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giovedì 25 novembre 2021

Nomisma, crescita record del mercato residenziale: nel 2024 oltre 700 mila transazioni

Nelle sue previsioni per il mercato immobiliare italiano, Nomisma ha evidenziato una crescita oltre ogni previsione favorita dalle ingenti risorse associate al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Ma attenzione che non sia sostenuta, oltre che da dati reali, soltanto dalle aspettative. Il terzo Osservatorio sul Mercato Immobiliare è, come sempre, un outlook ottimista con prudenza. Ecco quali sono le principali novità e cosa dobbiamo aspettarci nel prossimo trimestre.

Crescita economica italiana oltre le previsioni

Secondo il capo economista di Nomisma Lucio Poma, i dati sulla crescita italiana sono stati questo trimestre più ottimistici di quanto previsto in precedenza. Se nel secondo trimestre si è registrato un +0.2 per cento, ora le previsioni sono per una crescita rispettivamente del 2.7 e 2.6 per cento nei prossimi due periodi, e del 6.1 per cento per tutto il 2021. S&P del resto ha aggiornato il proprio outlook sull’Italia cambiandolo da stabile a positivo; anche la situazione dell’export ha ormai raggiunti i livelli pre-covid.

A fare da ago della bilancia l’inflazione, che pure nel nostro Paese è sotto controllo al 2.9 per cento contro un 4 per cento dell’area euro e un 6 per cento degli Usa, a causa del rincaro dei prezzi delle materie prime che, secondo Poma, non è una questione solo contingente; lo shortage nelle forniture rischia di essere per parecchio tempo una questione strutturale. Ciò nonostante la fiducia di consumatori e imprese è in crescita e sostiene la voglia di investire, anche nel mattone.

Anche il clima di fiducia sia dei consumatori che delle imprese è in crescita per ottimismo. Solo l’occupazione non cresce quanto il Pil a causa della crescita a K dell’economia italiana, con una componente che fatica a prendere quota mentre l’altra cresce in modo lineare.

Comprare casa in Italia, le prospettive 2021

Dopo la pausa dovuta alla pandemia, Luca Dondi, AD di Nomisma, evidenzia come l’entità dell’interesse manifestato nei confronti dell’acquisto di una abitazione in Italia sia stata di gran lunga superiore alle attese, arrivando a coinvolgere oltre 3,3 milioni di nuclei familiari che hanno deciso di intraprendere la ricerca di una nuova casa.

I trend principali, secondo Dondi, sono da un lato l’esigenza di migliorare le inadeguatezze riscontrate durante la pandemia acquistando una casa migliore; dall’altra, l’aumento dell’interesse all’acquisto da parte della fascia 18-34 anni, finora interessata solo all’affitto o a soluzioni provvisorie, complice il Decreto Sostegni Bis.

Tra i motivi che spingono all’acquisto, come detto, la componente principale è quella della sostituzione della prima casa, che pesa per l’80 per cento circa, mentre la componente investimento interessa il 10 per cento circa delle intenzioni di acquisto (il 15 nelle grandi città).

Comprare casa in periferia: la suburbanizzazione

Si acquista casa poi ormai prevalentemente in periferia o fuori dal grande centro, per un fenomeno di suburbanizzazione in atto da diverso tempo alla ricerca di spazi maggiori e stili di vita di maggior qualità. Un primo riscontro del fenomeno di de-urbanizzazione si può ricercare nella distribuzione delle compravendite tra il comune capoluogo e i restati comuni della provincia, mettendo a confronto il primo semestre 2021 con il primo semestre 2019. Il mercato delle compravendite è cresciuto nel biennio del 23,6% (I semestre 2021/I semestre 2019) e i mercati di provincia, esterni ai comuni capoluogo, hanno contribuito in misura rilevante a questo incremento.

Prezzi delle compravendite nel 2021: previsioni

Secondo Nomisma le compravendite immobiliari supereranno ogni più rosea previsione, attestandosi sulle 738 mila unità nel 2024 (nel 2021 ci fermeremo a 558 mila), sostenuti da sconti e tempi di vendita in calo (rispettivamente il 12,2 per cento e 5,5 mesi per le abitazioni), mentre anche i prezzi resteranno sostenuti anche a causa della carenza di offerta che caratterizza il settore dopo il fermo dei cantieri.

Per quanto riguarda i prezzi delle abitazioni, l’aumento medio atteso è dell’1,8 per cento nel 2021, che diventa un 4,1 per cento se si parla di Milano. La variazione media semestrale dei prezzi delle abitazioni, pari a +0,8%, riflette quanto già accaduto nel primo semestre, vale a dire aspettative in crescita da parte dell’offerta, coerenti con il clima di fiducia sulla risalita del mercato. Su base annua la variazione media dei prezzi delle abitazioni, pari a +1,6%, è espressione di un range che ha come estremo superiore il +4,1% di Milano e come estremo inferiore il -1,2% di Palermo.

