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martedì 31 agosto 2021

Mercato immobiliare residenziale italiano 2021, trend e previsioni

La prima metà dell’anno è giunta al termine, scopriamo insieme in questa nuova pubblicazione di Real Estate Data Hub come è andato il mercato immobiliare nei diversi comparti in Italia. 

Ecco in sintesi le principali tendenze individuate dall’analisi realizzata:

Il numero di transazioni concluse nel primo semestre 2021 è in aumento rispetto agli anni precedenti, confermando il trend pre-pandemia. Le restrizioni, oltre ad aver rallentato il mercato immobiliare nel 2020, hanno alterato la ciclicità storica della crescita Q2 su Q1. Nel primo e secondo quarter dell’anno in corso le transazioni risultano infatti equamente distribuite.
Nel secondo quarter del 2021 le scelte dei clienti si sono orientate in misura maggiore verso immobili con 3 locali. Il monolocale risulta essere la tipologia meno transata, rispecchiando la tendenza già riscontrata nel primo trimestre dell’anno.  Gli immobili venduti nel corso del secondo trimestre risultano avere una superficie media di 112 mq, 93 mq considerando solo gli appartamenti.
I dati mostrano un aumento della domanda nel secondo trimestre 2021. Aumento che sostiene la ripresa del mercato immobiliare nell’anno in corso. In netto contrasto con la riduzione della domanda registrata nel secondo trimestre del 2020.
Le regioni con più transazioni sono Lombardia e Lazio. Milano e Roma si confermano le due città trainanti del mercato immobiliare italiano.
Si riduce la media dei giorni di permanenza sul mercato, in seguito all’aumento della domanda. Nel primo semestre 2021 migliorano sensibilmente le tempistiche relative alle vendite, con una media di 141 giorni contro i 168 giorni dello stesso periodo del 2020.

A livello nazionale, i tempi medi relativi alle locazioni vedono un lieve miglioramento e rimangono in linea con il 2020. I dati che segnano un rallentamento delle tempistiche di locazione si registrano nelle città universitarie, colpite dagli effetti negativi della pandemia.
Secondo i dati dell’Ufficio Studi 24MAX, nel secondo trimestre del 2021 si nota un deciso aumento dei mutui erogati agli acquirenti nelle fasce di età 18-24 e 25-34. Questo effetto potrebbe essere dovuto alle agevolazioni del decreto Sostegni bis, tendenza che dovrebbe protrarsi anche nel secondo semestre. Aumenta la differenza fra gli acquirenti single, con le donne che passano dal 44% del primo trimestre al 41% del secondo e gli uomini che passano dal 56% del primo trimestre al 59% del secondo.

Di seguito l'andamento del mercato nel Lazio, in Lombardia e in Toscana e le previsioni generali per il 2021.

Roma

Il rapporto tra incarichi e transazioni nella città di Roma rispecchia l’andamento regionale.

Un terzo degli acquirenti preferisce i trilocali, seguono i bilocali. La stessa tendenza viene confermata nell’ analisi dell’ intera provincia. Nel 2021 la metratura media degli immobili transati è di 93 mq nella città di Roma, un po’ più ampi in provincia.

Considerevole miglioramento dei giorni sul mercato per quanto riguarda le vendite a Roma città, con una media a semestre che passa da 156 giorni a 135 dell’anno in corso.

Stabili i prezzi di locazione nella Capitale, che si aggirano attorno ai 12€ al mq.

In calo invece i prezzi degli appartamenti residenziali venduti, che cedono il 2,7% tra primo e secondo trimestre. A Roma tre quarti delle vendite del secondo quarter riguardano immobili di categoria G, ben al di sopra della media nazionale del 45%.

