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mercoledì 19 maggio 2021

Comprare casa con un mutuo, ecco perché nel 2021 conviene ancora

Resta su di tono il mercato dei mutui anche nell’anno della pandemia, tendenza che non si è esaurita all’inizio dell’anno in corso. Secondo il primo Credit Report di 24MAX 2021 il mutuo resta il prodotto ideale per comprare casa anche nel 2021. Riccardo Bernardi, Chief Deveopment Officer di 24MAX, spiega il perchè.

Comprare casa con un mutuo conviene ancora

“Il mercato del credito ha dimostrato di sostenere l’immobiliare per tutto il 2020 tanto è che le compravendite sono calate solo marginalmente, - spiega Bernardi. - Anche per il 2021 si prevede un situazione in cui le banche godranno di liquidità e il mutuo ipotecario rappresenta un prodotto di primario interesse”.

E’ quindi ancora un buon momento per comprare casa con un mutuo? “Tale situazione unita a tassi di interesse che, seppur in leggera crescita per il fisso, restano ai minimi storici rappresenta un momento ottimale per chi può acquistare un immobile”, afferma Bernardi.

Del resto, anche alla luce delle nuove agevolazioni sui mutui casa, non ci sono per ora motivi di ritenere che il mercato dei mutui subirà scossoni rispetto alla situazione attuale, che si mantiene costante in realtà dal 2019. Secondo quanto rilevato da 24MAX infatti, il mondo del credito nel 2020 ha mantenuto gli stessi volumi del 2019. Un risultato attribuibile prevalentemente alla crescita delle operazioni di surroga e sostituzione.

Anche nei primi mesi del 2021 il momento di liquidità continua. Lo scenario restituisce un andamento dei flussi dei mutui erogati lievemente negativo (-1,5%), sostenuto prevalentemente dai nuovi mutui (+5%), a fronte di un significativo calo di surroghe e sostituzioni (-31%).

Mercato immobiliare italiano, previsioni per il 2021

Se fare previsioni certe può essere un poco azzardato, gli esperti sono comunque ottimisti: piano vaccinale, Recovery Plan, Superbonus e Ecobonus fanno prevedere una ripresa economica già dall’anno in corso, con una ripartenza dei consumi e degli investimenti. Nel 2020 il mercato immobiliare residenziale si è mostrato resiliente, con un calo delle compravendite limitato al 7,6% annuo, secondo il Bollettino Economico di Banca d’Italia, ma mettendo a segno un andamento crescente già nell’ultimo trimestre (+9% rispetto al 2019). Un’anticipazione della ripresa prevista per il 2021, in cui si prospetta una risalita graduale che andrà a rafforzarsi nel 2022, anno in cui si stima un ritorno ai livelli pre-pandemia. Il mercato immobiliare italiano continuerà ad attrarre investitori, anche internazionali, alla ricerca di immobili caratterizzati da qualità del costruito, elevati livelli di comfort ed efficienza energetica.

Mutui a tasso fisso e variabile, andamento e previsioni 2021

Cosa prevedere invece per il mercato dei mutui nei prossimi mesi? Risponde Bernardi: “Fare previsioni risulta complesso, soprattutto in un momento di incertezza come quello attuale; tuttavia, per quanto riguarda il credito, si prevede un perdurare del momento di liquidità e quindi la disponibilità degli istituti bancari a finanziare il settore immobiliare”. Anche la nascita del nuovo Governo e il conseguente calo dello spread hanno contribuito ad alimentare un clima di generale fiducia a livello finanziario in grado di tradursi in una maggiore propensione delle banche all’erogazione di mutui.

