizio. Il territorio “mappato” – Il servizio è disponibile per le unità immobiliari urbane compravendute situate in tutto il territorio nazionale, ad eccezione di quelle nei comuni delle province autonome di Trento (n. 176 comuni) e Bolzano (n. 116 comuni), del Veneto (4 comuni), della Lombardia (2 comuni) e del Friuli Venezia Giulia (43 comuni) dove vige il sistema dei libri fondiari (o sistema tavolare) per la pubblicità immobiliare.

- Idealista.it, 9 dicembre 2020


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lunedì 7 dicembre 2020

Agenzia delle Entrate. Lieve ripresa delle compravendite immobiliari

Dopo due periodi di forte calo, il terzo trimestre del 2020 segna un'inversione di tendenza per i volumi di compravendita del settore residenziale. Nei mesi da luglio a settembre, infatti si registra +3,1%, pari a 4.200 abitazioni scambiate in più rispetto allo scorso anno. A dirlo è la consueta statistica trimestrale dell'Osservatorio Immobiliare dell'Agenzia delle Entrate.

L’andamento è diversamente distribuito tra capoluoghi e non capoluoghi: per i primi persiste, seppure in misura più lieve rispetto al precedente trimestre, una variazione tendenziale negativa (-6,7%); per i non capoluoghi, al contrario, la crescita raggiunge, nel complesso, un +8,1%. Tra le aree territoriali la distribuzione risulta simile a quella nazionale, con l’eccezione del Centro, in cui la variazione positiva registrata nei comuni minori (+5%) non riesce a compensare il decremento tendenziale dei capoluoghi (-9,5%), generando l’unico caso di variazione tendenziale negativa (-1,7%). Al Sud si rileva l’unico dato positivo in corrispondenza delle città capoluogo (+2,2%) e la crescita più rilevante per i comuni minori (+12,1%), che generano un dato complessivo positivo più elevato (+9,6%) rispetto al Nord Ovest (+3,1%), al Nord Est (+1%), e alle Isole (+6,8%)

Secondo l'Agenzia delle Entrate, la ripresa rilevata è legato alla sostanziale sospensione, da parte del Governo italiano, di buona parte delle misure di contenimento dell’epidemia di COVID-19 che, nei mesi precedenti, hanno condotto alla chiusura di tutte le attività non ritenute indispensabili e richiesto alle persone di non allontanarsi dalla propria abitazione se non per ragioni tassativamente necessarie.

A luglio il mercato delle abitazioni era ancora in forte perdita, (-5%), anche se con un dato positivo al Sud (+4,1%), a cui ha fatto seguito una forte crescita generalizzata nel mese di agosto (+25,2%) su base nazionale, con un picco nel Nord Ovest (+45,2%), e un rallentamento nel mese di settembre con una crescita tendenziale ridimensionata al +5,7%, con i capoluoghi che già tornano in campo negativo, -4% rispetto a settembre del 2019.

- Idealista.it, 4 dicembre 2020


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