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martedì 10 maggio 2022

Bankitalia, i prezzi delle case continueranno a crescere nel 2022

Secondo le stime di Bankitalia contenute nel Rapporto sulla Stabilità Finanziaria del 2022 i prezzi delle case continueranno a crescere a un ritmo sostenuto nel corso del 2022.

A partire da luglio del 2021 i prezzi degli immobili residenziali hanno ulteriormente accelerato in tutti i paesi europei, segnando incrementi molto marcati in Germania e Francia. Nel comparto commerciale invece le quotazioni sono scese in tutti gli Stati, in misura più accentuata in Francia.

In Italia è proseguita l’espansione del mercato residenziale. I prezzi delle abitazioni sono cresciuti con maggiore intensità rispetto alla prima parte dell’anno, ma meno che nel confronto internazionale. Le compravendite, pur assestandosi su livelli superiori di oltre un quarto rispetto agli ultimi sei mesi del 2019, hanno rallentato alla fine del 2021.

Secondo le valutazioni degli agenti immobiliari intervistati a febbraio nell’ambito delle nostre inchieste congiunturali, le prospettive per il mercato degli immobili residenziali restano nel complesso favorevoli, con un rafforzamento dei segnali di rialzo dei prezzi.

Secondo le stime di Bankitalia i prezzi delle case continueranno a crescere a un ritmo sostenuto nel corso del 2022. Gli indicatori che consentono di valutare le dinamiche del comparto residenziale rispetto alle tendenze di lungo periodo confermano i segnali di ripresa, ma non evidenziano rischi di sopravvalutazione.

L’andamento dei prezzi appare inoltre coerente con il miglioramento delle condizioni reddituali delle famiglie. Le compravendite degli immobili non residenziali sono aumentate nella seconda metà dello scorso anno e la discesa dei prezzi ha rallentato Nel 2021 le quotazioni degli uffici sono rimaste pressoché invariate; la contrazione dei prezzi dei negozi, pur in attenuazione, continua a essere più accentuata di quella dei capannoni industriali. L’incertezza sulle prospettive economiche potrebbe riflettersi sull’andamento del comparto. - Idealista.it, 9 maggio 2022

Luca Vona

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martedì 3 maggio 2022

Mercato immobiliare italiano: le previsioni tra inflazione e guerra in Ucraina

Il 2021 del mercato immobiliare è stato caratterizzato da una forte ripresa a livello globale che ha superato le attese più ottimistiche. A complicare le cose, però, oltre agli effetti della pandemia, l’inflazione e il conflitto in Ucraina. Re/Max Italia, con la collaborazione di Avalon Real Estate ha cercato di delineare i possibili sviluppi del mercato con il nuovo Real Estate Data Hub intitolato “Analisi andamento mercato immobiliare 2021 e outlook 2022”.

Il mercato immobiliare italiano nel 2022

L’andamento positivo del mercato immobiliare, rileva il report, è stato sostenuto dall’intervento delle Banche Centrali, dalla crescita reale del PIL e dall’aumento dei consumi e degli investimenti, nonostante gli elementi di imprevedibilità, quali la persistente crisi sanitaria e il recente conflitto russo-ucraino. Il numero delle transazioni nel 2021 ha registrato un andamento crescente rispetto al 2020 e al 2019 per tutti i comparti analizzati, grazie all’aumento della domanda interna combinata all’interesse degli investitori stranieri.

Mercato immobiliare residenziale: risultati 2021 e previsioni 2022

Il mercato immobiliare  residenziale risulta essere in piena ripresa: le transazioni realizzate nel 2021 sono state 190 mila in più rispetto a quelle del 2020 e 144 mila in più rispetto al 2019. Il mercato immobiliare è trainato dal nord Italia, dove si concentrano circa la metà delle transazioni. Ma è al sud e nelle isole che si registra l’incremento percentuale maggiore rispetto al 2020.

Per il 2022 si prevede un ulteriore trend positivo con un numero di transazioni attorno alle 710-720 mila e con prezzi in aumento tra l’1 e il 3%. L’attenzione degli investitori sarà indirizzata principalmente sulle grandi città, ma anche sui piccoli centri ben collegati e dotati di infrastrutture e servizi. Una tendenza dovuta soprattutto al rialzo dei prezzi nei centri urbani che si sta verificando negli ultimi mesi.

Nonostante l’immobiliare si dimostri da sempre uno dei segmenti più resilienti in momenti di crisi e incertezza, queste previsioni sono soggette agli andamenti di vari fattori quali la crisi sanitaria, l’aumento dell’inflazione e il conflitto Russia-Ucraina.