Dai dati forniti dall’Ufficio Studi 24MAX emerge che, in linea con le altre città, i lavoratori a tempo indeterminato rappresentano la maggior parte degli acquirenti a cui viene erogato un mutuo.  Anche a Roma si registra un aumento della preferenza verso il tasso variabile.  Gli acquirenti più numerosi sono nelle fasce di età che permettono l’accesso agli incentivi del decreto Sostegni bis.

Mercato immobiliare nel Lazio

Riprende il trend di crescita nel 2021 dopo la battuta d’ arresto del 2020.  Transazioni equamente distribuite nei due quarter del 2021; in rialzo rispetto agli anni precedenti.

Roma traina il mercato immobiliare del Lazio, seguita da Viterbo e Latina.  La regione si classifica seconda a livello nazionale, dietro alla Lombardia.

Le scelte di oltre un terzo dei clienti nel secondo quarter 2021 si sono orientate verso trilocali; per quasi un terzo nei confronti di bilocali.

Gli immobili transati nel secondo trimestre dell’anno in corso hanno metrature medie di 101 mq; la media scende ad 87 considerando solo gli appartamenti. Stabile aumento della domanda, escludendo il secondo quarter 2020 che ha risentito degli effetti della pandemia. I tempi si mantengono stabili. Mercato veloce, positivamente influenzato dalla domanda che supera i livelli nazionali.

Milano

A Milano aumenta la domanda nel secondo trimestre 2021 rispetto al primo, come dimostrato dall’indicatore transazioni su incarichi. In controtendenza rispetto al 2020, quando a causa delle restrizioni, la domanda aveva subito una contrazione.

Le transazioni registrate a Milano città sono in linea con il primo trimestre dell’anno.

La preferenza dei consumatori in città si orienta verso i bilocali, mentre i trilocali sono maggiormente apprezzati nell’hinterland. Gli appartamenti venduti in città hanno dimensioni medie di 77,3 mq; 10 mq in meno rispetto a quanto si registra dall’analisi dell’intera provincia.

Rispetto al primo semestre 2020, il 2021 vede un aumento dei giorni di mercato nel capoluogo lombardo. Le locazioni subiscono il maggiore impatto anche a causa dell’ incertezza dovuta alla pandemia.

Nonostante tutto, il mercato milanese rimane uno dei più dinamici, con 102 giorni necessari alla vendita.

Prezzi di affitto in linea con il 2020 per il Comune di Milano. Nel primo semestre 2021 si rilevano prezzi di vendita al mq leggermente superiori rispetto al 2020, a causa del ritorno della domanda.

Unica eccezione i monolocali, per i quali cala la richiesta. Crescono i prezzi di bilocali e trilocali.

A Milano la vendita di immobili in categoria B, supera la media nazionale del 4%.  Minore rispetto alla media nazionale la percentuale degli immobili transati in categoria G, 38% contro 45%.  La categoria E supera di 4 punti percentuali la media nazionale.

A livello globale le differenze con la media nazionale sono minime. Le ultime tre categorie rappresentano il 78% degli immobili, e sono una buona opportunità di accesso agli eco-incentivi.

La categoria più agevolata nell’ erogazione dei mutui è quella dei lavoratori a tempo indeterminato, che rappresentano quasi i tre quarti del totale.  Aumenta la preferenza verso i mutui a tasso variabile, fatto probabilmente legato ad una strategia di acquisto di giovani che intendono cambiare casa nel medio periodo. In linea con la maggior propensione all’ acquisto di bilocali nel capoluogo lombardo.

Mercato immobiliare in Lombardia

I dati nazionali sono fortemente condizionati dall’andamento delle transazioni in Lombardia, regione trainante del mercato italiano.

Fra le città più attive si distinguono Bergamo, Brescia e Varese, dopo Milano. In queste città le transazioni nel secondo trimestre raggiungono un livello quasi doppio rispetto allo stesso periodo dell’ anno precedente.

