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martedì 27 settembre 2022

Agenzia Entrate: crescono le compravendite di immobili. I tagli più richiesti

Crescono ancora le compravendite residenziali nel II trimestre 2022. Secondo la consueta nota trimestrale dell'Osservatorio Omi dell'Agenzia delle Entrate, tra aprile e giugno sono state vendute circa 219mila abitazioni, oltre 17mila in più (+8,6%) rispetto al 2021

Cresce ancora il mercato della casa, quindi, dopo il dato positivo registrato anche nel primo trimestre dell'anno. Ma attenzione, si tratta di un rallentamento dei trend di crescita, dopo il picco raggiungo nel II trimestre del 2021 (che però era rapportato al periodo del lockdown)

Secondo i dati Omi, a crescere in misura maggiore sono i capoluoghi, in misura maggiore dei comuni minori non capoluogo (+10,4% rispetto al 7,7%). L’aumento degli scambi, nell’area del Sud, risulta superiore al 15%, rispetto al II trimestre 2021, in particolare si rileva il picco intorno al 17% in corrispondenza dei comuni capoluogo del Sud; al Centro e nelle Isole la variazione è più contenuta (rispettivamente +11,4% e +10,7%), invece, nelle due aree geografiche del Nord la variazione tendenziale si ferma al 5,8% e al 4,8%.

Superficie e tagli immobiliari

La crescita degli scambi coinvolge tutti i segmenti dimensionali, come emerge dal confronto con lo stesso trimestre del 2021. In particolare, si registra una crescita relativamente maggiore delle abitazioni di tagli medio-piccoli. Tra queste, infatti, le abitazioni di dimensione compresa tra 50 m2 e 85 m2 , che riguardano la quota maggiore degli acquisti (30,9%), mostrano il tasso di variazione abbastanza elevato e pari al +10% rispetto al II trimestre 2021

Abitazioni nuove vs abitazioni esistenti

È stato stimato per il secondo trimestre 2022 l’acquisto di circa 22.800 nuove abitazioni pari all’10,4% del totale delle abitazioni compravendute. Nel tempo si è avuto un calo di compravendite per le nuove abitazioni ma l'ultima rilevazione segna un forte recupero del volume di compravendite. Il calo è stato più evidente fino al 2015, mostrando, negli anni successivi, una sostanziale stabilizzazione e una lieve crescita nel 2021 che continua nel 2022. - Idealista, 15 settembre 2022


Luca Vona

Consulente RE/MAX Blu

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martedì 6 settembre 2022

Vendere casa: è il momento giusto? I dati sul mercato immobiliare

Il mercato immobiliare italiano è un settore vivace e dinamico, più che in altri paesi. Gli italiani, come evidenziato da vari analisi e studi del comparto, continuano a comprare e vendere immobili anche in un momento di grandi cambiamenti come il post Covid.

Gli anni di lockdown dati dalla pandemia hanno portato a profondi cambiamenti nelle dinamiche di compravendita del mercato immobiliare, annullando alcune abitudini e accelerando alcune tendenze.

Acquistare casa: nuovi trend post Covid

Dopo la pandemia ciò che sicuramente è apparso evidente nel settore delle vendite immobiliari è stata l’esigenza di abitazioni più grandi e spaziose, possibilmente con aree esterne da poter vivere come balconi o terrazze, dotate a volte di garage da adibire a locale per il fai da te o per i propri hobby, con piccole nicchie se non stanze adibite allo smart working.

Sicuramente dopo aver passato tanto tempo a casa, la tendenza nella ricerca di abitazioni è quella di avere spazi funzionali, case ristrutturate con spazi confortevoli, più adatte alle esigenze di chi le abita.

Infine, il trend del mercato immobiliare riferito dai principali monitor del settore parla di un aumento della ricerca di abitazioni residenziali fuori dal caos delle città, nell’hinterland dove i servizi permettono di raggiungere facilmente il centro urbano, ma dove la qualità della vita è migliore.

Insomma il mercato immobiliare italiano non si è fermato a causa della pandemia, ma è cambiato. Ecco i dati forniti dallo studio condotto dal monitor sul mercato dei mutui di Intesa Sanpaolo.