Altro fenomeno rilevato nel 2021 è la transizione verde che sta interessando anche il real estate con una sempre maggiore attenzione alla qualità dell’investimento e ai parametri di sostenibilità degli immobili. L’interesse per investimenti ESG compliant si sta manifestando in tutti i comparti e costituirà il principale driver di mercato dei prossimi anni.

I trend del mercato immobiliare residenziale

Fra le linee di sviluppo del mercato immobiliare residenziale, Re/Max Italia ne individua tre:

Città vs Provincia

Dal secondo trimestre del 2020 la domanda sembra spostarsi dai centri urbani a quelli extra urbani, confermando una progressiva valorizzazione dei contesti periferici con prezzi al mq più contenuti. Ciò trova conferma nelle analisi di transato elaborate dal Centro Studi di RE/MAX Italia secondo cui nel 2021 la domanda si è orientata maggiormente verso immobili con spazi verdi e metrature più ampie.

Preferenze, metrature, prezzi e tempistiche

Nel 2021 il trilocale si conferma la soluzione preferita dagli italiani, con metrature medie che vanno dai 90 mq nel nord e nel centro Italia ai 100 mq nel sud e nelle isole. Sul fronte dei prezzi, secondo i dati elaborati dal Centro Studi di RE/MAX Italia, si registra un aumento dell’1,5% in ambito residenziale, con una stabilizzazione nell’ultimo trimestre 2021. Positivi i dati sui tempi di vendita che si riducono ulteriormente rispetto al 2020.

Mutui

Il 2021 è stato contraddistinto dall’orientamento espansivo della politica monetaria, con condizioni di finanziamento molto favorevoli, che ha determinato un incremento della domanda e dell’effettiva erogazione di mutui con una preferenza per il tasso fisso. Secondo l’Ufficio Studi di 24MAX, se a inizio anno lo scenario già inquinato dalla pandemia non faceva prevedere un rialzo dei tassi, ora lo scoppio del conflitto in Ucraina costringe a rivalutare queste previsioni. L’Euribor è ancora in negativo ma l’Eurirs che regola i tassi fissi è in aumento e per il futuro – secondo 24MAX - sarà determinante l’andamento dell’inflazione, che potrebbe richiedere un intervento da parte della Bce con un incremento dei tassi e un impatto diretto sulle rate dei nuovi mutui e in particolare su quelli a tasso variabile. - Idealista, 2 maggio 2022

Luca Vona

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martedì 26 aprile 2022

Comprare case per investimento: ecco come il mattone può difenderci dall’inflazione

Tra inflazione e tassi di interesse in procinto di cambiare, l’investimento immobiliare sembra assumere sempre più i connotati di un rifugio sicuro, anche se chi cerca un’alternativa ad azioni e obbligazioni può comunque ritrovarsi a gestire qualche rischio. Gli esperti di Avalon segnalano uno studio di Bloomberg che cerca di fare chiarezza nello scenario immobiliare globale, spiegando perché comprare case per investimento può rappresentare una buona scelta per gli investitori.

Investire in immobili: rifugio sicuro?

Con l'inflazione ai massimi da quasi 40 anni e almeno tre rialzi dei tassi, la caccia ai rifugi sicuri è iniziata. Il settore immobiliare è considerato un approccio per proteggersi dall'inflazione, dato che la classe di attività di solito ha poca correlazione con azioni e obbligazioni. Quindi, naturalmente, l'interesse degli investitori è alle stelle, anche sullo sfondo di un mercato immobiliare super caldo, una bassa offerta di case e tassi ipotecari che minacciano di salire. Nikodem Szumilo, professore associato di economia presso l'University College London e specialista in economia e finanza urbana, ha affermato di aver ricevuto domande almeno due volte a settimana negli ultimi sei mesi su questo argomento.

"L'inflazione è piuttosto alta e l'aumento dei tassi non aiuterà immediatamente", spiega. "Quindi le persone stanno valutando cosa vogliono fare con i loro risparmi". Alcuni esperti affermano che l'acquisto di immobili ora, nonostante un mercato caldo e competitivo, sia una buona scommessa, dato che i tassi ipotecari sono ancora bassi. Altri affermano che, poiché il settore immobiliare è così localizzato, è caso per caso e le aree rurali potrebbero non offrire le stesse prospettive delle grandi città. Ma in realtà, dipende dalle circostanze e dall'orizzonte temporale di investimento di un individuo. Ecco alcune domande che gli investitori, sia professionisti che dilettanti, stanno valutando e cosa suggeriscono gli esperti.

Immobiliare e inflazione sono correlati?

