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giovedì 27 gennaio 2011

La crisi del mattone arriva in Parlamento

Allarme della Commissione ambiente della Camera. Dopo 3 anni di flessione in "giacenza" 120 mila alloggi. Difficoltà anche sulle locazioni: "in nero" 500 mila affitti


Dopo tre anni di compravendite in calo, per il settore immobiliare si è creata una situazione critica: ad oggi sul mercato ci sono circa 120.000 appartamenti invenduti. A lanciare l’allarme è stata oggi la Commissione Ambiente della Camera nel documento conclusivo dell’Indagine conoscitiva sul mercato immobiliare. Ma la situazione non sembra lasciare presagire niente di buono e il peggio potrebbe ancora venire.

La Commissione parla infatti di «elementi di preoccupazione per il permanere di una tendenza negativa nel settore delle costruzioni che, a differenza di altri settori industriali, non sembra avere ancora toccato il punto minimo della caduta ciclica». Governo, Parlamento, Comuni e Regioni, ha detto il ministro per le Infrastrutture e i Trasporti Altero Matteoli, devono continuare a lavorare per trovare una soluzione al problema abitativo. «Una soluzione che non accontenterà tutti ma risolverà, se pur parzialmente, i problemi legati alla casa». «Tre anni di mercato in flessione - si legge nel documento della Commissione Ambiente - hanno prodotto il dato allarmante di uno stock di "giacenze" che ha ampiamente superato i 100 mila alloggi e oggi si attesta intorno ai 120 mila appartamenti invenduti».

I dati emersi dal mercato immobiliare sembrano tutti negativi: dal calo delle compravendite alla diminuzione dell’erogazione di mutui immobiliari, al peggioramento della qualità del credito erogato, al «preoccupante fenomeno di mancato accesso all’abitazione», all’aggravarsi del fenomeno degli sfratti. La Commissione evidenzia inoltre che «l’annosa questione dei ritardi dei pagamenti della pubblica amministrazione» ha assunto una «ormai inaccettabile caratteristica di sistematicità». C’è poi da fare i conti con una «struttura rigida dei mercati immobiliari, sbilanciati verso la proprietà (le case di proprietà rappresentano in Italia il 72% delle abitazioni), che determina serie difficoltà a dare risposta ai diversi fabbisogni della domanda abitativa in locazione». Per quanto riguarda in particolare le locazioni, «la situazione appare particolarmente difficile, se è vero che la quota di case in affitto in Italia (4,4 milioni, il 18,8% delle abitazioni totali) è nettamente inferiore rispetto agli altri Paesi europei (Germania 57,3%, Olanda 47,3%, Francia 40,7%) e, soprattutto, che l’offerta di edilizia sociale in Italia è nettamente inferiore a quella degli altri Paesi europei (4,5% sul totale, undicesima in Europa)». Inoltre c’è una «inaccettabile quota di affitti ’in nerò, che ormai supera le 500 mila abitazioni». I deputati mettono infine in evidenza il problema del rapporto fra sistema creditizio e mercato immobiliare, sottolineando «la necessità di una chiara inversione di rotta rispetto ad una fase negativa caratterizzata da una sensibile diminuzione sia dei finanziamenti delle banche alle imprese per gli investimenti sia delle erogazioni di mutui alle famiglie per l’acquisto delle abitazioni».

- La Stampa, Economia, 25 gennaio 2011