In Lombardia il trilocale è la tipologia di immobile preferito dai clienti, con una fetta di mercato che supera il 40%. Segue il bilocale con il 30% sul totale delle transazioni. Gli appartamenti transati hanno una superficie media di 88 mq. Sotto la media gli immobili milanesi. Più grandi gli appartamenti transati a Bergamo che sfiorano i 100 mq. Brescia supera i 110 mq.

La regione Lombardia ha reagito molto bene al terzo lockdown nazionale. I giorni di locazione rimangono a livello del primo semestre 2020 (71 giorni in media).

Molto bene il comparto vendite residenziale, la cui media si attesta sui 129 giorni del 2021, contro i 179 giorni del 2020.

Firenze

Ripresa netta della domanda per la città di Firenze per la categoria residenziale – appartamenti.  Sia a Firenze città che in provincia, i clienti nel secondo trimestre del 2021 si sono orientati verso immobili con più di tre locali. Gli immobili venduti in provincia di Firenze hanno una metratura media di 105 mq, scendono a 81 mq considerando unicamente gli appartamenti.

Tempistiche stabili con un lieve aumento rispetto al 2020. I giorni necessari alla vendita di un appartamento passano dai 150 giorni del 2020 ai 166 del 2021. Diminuiscono lievemente i prezzi delle locazioni, attestandosi sui 14€ al mq in città.

Stabili i prezzi di vendita fatta eccezione per il secondo trimestre del 2020, in cui hanno subito una riduzione a causa della pandemia.

Mercato immobiliare in Toscana

Aumentano in Toscana le transazioni rispetto al 2020, segno della ripresa del mercato immobiliare a livello regionale.  Come per la vicina Emilia Romagna nell’anno in corso si osserva una stabilità delle transazioni tra i due trimestri 2021.

Mercato dinamico che porta la Toscana al quinto posto per numero di transazioni a livello nazionale. Le categorie più transate riguardano immobili con più di due locali aventi una metratura media di 111 mq; 92 mq considerando solo gli appartamenti.

Relativamente uniforme l’andamento nelle singole province fatta eccezione per Arezzo, dove le dimensioni degli immobili transati superano la media regionale. Alta l’offerta in Toscana dove si conferma la ripresa del mercato immobiliare nel 2021.

La domanda è spostata verso il secondo trimestre. Aumento dei giorni di mercato per le locazioni; la media passa dai 66 giorni del 2020 ai 93 giorni del primo semestre 2021.

Più veloci le vendite degli appartamenti per le quali le tempistiche si riducono del 26%.

Mercato immobiliare, previsioni 2021

Outlook decisamente positivo per il primo semestre 2021. Il ritorno della domanda è messo in evidenza dall’ aumento del numero di transazioni e dalla diminuzione del numero di giorni di mercato. Ripresa più veloce in Lombardia e Lazio, seguono le altre regioni, con una crescita equamente ripartita a livello nazionale. Per il secondo semestre, l’aspettativa sui driver del mercato immobiliare rimane inalterata. In questo senso la performance dovrebbe mantenersi stabile e proseguire nella seconda parte dell’anno. Il settore immobiliare si conferma strategico per la nostra economia. Nel 2019 rappresentava un quinto del PIL e ha generato entrate fiscali pari a 40 miliardi di euro. Ulteriori opportunità potrebbero aprirsi con i quasi 14 miliardi previsti per l’efficientamento energetico e la riqualificazione degli edifici del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Nel nostro Paese, infatti, la maggior parte degli immobili appartiene ad una delle ultime tre classi energetiche. - Idealista.it, 19 agosto 2021

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mercoledì 21 luglio 2021

Il mercato immobiliare dopo il Covid, le previsioni di Nomisma fino al 2023

La fiducia delle famiglie spinge la voglia di casa, ma la prudenza è sempre d’obbligo. Questa in sintesi la tesi di Nomisma che emerge dal secondo Rapporto sul Mercato Immobiliare 2021.