Mutuo per acquisto casa, la situazione nel 2021

Irrinunciabile anche il ricorso al credito per l’acquisto di casa, con erogazioni di mutui che dovrebbero raggiungere nel 2021 i 60,8 miliardi di euro e i 60,3 nel 2024, senza più la componente surroga a “dopare” il mercato. II fattore abilitante sono i tassi ancora straordinariamente bassi uniti alla variegata offerta delle banche e alla bassa rischiosità dei mutui già erogati. Non si vede infatti un deterioramento del credito tale, al momento, da frenare l’approccio espansivo delle banche nei confronti della concessione di finanziamenti.

Nonostante il leggero aumento del reddito lordo disponibile, infatti, il ricorso al mutuo da parte della domanda risulta in crescita, avendo raggiunto nell’ultimo anno un tasso di copertura delle compravendite del 52,5% a fronte del 51,7% registrato nel 2019. - Idealista.it, 25 novembre 2021

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venerdì 1 ottobre 2021

Il trend del mercato immobiliare dopo il covid

Nel corso del 2020 era difficile fare delle previsioni circa l'andamento del mercato immobiliare. La situazione aggiornata

Come sta andando il mercato immobiliare? In che modo il Covid ne ha influenzato l'andamento? Queste sono domande che è lecito porsi e che finalmente stanno iniziando a trovare delle risposte certe, supportate da dati e studi ben precisi. Se infatti nel corso del 2020 era difficile fare delle previsioni circa l'andamento del mercato immobiliare, oggi la situazione appare decisamente più chiara. Vediamo allora nel dettaglio quali sono i trend del momento, secondo quanto riportato dalle ultime analisi effettuate dal gruppo Tecnocasa.

Mercato immobiliare: compravendite in aumento nel 2021

Un primo dato interessante che emerge dalle analisi effettuate dal gruppo Tecnocasa riguarda il numero delle compravendite, che continuano a seguire un trend positivo nel 2021. Nel corso del primo trimestre infatti sono aumentate del 73,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, quando per colpa del lockdown l'intero settore immobiliare si presentava sostanzialmente bloccato.

Bisogna tuttavia evidenziare che anche effettuando un confronto con il 2019 le compravendite immobiliari nel 2021 registrano un trend positivo. Il settore dunque sta andando molto bene e gli italiani non hanno sicuramente rinunciato all'acquisto di una nuova casa.

Compravendite maggiori nelle grandi città

In controtendenza rispetto ad alcune delle previsioni che erano state effettuate in piena pandemia, va segnalato anche che rimangono le grandi città al centro dell'interesse degli acquirenti. In particolare, nel 2021 il maggior incremento delle compravendite si è registrato a Palermo, con un +70,3%, Napoli, con un +67,1% e Genova, con un +65,7%. Un trend molto positivo comunque ha interessato anche Roma, Torino e Bari.

Il trilocale è la tipologia di appartamento più richiesta

Per quanto riguarda la tipologia di appartamento più richiesta dagli italiani nell'ultimo anno, troviamo ancora una volta il trilocale dunque il trend da questo punto di vista non è cambiato. Di certo il lockdown ha influito in parte, spingendo anche gli indecisi a cercare immobili di più ampia metratura, dotati di una stanza extra da dedicare allo studio o al lavoro in smart working.

Nella maggior parte delle città italiane dunque il trend è questo, ma bisogna segnalare che fa eccezione Milano, in cui la tipologia di immobile più richiesta rimane invece il bilocale. Si tratta di una tendenza che può essere imputata anche al prezzo medio delle case, che rimane piuttosto elevato nella città della Madonnina, così come alla perdita di interesse nei confronti del monolocale, ritenuto ormai troppo limitante.

Cala l'offerta di monolocali in tutte le città italiane

Un altro trend da segnalare, sempre imputabile in parte alla pandemia e al lockdown del 2020, è il calo dell'offerta sul mercato immobiliare di monolocali. D'altronde, gli stessi investitori non stanno più mostrando interesse nei confronti di tale tipologia di appartamento, sempre meno richiesta. Al contrario, si registra un aumento dell'offerta per quanto riguarda bilocali, trilocali e quadrilocali che si riescono a vendere con relativa semplicità.

D'altronde è ormai piuttosto chiaro: molte famiglie hanno compreso l'importanza della casa e hanno rivalutato le proprie esigenze durante il lockdown. Avere uno spazio superiore a disposizione, ma anche solo una stanza in più, può fare la vera differenza oggi. - Ottopagine.it, 1 ottobre 2021

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venerdì 24 settembre 2021

Istat. Prezzi delle case in lieve aumento nell'ultimo trimestre

Crescono ancora i prezzi delle case: nel II trim 2021 + 1,7% rispetto al I trim
+0,4% rispetto allo scorso anno

Aumentano i prezzi delle case nel II trim 2021. Secondo il consueto indice Istat, infatti, i valori delle abitazioni sono cresciuti dell'1,7% rispetto al trimestre precedente e dello 0,4% rispetto al II trim 2020.