A prima vista, immobiliare e inflazione non sembrano correlati. L'inflazione si basa sui prezzi al consumo, mentre l'edilizia abitativa si basa sull'andamento demografico, sull'edilizia e sull'offerta complessiva. Tuttavia, a lungo termine, inflazione e alloggi tendono a muoversi nella stessa direzione a causa dei salari e dei tassi di interesse. L'inflazione spesso fa aumentare i salari, il che a sua volta aumenta i budget per l'affitto e l'acquisto. L'inflazione compare spesso anche in ambienti con tassi di interesse bassi, come negli Stati Uniti e in alcune parti d'Europa ora, dove il costo del prestito è basso. Ciò aumenta anche la domanda di proprietà.

Con l'inflazione che ora raggiunge livelli che non si vedevano da anni, il settore immobiliare è un'opzione di investimento interessante. "Il settore immobiliare è un'alternativa al mercato azionario", ha affermato Benjamin Miller, amministratore delegato della piattaforma di investimento immobiliare Fundrise. “Le persone ci investono per lo stesso motivo per cui investono in criptovalute. Sono preoccupati per l'attuale sistema economico e vogliono opzioni".

L'inflazione potrebbe influire se stai cercando di vendere una casa?

Al momento l’inflazione mette il mercato delle case nelle mani dei venditori. Poiché il numero di case disponibili si sta riducendo, questo spinge i prezzi. "Mentre il prezzo di tutto il resto sale, il recente aumento dei costi delle abitazioni non sembra così male in confronto", ha affermato tuttavia Jeff Tucker, economista senior di Zillow. Quindi, a breve termine, è possibile che la domanda di acquisti immobiliari rimanga forte nonostante l'inflazione. L'aumento dei costi dei materiali da costruzione, dovuto all'inflazione e ai continui problemi della catena di approvvigionamento, potrebbe aumentare ulteriormente i prezzi delle case quest'anno poiché i costruttori di case li trasmettono ai consumatori. Ad esempio, i prezzi del legname sono ai massimi da mesi. Anche la carenza di forniture non aiuta. Un altro rischio rappresentato dall'inflazione è che con l'aumento dei prezzi di altri beni, come cibo e gas, i potenziali acquirenti di case potrebbero essere lasciati con meno da spendere in immobili, lasciando i venditori in asso. Ma Tucker prevede che i consumatori taglieranno le spese più discrezionali come viaggi, abbigliamento e intrattenimento, lasciando più spazio per necessità come l'alloggio.

Ora è un buon momento per comprare una casa?

Se sia un buon momento per comprare casa dipende dalle circostanze individuali. Sebbene possedere una casa possa salvarti dagli aumenti annuali degli affitti, i prezzi degli immobili sono aumentati molto a livello globale. Per coloro che sono interessati a rimanere in una casa per più di cinque anni, l'acquisto ha senso; ma se si pensa di dover vendere prima di allora, potrebbe essere meglio aspettare. I prezzi potrebbero infatti scendere nei prossimi anni, vanificando l’investimento.

Tuttavia, se la mossa è determinata dalla necessità, il momento è buono. I tassi sui mutui, anche se in lento aumento, sono ancora storicamente bassi. Questo è un vantaggio per coloro che acquistano una casa ora. "Potrebbe essere passato il momento migliore, ma sicuramente i tassi sono ancora molto bassi rispetto all'inflazione", ha affermato Aneta Markowska, capo economista finanziario di Jefferies. "Chiunque rifinanzia ora, bloccherà un tasso ancora incredibilmente interessante". Fiona Cincotta, analista senior del mercato finanziario presso City Index, consiglia a coloro che hanno mutui a tasso variabile - che hanno tassi di interesse che possono fluttuare - di guardare a un mutuo a tasso fisso ora per sfruttare il momento attuale.

Conviene investire in immobili commerciali?

Secondo gli economisti, l'apprezzamento degli immobili commerciali è stato in generale più timido di quello delle abitazioni, a volte addirittura non raggiungendo i tassi di inflazione a lungo termine. I contratti di locazione negli edifici per uffici tendono a essere più lunghi rispetto alle abitazioni, il che significa che gli affitti impiegano più tempo per adattarsi all'inflazione, il che può essere uno svantaggio per un investitore immobiliare. E durante la pandemia, l'aumento del lavoro a distanza e degli acquisti online ha ridotto la domanda di spazi commerciali e uffici. "In passato, le persone hanno investito in beni reali perché non riuscivano a trovare valore negli asset finanziari", ha affermato Lzieri. “C'era la sensazione che le azioni fossero così costose rispetto ai valori storici che hanno cercato altre fonti di reddito e si sono spostate su asset reali. Potrebbe non essere così in questo momento". Le case plurifamiliari sono un'altra storia. Poiché i contratti di locazione sono in genere in scadenza ogni 12 mesi, i proprietari hanno maggiori opportunità di inserire fattori come l'aumento dei costi delle utenze nell'affitto. - Idealista.it