Evoluzione del mercato immobiliare

I primi tre trimestri dello scorso anno hanno visto una notevole crescita dei volumi di compravendite immobiliari, con un +43,1% rispetto allo stesso periodo anno 2020.

In aumento le vendite di un +23% rispetto allo stesso periodo del 2019.

Ma non è tutto: il mercato immobiliare continua a mantenere una curva positiva anche nel 2022, nonostante le tante incertezze causate dalla situazione politica ed economica mondiale.

Cresce il numero di chi acquista casa

Cresce ancora il numero di chi vuole acquistare casa nel 2022, con un +0.7% rispetto all’anno precedente, attestandosi su 4,7%.

Non solo aumenta chi vuole acquistare casa ma anche i prezzi delle case stanno lievemente crescendo: nei primi 3 trimestri del 2021 sono aumentati dell’1%, sia per le case nuove sia per quelle già esistenti.

In un momento di crescita ed espansione del mercato immobiliare si può dire che è il momento di vendere. - Immobiliare.it, 29 agosto 2022


Luca Vona

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mercoledì 27 luglio 2022

Tutte le previsioni sul mercato immobiliare 2022-2023

Nonostante l’economia italiana stia subendo un rallentamento causato dal conflitto russo-ucraino, il settore del residenziale si conferma sempre più attrattivo per gli investitori, che hanno focalizzato l’interesse soprattutto su Milano, oltre che su Roma e Torino. Ecco lo stato di salute del settore immobiliare residenziale secondo una ricerca di Jll, e le previsioni per il resto del 2022.

Il mercato immobiliare residenziale in Italia

Secondo la ricerca, nei primi 6 mesi dell’anno il settore residenziale in Italia ha registrato un trend molto positivo raggiungendo oltre 470 milioni di euro (di cui circa 150 milioni di euro nel 2° trimestre 2022) di volumi di investimento, oltre il doppio del primo semestre 2021 (circa 200 Mln di euro)

La propensione all'investimento nel settore residenziale ha continuato ad accelerare in tutti i mercati e gli investitori immobiliari hanno raggiunto una fase in cui gli investimenti nel settore abitativo stanno acquisendo la stessa importanza dei settori commerciali tradizionali. Il peso del settore residenziale è aumentato dal 6% a quasi l’8% nei volumi totali di investimento nei mercati dei capitali (circa 6,4 miliardi di euro nel 1° semestre 2022) principalmente per le nuove tendenze emergenti tra cui il multifamily e il co-living.

Contestualmente, anche nel mercato residenziale tradizionale, il settore ha dimostrato la sua resilienza, con volumi nel 2021 superiori a quelli del 2019. Non solo un effetto rimbalzo, ma la conseguenza di nuove esigenze abitative in termini di spazi e qualità delle abitazioni emerse nel post Covid, che hanno spinto la domanda. Il 2022, partito con una crescita del 12% nel primo trimestre in termini di Transazioni normalizzate (NTN), dovrebbe chiudersi con un bilancio positivo, anche se con tassi di crescita inferiori a quelli del 2021. Una tendenza dovuta sia alla situazione geopolitica, sia al rialzo dei tassi di interesse sui mutui e alla crescita dell’inflazione.

Transazioni residenziali in Italia

Il primo trimestre 2022 ha registrato 181.767 transazioni residenziali, +12% anno su anno rispetto al primo trimestre 2021. Se confrontiamo ogni trimestre negli ultimi 10 anni, vediamo chiaramente che le transazioni sono in aumento dal 2021, suggerendo non solo un rimbalzo dopo il calo del primo trimestre 2020, ma anche un domanda interna in aumento a causa di una combinazione di nuove esigenze abitative post pandemia, misure fiscali favorevoli (crediti d'imposta per ristrutturazioni abitative) e politiche monetarie (bassi tassi di interesse).