L’aumento tendenziale dei prezzi delle abitazioni è attribuibile, in particolar modo, a quelli delle abitazioni nuove (+2,0%, in rallentamento dal +4,0% nel primo trimestre); crescono di poco anche i prezzi delle abitazioni esistenti (+0,1%) che rallentano anch’essi (+1,2% nel trimestre precedente).

Questi andamenti si registrano in un quadro di netta espansione dei volumi di compravendita (+73,4% la variazione tendenziale registrata nel secondo trimestre 2021 dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate per il settore residenziale), la cui ampiezza è largamente imputabile al confronto con il secondo trimestre del 2020, quando le misure adottate per il contenimento del Covid-19 hanno drasticamente limitato la possibilità di stipulare i rogiti notarili, soprattutto ad aprile. La variazione rispetto al secondo trimestre del 2019 (non infuenzata quindi dalle misure di lockdown) è comunque marcata (+26,1%) a conferma del contesto di chiara ripresa del mercato immobiliare residenziale.

Su base congiunturale l’aumento dell’IPAB (+1,7%) è imputabile unicamente ai prezzi delle abitazioni esistenti che crescono del 2,1% mentre quelli delle abitazioni nuove restano stabili. Il tasso di variazione acquisito dell’IPAB per il 2021 è pari a +2,0%. In tutte le ripartizioni geografiche si registra, su base congiunturale, una crescita dei prezzi delle abitazioni.

La variazione dei prezzi in termini annuali

Su base annua, invece, le dinamiche sono differenti. Nel Nord-Ovest e nel Nord-Est la crescita dei prezzi delle abitazioni è lieve e rallenta in misura ampia rispetto al trimestre precedente (rispettivamente da +1,8% a +0,1% e da +2,3% a +0,3). Nel Centro i prezzi delle abitazioni mostrano un aumento più marcato della media nazionale e in lieve decelerazione rispetto al primo trimestre (da +1,4% a +1,2%). Nel Sud e Isole, invece, i prezzi flettono di poco, invertendo la tendenza (da +1,4% a -0,2%).

A Milano e Torino, pur rallentando, si conferma la crescita su base annua dei prezzi delle abitazioni (rispettivamente da +5,2% del primo trimestre a +1,4% e da +1,9% a +1,6%). A Roma, invece, i prezzi delle abitazioni tornano a diminuire passando da +1,7% a -0,5%. Il commento In un quadro di grande vivacità del mercato immobiliare residenziale, anche nel secondo trimestre del 2021 si conferma, sebbene in rallentamento, la crescita tendenziale dei prezzi delle abitazioni in atto ormai da due anni.

L’aumento è dovuto soprattutto ai prezzi delle abitazioni nuove, con quelli delle abitazioni esistenti comunque in crescita per l’ottavo trimestre consecutivo. Solo nel Sud e Isole i prezzi delle abitazioni risultano in lieve calo. Rallenta la crescita dei prezzi a Milano, dopo la vivacità che ha contraddistinto l’anno 2020, così come quella di Torino. Calano i prezzi a Roma in controtendenza rispetto alle altre aree del Centro dove, nel complesso, si registra una crescita più marcata della media nazionale.

Secondo l'Istat, in un quadro di grande vivacità del mercato immobiliare residenziale, anche nel secondo trimestre del 2021 si conferma, sebbene in rallentamento, la crescita tendenziale dei prezzi delle abitazioni in atto ormai da due anni. L’aumento è dovuto soprattutto ai prezzi delle abitazioni nuove, con quelli delle abitazioni esistenti comunque in crescita per l’ottavo trimestre consecutivo. Solo nel Sud e Isole i prezzi delle abitazioni risultano in lieve calo. Rallenta la crescita dei prezzi a Milano, dopo la vivacità che ha contraddistinto l’anno 2020, così come quella di Torino. Calano i prezzi a Roma in controtendenza rispetto alle altre aree del Centro dove, nel complesso, si registra una crescita più marcata della media nazionale. - Idealista.it, 20 settembre 2021


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venerdì 17 settembre 2021

Boom del mercato delle abitazioni nel II trim 2021: +73,4% le compravendite

Boom del mercato delle abitazioni nel II trimestre dell'anno. Secondo i dati trimestrali dell'Osservatorio del mercato immobiliare dell'Agenzia delle Entrate (OMI), da aprile a giugno 2021 il volume di compravendite di case è aumentato del 73,4% rispetto allo scorso anno, numero totale di scambi che tocca quota 201.492.