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venerdì 15 aprile 2022

Compravendite residenziali, trend e previsioni per il 2022

Il 2021 è stato molto positivo per il mercato immobiliare residenziale: un rimbalzo prevedibile dopo i lockdown, che pone buone basi per una crescita anche per quest’anno. Al netto delle conseguenze di inflazione e guerra in Ucraina. Ecco le previsioni del gruppo Gabetti per l’immobiliare residenziale 2022.

“I risultati del 2021 hanno mostrato una decisiva crescita per il settore residenziale, che si conferma di forte interesse non solo per i privati, ma pure per gli investitori istituzionali. Per il 2022 ci aspettiamo ancora dati positivi, anche se saranno da valutare nel medio termine le conseguenze della crescita dell’inflazione e l’impatto della mutata situazione geopolitica” ha dichiarato Marco Speretta, direttore generale Gruppo Gabetti.

Mercato immobiliare residenziale, trend 2021

Nel 2021 il mercato residenziale ha segnato una significativa crescita in termini di volumi, chiudendo con una variazione delle compravendite del +34%, rispetto al 2020, per un totale di 748.523 transazioni (dati Agenzia delle Entrate). Da un lato si tratta di un rimbalzo prevedibile a seguito del calo registrato nel periodo di lockdown del 2020, dall’altro i dati mostrano una crescita del +24% rispetto al 2019. Tutte le macroaree hanno riscontrato una variazione positiva: +32,8% il Nord, +35,3% il Centro e +35,6% il Sud. Nel complesso i capoluoghi presentano una variazione del +28,7%, mentre i non capoluoghi del +36,5%.

Prezzi residenziali nelle grandi città

Secondo le rilevazioni operate presso le agenzie dei network Gabetti, Professionecasa e Grimaldi, nel 2021 nelle grandi città si è registrata una variazione dei prezzi intorno al +0,5%. Nel 2021 i tempi medi di vendita sono rimasti tendenzialmente stabili su una media di 4,3 mesi, mentre gli sconti medi sono calati lievemente, passando all’11% dal 12% del 2020.

Investimenti immobiliari nel 2021

Nell’ambito degli investimenti immobiliari, nel 2021 il residenziale ha registrato un totale di poco più di 300 milioni (3% del totale investito, pari a 9,2 miliardi di euro), registrando negli ultimi due anni una crescita nell’ambito degli investimenti capital market. Tra i segmenti che raccolgono più interesse da parte degli gli investitori si rilevano le iniziative di riconversione di immobili da uffici a residenziale e, nel contesto più ampio del residential to let, student housing e senior housing.

Previsioni sul mercato residenziale 2022

Per il primo semestre del 2022 si prevede una lieve crescita dei prezzi nel mercato residenziale, in un contesto di compravendite in aumento. Inoltre, soprattutto alla luce delle contingenze legate alla crescita dell’inflazione e alla guerra in Ucraina che stanno provocando un repentino innalzamento generale dei prezzi, si prevede un semestre caratterizzato da tassi d’interesse fluttuanti, con uno scenario che può subire variazioni mensilmente.

Un altro fattore da prendere in considerazione sull’andamento del mercato residenziale e creditizio nel 2022, è il vantaggio fiscale del Superbonus 110% (confermate le proroghe nella legge di bilancio per il 2022). Questo funge da stimolo alla domanda di abitazioni usate da riqualificare anche con ricorso a credito, in quanto i progetti di riqualificazione energetica degli immobili possono prevedere una sovrapposizione dei diversi incentivi oggi presenti nel panorama italiano che, a differenza del Superbonus, non coprono la totalità delle risorse investite.

Si segnala inoltre l’impatto della detrazione IRPEF per le ristrutturazioni, le detrazioni per gli interventi di riqualificazione energetica, il bonus facciate e il bonus verde, a cui si aggiungono il bonus arredamento ed elettrodomestici.

Si prevede infine che il residenziale sarà sempre più nel radar degli investitori e, in linea con i nuovi comportamenti di consumo e vita, caratterizzato da una crescita in termini di interesse, legata alle nuove forme di abitare multifamily, quali co-living, serviced apartment, oltre che per il senior living. - Idealista.it, 5 aprile 2022

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