I prezzi residenziali in Italia

La maggiore domanda interna e l'aumento delle condizioni di liquidità del mercato hanno contribuito a migliorare sia il tempo medio di vendita che gli sconti medi. I prezzi delle case sono aumentati in media del +2,6% nel 2021, mentre nel primo trimestre 2022 hanno registrato un aumento dell'1,9% rispetto al quarto trimestre 2021 (Fonte Istat). Il tempo medio di vendita degli immobili è leggermente migliorato, diminuendo da 6,2 mesi nel quarto trimestre 2021 a 5,8 mesi nel primo trimestre 2022 (Fonte: Banca d'Italia), suggerendo una maggiore liquidità del mercato. Lo sconto medio sui prezzi degli immobili – che misura la riduzione in punti percentuali rispetto al prezzo originario richiesto dopo le negoziazioni – è sceso dal 9,7% nel 4° trimestre 2021 all'8,5% nel 1° trimestre 2022 (Fonte: Banca d'Italia), suggerendo una più stretta corrispondenza tra domanda e fornitura di beni abitativi.

Transazioni residenziali per regione

Guardando alla disaggregazione regionale, oltre il 50% delle transazioni residenziali è registrato nel Nord Italia. Il grosso delle transazioni residenziali (15% del totale) è avvenuto nelle 8 città più popolose del Paese (Milano, Roma, Torino, Napoli, Genova, Palermo, Bologna, Firenze). Tra questi, Roma si colloca ai primi posti per volumi di transazioni, ma Milano resta il mercato più dinamico e di gran lunga quello più performante, anticipando le tendenze future per l'intero Paese.

I nuovi trend della domanda residenziale

I cambiamenti dello stile di vita provocati dalla pandemia hanno rafforzato i modelli migratori e aperto nuove preferenze per i luoghi in cui vivere, poiché le persone hanno cercato case più spaziose e convenienti.

La domanda privata è sostenuta dalla necessità di migliorare le condizioni di vita in termini di spazio aggiuntivo e qualità delle abitazioni.
Il lavoro a distanza richiede case più grandi e multifunzionali. La pandemia ha aumentato la domanda di case più grandi e multifunzionali per il lavoro a distanza e la necessità di spazi all'aperto. Le priorità chiave sono lo spazio all'aperto, la velocità della banda larga e gli spazi di lavoro privati.

Dopo decenni di stagnazione economica, l'Italia ha ritrovato la strada della crescita all'indomani della crisi post-pandemia. Sebbene la crescita media annua del PIL dal 2011 al 2020 sia stata generalmente deludente, le cose stanno cambiando nel periodo post-pandemia. Finora, il rimbalzo dalla crisi del covid e la combinazione di allentamento della politica fiscale e monetaria hanno aiutato il Paese a ritrovare la strada della crescita. Ma l'equilibrio dei rischi rimane sbilanciato verso il basso.

L'elevata inflazione, l'inasprimento delle condizioni finanziarie, la continuazione del conflitto in Ucraina e l'incerto sviluppo della crisi pandemica suggeriscono ulteriore incertezza nei prossimi mesi. La politica fiscale rimane ampiamente favorevole: il governo ha fornito un ulteriore stimolo di 14 miliardi di euro (0,8% del PIL) per aiutare le famiglie e le imprese a basso reddito a far fronte all'aumento dei prezzi. Ma l'aumento dei prezzi al consumo comprimerà i redditi reali e le imprese continueranno a subire costi elevati di input a causa dell'aumento dei prezzi dell'energia e delle interruzioni nelle catene di approvvigionamento globali.

La previsione sulle transazioni 2022, secondo lo scenario base di Jll, si aggira intorno alle 800 mila case vendute. - Idealista, 26 luglio 2022

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martedì 19 luglio 2022

Vendere casa, ecco gli errori più comuni commessi dai proprietari

Molti proprietari decidono di mettere in vendita un immobile per negoziare e chiudere la transazione in proprio, senza essere consapevoli che potrebbero commettere errori che impediscono la realizzazione dell'operazione. Secondo la rete di agenzie immobiliari Remax, gli errori dei privati ​​sono ricorrenti e vendere casa in un mercato competitivo come quello attuale è un'operazione molto complessa, soprattutto se il proprietario aspira o ha la necessità di portare a termine la migliore vendita possibile. In uno studio, la società ha riassunto i principali errori rilevati dai suoi oltre 2.500 agenti immobiliari.

Qui di seguito i cinque errori più comuni commessi dalle persone quando decidono di vendere casa.