Crescita economica in Italia, torna la fiducia

Il capo economista di Nomisma Lucio Poma ha evidenziato come in questo momento il clima di fiducia sia notevolmente migliorato e tornato a livelli pre-Covid, alimentando la crescita dell’economia reale e spingendo le iniziative di consumo e investimento.

“Tuttavia”, ammonisce il Ceo Luca Dondi, “occorre ricordare che ci sono alcuni nodi ancora da sciogliere: le iniziative che hanno arginato le perdite dell’anno scorso ora sono in scadenza, un rischio che si aggiunge al calo del Pil 2020 che ha sfiorato il 9% nonostante le misure di salvaguardia”.

Le rilevazioni dell’indagine mostrano una crisi asimmetrica, sostiene Dondi. La prospettiva di una ripresa a K, ovvero in cui solo una parte del sistema sarà in grado di ripartire mentre il resto subirà un tracollo, mette in dubbio la tenuta del sistema stesso, sul quale peserà inevitabilmente la gestione di quella parte di economia che non riuscirà a ripartire.

“Dall’indagine emerge che il 40% delle famiglie italiane ha risparmiato meno o non è riuscita a risparmiare, rispetto all’anno precedente, - nota Dondi. – “Quindi c’è un problema di miopia rispetto alle ricadute sui bilanci familiari della situazione pandemica. Il 75% delle famiglie, ad esempio, vede problemi e criticità nella seconda parte dell’anno e all’inizio del 2022, ma relativamente al proprio nucleo familiare si sentono sicure. Una sicurezza che investe anche famiglie che hanno beneficiato di misure di salvaguardia, il che mostra come l’ottimismo non prenda in considerazione la loro scadenza”.

Mutui e mercato immobiliare in Italia

Ad ogni modo, questa sicurezza spinge l’intenzione di spesa delle famiglie italiane in termini di compravendite o migliorie della propria abitazione. 3,3 milioni di nuclei familiari (dai precedenti 2,4) hanno espresso volontà di acquistare casa, anche se poi concretamente solo 800 mila potranno effettivamente concretizzare tale volontà (segnando comunque un netto miglioramento rispetto alle 500 mila compravendite realizzate nel 2020), portando le previsioni sulle compravendite 2021 a 558 mila circa mila, vicino ai livelli del 2019 pur in calo del 7,7 per cento.

Circa l’80% di queste compravendite avverrà tramite mutui. Le banche partecipano infatti al clima di fiducia aumentando le erogazioni grazie a tassi bassi e spread molto contenuti, confortati da un livello di sofferenze tra i più bassi degli ultimi 30 anni. Le banche hanno perciò atteggiamento espansivo; tuttavia, i dati Nomisma mostrano che, a fronte di sofferenze bancarie nettamente  in calo, aumentano le rate scadute di quasi il 54% rispetto al 2020 mentre le inadempienze probabili sono cresciute del 6,1 per cento. Segnali, questi, da non sottovalutare.

Immobiliare residenziale, previsioni fino al 2023

Tra le motivazioni all’acquisto, la prima casa e la sostituzione di quella attuale rappresentano circa l’80%, mentre resta al palo il motivo investimento. Si cerca maggiormente nell’hinterland rispetto ai capoluoghi, grazie alla maggiore accessibilità economica delle abitazioni a parità di spazi e alla migliore qualità della vita.

In aumento anche i canoni di affitto medi nazionali, che pure si giostrano tra un aumento a Milano dell’1,5% e un calo a Roma dello 0,6%, così come per i prezzi di acquisto, che risultano in crescita sebbene si passi dal +2% di Bologna al -1,8% di Palermo in media.

Le previsioni per il mercato residenziale dei prossimi anni sono coerenti con il clima di miglioramento e fiducia in atto. Le compravendite, come detto, torneranno intorno alle 600mila nel 2021, per raggiungere le 651 mila nel 2023, recuperando i livelli previsionali del 2019.

