martedì 20 luglio 2010

Casa, ristagna il mercato

La crisi fa ristagnare il mercato delle case. Secondo l'indagine annuale di Tecnoborsa sulle "famiglie italiane e il mercato immobiliare", negli ultimi quattro anni i contratti di compravendita conclusi si sono sensibilmente ridotti in termini numerici, passando dagli 845 mila del 2006 ai 609.145 del 2009. E la congiuntura economica, così come la difficoltà per l'accesso al credito, rendono grigie anche le prospettive dei prossimi mesi, facendo slittare al 2011 una ripresa del settore. "Le famiglie italiane in questi anni di crisi sono rimaste più che mai legate alla propria casa e sono tornate a rivolgersi al mattone come bene rifugio a basso rischio per i propri risparmi", ha spiegato ieri Raimondo Soria, presidente di Tecnoborsa. "Mentre i recenti dati parlano ancora del perdurare del clima di incertezza e rinviano al 2011 per una possibile ripresa del mercato immobiliare; in effetti, a partire dal 2007, il numero dei contratti di compravendita conclusi registra una flessione costante".
Secondo i dati forniti dalla società camerale che si occupa di sviluppo e regolazione dell'economia immobiliare, le famiglie italiane che hanno comprato una casa nel 2009 sono scese al 3,5% dal 4,2% del biennio precedente (-0,7 punti percentuali): e per il 2010-2011 si prevede un calo ulteriore (-1,2 punti). L'indagine ha analizzato le ragioni dell'acquisto e della vendita di appartamenti da parte delle famiglie italiane. Chi ha comprato lo ha fatto o per investimento, acquistando appartamenti spesso piccoli o di basso valore (+11,8% in forte aumento a confronto con l'indagine condotta nel 2008, quando la percentuale era solo del 5,9%, probabilmente anche per la maggiore disponibilità liquida legata allo scudo fiscale), oppure lo ha fatto per avere un appartamento più grande, capitalizzando l'appartamento di proprietà, oppure c'è il bisogno di "fare cassa". In entrambi i casi la gran parte delle vendite ha riguardato le seconde case, che vengono viste dal proprietario come beni alienabili magari per trovare qualche soldo per acquistare un'altra casa per un parente prossimo.
Pur non fornendo indicazione sui prezzi delle case, il rapporto genericamente rileva che la "riduzione del numero delle transazioni non ha comportato un pesante calo dei prezzi immobiliari, che sono scesi meno delle aspettative".

- Roberta Miliacca, ItaliaOggi, 15 luglio 2010