Nel secondo trimestre 2021 aumentano del 73,4% gli acquisti di abitazioni mentre gli scambi nel comparto terziario-commerciale fanno registrare un +97,9% rispetto allo stesso periodo del 2020. Volumi di compravendita in crescita anche nei settori produttivo (+85,4%) e agricolo (+88,1%). 

Mercato delle abitazioni, 85mila compravendite in più

Il secondo trimestre 2021 fa registrare una crescita accentuata dei volumi di compravendita del settore residenziale. I dati, sottolinea l’Omi, vanno valutati tenendo conto che lo stesso trimestre del 2020 è stato contraddistinto da quasi due mesi di lockdown, seguiti da una progressiva riapertura delle attività economiche agli inizi del mese di maggio, con un impatto significativo sulle compravendite immobiliari, come osservato anche nelle precedenti statistiche trimestrali. Tuttavia, anche nel confronto con il secondo trimestre del 2019, le unità scambiate risultano in crescita (+26,1%).

Da aprile a giugno 2021 sono oltre 85mila in più le abitazioni scambiate, +73,4% rispetto al secondo trimestre 2020, con un numero totale di scambi che tocca quota 201.492. I tassi tendenziali continuano, anche in questo trimestre, a mostrare una crescita più marcata nei comuni non capoluogo (+81,6%, con circa 62 mila abitazioni compravendute in più rispetto al secondo trimestre del 2020 e +31,3%, con quasi 33 mila rispetto al secondo trimestre del 2019); nei capoluoghi i volumi di compravendita crescono con un tasso tendenziale prossimo al 58% (oltre 23 mila abitazioni acquistate in più rispetto al secondo trimestre 2020 e quasi 9 mila rispetto al secondo trimestre del 2019, +16,1%).

La crescita degli scambi riguarda tutte le aree geografiche del Paese, con tassi tendenziali nettamente positivi, con il massimo rialzo nei comuni non capoluogo delle Isole, dove gli scambi sono raddoppiati in volume, e il minimo nei capoluoghi del Nord Est, con +47,7%. Anche nel confronto con il 2019 i tassi di crescita sono ovunque a doppia cifra, dal +14,6% nei capoluoghi del Nord Ovest e del Nord Est, al +34,2% nei non capoluoghi del Centro.

L’analisi dei dati mensili del secondo trimestre 2021, riportati nella Tabella 2 nel confronto con i mesi omologhi del 2019, evidenzia tassi tendenziali di forte crescita dei volumi di scambio in particolare nel mese di giugno, nel quale in tutte le aree le compravendite crescono intorno al 30%. Nel mese di aprile gli scambi crescono più nelle aree del Nord e nel Centro rispetto a Sud e Isole. A maggio 2021, rispetto maggio 2019, il tasso di crescita si attesta intorno al 20%. Si conferma una diffusa maggiore vivacità degli scambi nei comuni minori rispetto ai centri capoluogo.

La superficie delle abitazioni

La superficie media delle abitazioni compravendute aumenta, rispetto al 2020, nelle aree del Centro e del Nord e diminuisce nel Sud e nelle Isole, stabilizzandosi nel secondo trimestre del 2021 in 107,8 m2 in media nazionale, -0,3 m2 rispetto al secondo trimestre 2020, ma è in crescita di 1,8 m2 rispetto al 2019.

La ripresa degli scambi, che emerge dal confronto dei trimestri del 2021 e del 2019, coinvolge tutti i segmenti e, in coerenza con quanto osservato nei precedenti trimestri, si rileva una crescita più ampia per le abitazioni nella classe di taglio dimensionale più grande, oltre 145 m2 ; per quest’ultima classe si rilevano i picchi dei rialzi nell’aree del Nord. Seguono, nel confronto con il 2019, la crescita di compravendite delle unità di taglio medio-grande, da 115 m2 fino a 145 m2. Il taglio dimensionale più piccolo, seppur in crescita di oltre il 20%, presenta il tasso di variazione minore.

La situazione nelle maggiori città

Anche i dati relativi alle principali città evidenziano una variazione molto positiva nel suo complesso, con oltre 11mila abitazioni acquistate in più rispetto al secondo trimestre del 2020 (+54,6%) e, come per il dato nazionale, la crescita si rileva anche nei confronti del 2019 (+13,9%). A Genova e a Roma, nel confronto con l’analogo trimestre ante emergenza sanitaria, si osservano i maggiori rialzi delle compravendite, rispettivamente pari a +32,7% e +19,4%. Firenze, Palermo e Torino registrano una crescita più moderata ma comunque con tassi a due cifre. Rimangono, seppure in crescita, sotto il 10% i rialzi rispetto al 2019 di Milano, Napoli e Bologna. - Idealista.it, 17 settembre 2021

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