Per quanto riguarda i prezzi di abitazioni, uffici e negozi, si arriverà al 2023 con il segno più in tutti i segmenti.

Attendismo invece dal punto di vista degli investimenti in tutti i segmenti a causa dell’aumento di morosità e vacancy, cresciute rispettivamente nel 75% e nel 62% dei casi negli ultimi 12 mesi.

L’indice di performance Nomisma relativo al mercato residenziale è tuttavia in crescita mentre è sostanzialmente stazionario quello relativo ai segmenti non residenziali - Floriana Liuni, 15 luglio 2021

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lunedì 12 luglio 2021

Prezzi delle case in aumento. Cosa attendersi nei prossimi mesi

I prezzi delle case sono in aumento. Il mercato immobiliare si sta muovendo. I recenti dati forniti dall’Istat hanno evidenziato un consolidamento del trend di crescita che si è avviato alla fine del 2019. Ma cosa attendersi nei prossimi mesi?

Una domanda che idealista/news ha rivolto a un esperto, Federico Polidoro, dirigente del Servizio sistema integrato condizioni economiche e prezzi al consumo dell’Istat, il quale ha affermato: “E’ probabile che il 2021 sia il secondo anno consecutivo di aumento dei prezzi delle abitazioni, la cui ampiezza dipenderà dall’evoluzione di una serie di fattori che occorrerà verificare nei prossimi mesi”.

Cosa indicano i dati rilevati dall’Istat per quanto riguarda i prezzi delle case nel primo trimestre 2021?

“I dati elaborati dall’Istat, che riceve le informazioni di base dei rogiti notarili dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate sulla base di un virtuoso accordo di collaborazione tra le due istituzioni, indicano che il trend di crescita avviatosi già alla fine del 2019 si consolida.

Siamo al settimo trimestre consecutivo di aumento dei prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie, sia per uso proprio sia per investimento. La pandemia iniziata a marzo dello scorso anno non ha quindi interrotto la ripresa avviatasi nel 2019”.

Qual è l’andamento che si sta registrando?

“Su base annua i prezzi delle abitazioni nel primo trimestre del 2021 sono cresciuti dell’1,7% e questa crescita ha riguardato sia le abitazioni esistenti, i cui prezzi sono cresciuti dell’1,2%, sia le abitazioni nuove, per le quali è stato registrato addirittura un incremento del 3,9%, il più alto dal secondo trimestre 2011 quando fu pari a +4,1%.

Va detto che questa dinamica si inserisce in un contesto europeo di crescita diffusa dei prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie. Non sono ancora disponibili i dati del primo trimestre del 2021, ma nel quarto del 2020 l’aumento nella zona euro è stato del 5,4% con l’Italia che ha fatto registrare un +1,5%.

Se guardiamo alla serie storica dell’indice diffuso dall’Istat, in realtà i prezzi delle abitazioni nuove hanno iniziato a crescere in modo stabile su base annua già dalla fine del 2017, seguiti poi da quelli delle abitazioni esistenti che hanno iniziato a risalire con continuità dal primo trimestre dello scorso anno, dopo che già nel terzo trimestre del 2019 si era registrata una prima lieve crescita e nell’ultimo una stabilità delle quotazioni.

Considerati però gli andamenti dell’intero decennio che ci lasciamo alle spalle, mentre i prezzi delle prime sono oggi al di sopra della media del 2010 di oltre cinque punti percentuali, quelli delle seconde sono ancora al di sotto di oltre ventuno punti”.

E quali sono i principali fattori che lo stanno determinando?

“Sicuramente uno dei principali fattori è la ripresa della domanda sul mercato immobiliare residenziale.

Nel 2020 c’è stata una flessione del numero di abitazioni compravendute rispetto al 2019 di poco inferiore all’8%, dato dell’Osservatorio Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, dovuta però essenzialmente ai primi due trimestri quando le restrizioni imposte dai provvedimenti governativi per contrastare la pandemia hanno ridotto in modo drastico le attività di stipula dei contratti di compravendita: -15,6% nel primo, -27,3% nel secondo; il terzo trimestre ha visto poi una crescita del 3% e il quarto dell’8,8%.

