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sabato 18 ottobre 2014

Istat e notai intravedono la ripresa immobiliare

"Dopo due anni di cali" il mercato immobiliare nel 2014 riparte in tutti i comparti. A dirlo è l'Istat che ha pubblicato i dati relativi alle convenzioni notarili di compravendita nel primo trimestre dell'anno. Nel complesso l'aumento è del +1,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, +1,5% per il residenziale. I notai confermano il balzo in avanti già annunciato dall'agenzia delle entrate (sebbene in tono minore), che però ha registrato uno stop ulteriore nel 2º trimestre dell'anno.

Se l'agenzia delle entrate aveva parlato di un aumento dell'1,6% rispetto allo scorso anno, secondo le convenzioni notariali si è trattato di un 1,3%. La variazione tendenziale per il settore residenziale è stata dell'1,5% e per il settore economico (+1,6%). il 93,1% delle convenzioni ha riguardato i trasferimenti immobiliari di unità a uso abitativo. a livello territoriale, importanti segnali di recupero al centro (+8,1%) e al nord est (+3,6%). variazioni negative si registrano al sud -(2,9%), isole (-2,7%) e nord ovest (-0,7%).

Istat, Compravendite immobiliari e mutui, I Trimestre 2014 - Scarica Pdf

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giovedì 16 ottobre 2014

Momento favorevole per il mutuo - Investimenti immobiliari - Riparte il lusso

#mutui Banche più disponibili e tassi ai minimi. Diminuisce importo medio richiesto Leggi

#casa Da bene rifugio per i piccoli investitori a mucca da mungere per il fisco Leggi

#immobili di lusso in timida ripresa. Su 100 in vetrina nel 2013 se ne vedevano 3 oggi circa 10 Leggi

lunedì 13 ottobre 2014

Bloccare l'ipoteca - Comprare a Budapest - Analisi Istat

Maggiori possibilità per bloccare l'ipoteca di Equitalia Leggi

A Budapest le case meno care d'Europa. Affari da 1000 euro al mq Leggi

Istat conferma calo dei prezzi delle case: - 11% in 4 anni Leggi

giovedì 11 settembre 2014

Censis: mercato immobiliare dimezzato dalla crisi. Questa volta la ripresa è pronosticata per giugno 2015


A fine anno saranno 419mila le abitazioni compravendute, erano 807mila nel 2007. La crisi immobiliare non lascia scampo. Il ritorno all'acquisto è legato a realtà locali, un esempio è Milano. Ma il resto del Paese versa nella stagnazione. «Siamo tornati al volume di scambi del 1984». È quanto rende noto questa mattina il Censis. Il fatturato del segmento immobiliare residenziale si è pertanto ridotto del 40% in cinque anni. La ripresa si vedrà solo a metà 2015, e sarà lieve e lenta. Non aspettiamoci nessun boom.

Nonostante alcuni segnali positivi, infatti, la previsione del Censis è che per il 2014 ci possa essere solo un modesto segnale di inversione di tendenza nel mercato immobiliare, con un volume di compravendite stimabile in circa 419mila unità a fine anno, cioè un valore appena superiore a quello registrato nel 2013. Quest'anno va pertanto considerato di transizione.
Tra i fattori positivi si segnalano un incremento nell'erogazione dei mutui, che a luglio 2014 ha riguardato 118mila famiglie rispetto alle 90mila dell'anno precedente, e i provvedimenti di incentivo dello «Sblocca Italia», che però avranno effetto dal prossimo anno. Sul lato negativo ci sono le tasse sulla casa (Imu, Tari e Tasi), da pagare in autunno, e soprattutto la riduzione del reddito disponibile delle famiglie (-9,8% dal 2008), che continua a determinare una debolezza della domanda solvibile.

Ma a pesare sul settore sono anche i lunghi tempi della burocrazia: in Italia sono necessari in media 234 giorni per le autorizzazioni edilizie (a Palermo si arriva a 316 giorni), ma in Germania ne bastano 97 e in Gran Bretagna 88. Ecco perché gli investitori prendono tempo o scelgono di non investire nel nostro Paese.

«Dopo aver conosciuto un decennio ruggente (1997-2007), con la crisi il mercato immobiliare si è letteralmente dimezzato. Nel settore residenziale siamo passati dalle 807mila abitazioni compravendute nel 2007 alle 403mila del 2013. Siamo tornati al volume di scambi del 1984: un arretramento di trent'anni». Lo afferma lo studio di Rur e Censis. Dal 2008 al 2013 i volumi del settore sono passati da 112 miliardi di euro ad appena 68 miliardi (-39,7%). Anche gli altri segmenti del mercato non residenziale di piccolo taglio (con esclusione dei complessi terziari per istituti di credito, centri commerciali e alberghi) registrano dinamiche simili: tra il 2008 e il 2013 -50,9% il fatturato per il settore singoli uffici, -55,1% per il settore dei piccoli negozi, -50,6% per il mercato dei capannoni industriali. In definitiva, il fatturato complessivo del settore immobiliare residenziale e del non residenziale di piccolo taglio ha registrato una riduzione di 57,7 miliardi, che equivalgono a tre volte il fatturato della Fiat e a quasi la metà dell'Eni.

- Paola Dezza, Il Sole 24 Ore, Casa24, 10 settembre 2014

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