Il mercato immobiliare italiano ha aperto il 2025 con segnali di netta ripresa, segnando una significativa inversione di tendenza dopo il periodo di debolezza degli anni precedenti. L'effervescenza del mercato è stata alimentata dall'allentamento della politica monetaria della BCE e dal calo dei tassi di interesse, che hanno ripristinato la fiducia delle famiglie e sbloccato una domanda a lungo compressa.
Il balzo delle transazioni e il ruolo determinante dei mutui
Nel primo trimestre del 2025 si sono registrate 228.623 convenzioni notarili di compravendita, in aumento dell'8,7% su base annua. Il comparto abitativo si è dimostrato particolarmente vivace: l'Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) ha confermato la vendita di circa 172.000 unità abitative, un incremento dell'11,2% rispetto allo stesso periodo del 2024.
Il vero catalizzatore di questa ripartenza è stato il settore creditizio. Le convenzioni notarili relative a mutui e finanziamenti con ipoteca immobiliare sono aumentate del 31,5% su base annua, raggiungendo quota 88.820 convenzioni. I tassi di interesse sui mutui ipotecari sono scesi fino al 3,22%, segnando un ribasso di 76 punti base rispetto a marzo 2024. Il risultato: circa il 45,8% dei nuovi acquirenti ha potuto finanziare l'acquisto con un mutuo, un dato in crescita che testimonia il miglioramento delle condizioni di accesso al credito.
Una geografia della ripresa: il Nord traina, il Centro rallenta
A livello territoriale, la crescita è stata diffusa ma con intensità diverse. Il Nord ha trainato l'accelerazione con il Nord-Ovest in crescita del 17,2% e il Nord-Est del 13,2%. Anche il Mezzogiorno ha partecipato alla ripresa: il Sud ha registrato un aumento del 6,1% e le Isole del 6,9%. L'unica eccezione è stata la zona centrale, con una flessione del 4,0%. L'aumento delle transazioni ha riguardato sia i grandi centri (+9,2%) che i comuni più piccoli (+9,6%).
Il mercato a due velocità dei prezzi
L'Indice dei Prezzi delle Abitazioni (IPAB) su base annua si è attestato al +4,4% nel primo trimestre 2025. Tuttavia, i dati svelano un mercato diviso: la crescita è stata trainata dalle abitazioni esistenti, i cui prezzi hanno raggiunto un +4,9% su base annua—il valore più elevato dal 2010. Le case esistenti rappresentano l'82,4% del mercato.
Al contrario, le abitazioni nuove hanno rallentato bruscamente, fermandosi a un modesto +1,5% su base annua, contro il +9,2% del trimestre precedente. In termini congiunturali, il prezzo delle abitazioni nuove ha subito una flessione dell'8,7%, mentre quelle esistenti sono cresciute dell'1,7%.
Questi dati riflettono uno squilibrio: la domanda è cresciuta del 18,2% sulla singola offerta, a fronte di un'offerta limitata in nuove costruzioni (+0,3% totale). Il mercato premia le abitazioni esistenti, più accessibili e immediatamente disponibili.
Le dinamiche non residenziali e l'appetito degli investitori
Anche il settore non residenziale ha mostrato vitalità, con compravendite aumentate tra il 5% e il 5,4% nei primi tre mesi. I segmenti terziario-commerciali sono cresciuti del 6,7%. Gli investimenti istituzionali hanno raggiunto 2,58 miliardi di euro, in aumento del 29% rispetto al 2024. Logistica e industriale (+61%), ospitalità (+180%), retail (+619%) e living (+244%) si sono dimostrati i più attrattivi.
Prospettive: ottimismo prudente
Il 2025 si profila come l'anno della svolta: le transazioni residenziali rimbalzano, l'attività creditizia è in ripresa e l'accessibilità è migliorata. Tuttavia, permane cautela legata all'instabilità economica e geopolitica. La prosecuzione di questo trend dipenderà dalla stabilità macroeconomica e dal mantenimento di tassi bassi da parte della BCE.
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