Il 2021 ha esordito con una crescita record dei volumi compravenduti, con un aumento nel primo trimestre rispetto al primo trimestre del 2020 pari a +38,6%, largamente influenzata però dal confronto con il primo trimestre dello scorso anno quando si registrò un calo molto marcato.

In realtà, la riprese della domanda è già in atto dal 2014 dopo il picco negativo nei volumi di compravendita registrato nel 2013, secondo anno consecutivo di flessione del Pil nella crisi economica del 2012-2013, ma solo oggi inizia a manifestare i suoi effetti sui prezzi degli immobili che reagiscono in genere con ritardo alle dinamiche del mercato”.

Cosa attendersi nei prossimi mesi?

“Il 2020 ha visto nel nostro Paese una crescita in media d’anno dell’1,9% dei prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie, dopo tre anni di flessioni e una lieve crescita nel 2016. Attualmente se i prezzi rimanessero stabili nei trimestri che ci separano dalla fine del 2021, l’anno si chiuderebbe con una crescita dello 0,7%, il cosiddetto tasso acquisito, dovuto a un +1,8% per le abitazioni nuove e a un +0,4% di quelle esistenti.

Considerato quanto avvenuto negli ultimi trimestri è quindi probabile che il 2021 sia il secondo anno consecutivo di aumento dei prezzi delle abitazioni, la cui ampiezza dipenderà dall’evoluzione di una serie di fattori che occorrerà verificare nei prossimi mesi.

Tra questi, in primo luogo, il rafforzarsi della ripresa della domanda che potrebbe giovarsi sia del netto incremento del tasso di risparmio delle famiglie registrato proprio nell’anno della pandemia oltre che dell’uscita dall’emergenza sanitaria che sembra avviata, ma il cui consolidamento definitivo non è possibile oggi prevedere con certezza”. - Stefania Giudice, Idealista.it, 7 luglio 2021

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giovedì 1 luglio 2021

I prezzi delle case crescono nel I trimestre 2021

Il I trimestre del 2021 segna una crescita dei prezzi delle case. Secondo le stime preliminari dell'Istat, sono aumentati dell'1,1% rispetto al trimestre precedente e dell'1,7% rispetto allo stesso periodo del 2020, il dato era pari a +1,5% nel quarto trimestre 2020.

Nello specifico, come registrato dall'Istat, in base alle stime preliminari, nel primo trimestre 2021 l'indice dei prezzi delle abitazioni (Ipab) acquistate dalle famiglie, per fini abitativi o per investimento, aumenta dell'1,1% rispetto al trimestre precedente e dell'1,7% nei confronti dello stesso periodo del 2020 (era +1,5% nel quarto trimestre 2020).

Secondo quanto sottolineato, l'aumento tendenziale dell'Ipab è da attribuire sia ai prezzi delle abitazioni nuove che crescono del 3,9%, in forte accelerazione rispetto al trimestre precedente (quando era +1,8%), sia ai prezzi delle abitazioni esistenti che aumentano dell'1,2% (rallentando lievemente da +1,3% del quarto trimestre 2020).

L'Istat ha poi sottolineato: "Questi andamenti si manifestano in un contesto di forte aumento dei volumi di compravendita (+38,6% la variazione tendenziale registrata per il primo trimestre del 2021 dall'Osservatorio del Mercato Immobiliare dell'Agenzia delle Entrate per il settore residenziale), influenzato, tuttavia, dal marcato ridimensionamento del numero di transazioni registrate nello stesso trimestre dello scorso anno a causa delle restrizioni introdotte a partire da marzo 2020 per contrastare la pandemia". - Idealista.it, 28 giugno 2021

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