Non essere realistici

Questo è uno dei problemi più frequenti e più importanti. Come spiega Remax, "tutti i proprietari di casa sopravvalutano la proprietà semplicemente perché è loro. È stata la loro casa per anni, è piena di ricordi e ha alcune caratteristiche meravigliose che hanno fatto innamorare al momento dell'acquisto. Tuttavia, questo oggi non ha importanza. Non importa neppure quanto è costata, né quanto è stato investito nelle riparazioni. Ora contano solo le sue condizioni e le sue caratteristiche rispetto ai gusti e alle offerte attuali".

Per questo motivo è opportuno informarsi sull'offerta della zona, sui suoi prezzi e sulle sue caratteristiche in modo da avere una "visione di mercato realistica e attuale di ciò che i compratori cercano e dei prezzi che sono disposti a pagare".

Non valorizzare la casa

"È assolutamente essenziale che il proprietario prepari la sua casa alla vendita e la presenti nel miglior modo possibile. Per ottenere più parti interessate e non contrattare sul prezzo, la casa deve essere presentata al meglio. L'immobile deve essere accuratamente pulito e ordinato; bisogna rimuovere i mobili non necessari e, ovviamente, scattare fotografie professionali (anche video)," spiega lo studio condotto da Remax.

In breve, si tratta di sistemare la casa per attirare l'interesse dei potenziali acquirenti, attraverso quello che il settore chiama "home staging".

"Bisogna promuovere lo spazio, la luce, l'ordine... La casa entrerà a far parte di un catalogo in cui le persone cercano un posto dove vivere, eppure molti proprietari non danno a ciò l'importanza che merita. I bagni e la cucina sono punti critici", sottolinea Remax. Pertanto, è essenziale spersonalizzare la casa (ad esempio, eliminare le foto di famiglia), poiché deve piacere agli altri, non ai venditori, che devono immaginarla come propria.

Non analizzare i costi di vendita di una casa

La vendita di una casa genera delle spese, quindi il denaro pagato dall'acquirente sarà un vantaggio per il venditore. Inoltre, la rete immobiliare ricorda che "ci sono investimenti che aumenteranno il prezzo e ridurranno i tempi di vendita. Per questo motivo, è molto importante che il venditore sia ben informato sui miglioramenti che dovranno essere eseguiti, sulle spese che si dovranno sostenere per non avere spiacevoli inconvenienti”.

Non avere il tempo necessario

Preparare la casa, scattare le foto e inserire gli annunci sono passaggi essenziali per venderla, ma è solo l'inizio del processo. "Una casa con un prezzo di mercato equo e presentata in modo interessante dovrebbe attirare molti contatti nelle prime due settimane di vendita. Telefonate ed e-mail a cui è necessario rispondere tempestivamente. Bisogna chiarire i dubbi e organizzare le visite degli interessati. È normale che, se il proprietario abita in casa e lavora, non ha molto tempo per preparare la casa e gestire le visite. Questo renderà difficile la vendita", sottolinea Remax.

Lo studio ricorda anche che la maggior parte degli acquirenti non è a conoscenza di come si svolge esattamente la compravendita e di come funziona la procedura con la banca. In questo caso, l'aiuto di un professionista è essenziale.

Rendere la trattativa una questione personale

Un altro degli errori più comuni è portare la trattativa a livello personale e non riuscire a separare l'aspetto emotivo o gestire con calma le lamentele e le problematiche degli acquirenti.

"L'acquirente che fa un'offerta non ha alcun interesse a disturbare il venditore. Conosce il mercato, ha una capacità finanziaria specifica e in base a ciò farà una proposta. Questa proposta, tuttavia, potrebbe non piacere al venditore, ma questo non dovrebbe mai essere preso come un'offesa. Il venditore deve essere molto consapevole che la sua casa è diventata un prodotto impersonale sul mercato e deve presumere che l'acquirente evidenzierà i problemi per adeguare il prezzo il più possibile. Se il venditore reagisce in modo emotivo, è molto probabile che perda reali opportunità di vendita e, a lungo termine, lo si troverà costretto ad abbassare il prezzo", conclude Remax. - Idealista.it

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