I prodotti più richiesti al momento continuano a essere mutui a tasso fisso che quotano l’88,8% delle nuove erogazioni. Un dato confermato dall’Ufficio Studi di 24MAX, che registra però una lieve flessione rispetto ai dati di mercato. “Sulla base del nostro transato, il tasso fisso rappresenta l’84% dei mutui erogati nel primo trimestre 2021. In questo scostamento rispetto ai dati di mercato si potrebbe leggere un primo segnale di inversione di tendenza tra fisso e variabile”, commenta Marco Boidi, Head of Sales Network di 24MAX. “Per alcune tipologie di acquirenti, infatti, la scelta del tasso variabile potrebbe essere più conveniente”. Boidi fa riferimento a quella categoria di compratori interessati all’acquisto di una casa, ma consapevoli che non si tratti dell’immobile della vita. Una soluzione abitativa, quindi, che potrebbe durare solo 8/10 anni, come nel caso di giovani single che in questo lasso di tempo potrebbero costruire una famiglia. - Idealista.it, 17 maggio 2021

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mercoledì 12 maggio 2021

Che tipo di casa conviene comprare (o affittare) se hai meno di 44 anni

Nella scelta tra affitto e acquisto anche gli italiani sotto i 44 anni confermano lo stereotipo: secondo l’Ufficio Studi Tecnocasa il 71% circa di essi è proprietario di casa mentre il 29% va in affitto. La fotografia abitativa del 2020.

Comprare casa per investimento o no?

Rispetto al 2019, nonostante l’emergenza sanitaria in atto, si registra un lieve aumento della percentuale di coloro che hanno scelto l’acquisto, probabilmente incentivati da tassi sui mutui sempre più convenienti. Gli under 44 hanno comprato soprattutto l’abitazione principale (86,5% dei casi), mentre sono basse le percentuali di acquisti per investimento e per case vacanza (rispettivamente il 10,2% ed il 3,3%). Un anno fa si registravano percentuali sostanzialmente uguali, con una lieve flessione degli acquisti per investimento (da 10,9% a 10,2%) ed un leggero aumento della percentuale di compravendite di casa vacanza (da 2,7% a 3,3%). L’emergenza sanitaria ha determinato una leggera frenata degli acquisti per investimento ed una maggiore vivacità sul settore della casa vacanza.

Quale casa scelgono gli under 44? Nel 2020 la tipologia più compravenduta dagli under 44 si conferma il trilocale con il 35,4% delle scelte, ma si segnala un aumento della percentuale di acquisti di soluzioni indipendenti e semindipendenti che si attestano al 22,6% (si fermavano al 19,6% un anno fa). L’emergenza sanitaria ed i periodi di lockdown infatti hanno determinato un maggior interesse per abitazioni più ampie e dotate di spazi esterni.

Mutui casa per gli under 44

Nel 2020 il 64,4% degli acquirenti under 44 ha comprato casa con l’ausilio di un mutuo, percentuale in crescita rispetto al 2019 quando si fermava al 62,6%. Il dato conferma una maggiore propensione al credito anche degli acquirenti più giovani, determinata dai tassi di interesse sui mutui ai minimi storici.

Case in affitto per gli under 44

Analizzando il mercato delle locazioni emerge che il 68,0% degli under 44 ha optato per questa soluzione come scelta abitativa, il 26,3% per motivi legati al lavoro e il 5,8% per motivi legati allo studio. Rispetto al 2019 diminuisce la percentuale di affitti legati al lavoro ed allo studio che un anno fa raggiungevano rispettivamente il 29,0% e l’8,3%. Anche in questo caso lo stato di emergenza sanitaria, con il ricorso allo smart working ed alla Dad, ha inciso negativamente sul numero di stipule di contratti di locazione da parte di lavoratori trasfertisti e di studenti universitari. - Idealista.it, 12 maggio 2021

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martedì 11 maggio 2021

Roma: la pandemia condiziona il mercato immobiliare. La situazione quartiere per quartiere

Le quotazioni delle case sulla piazza capitolina sono ribassate nel 2020 del 2,4%. È quanto emerge da una ricerca di Tecnocasa, secondo cui le compravendite sono diminuite ai minimi dal 2016. La minore presenza degli investitori ha penalizzato soprattutto le zone centrali e quelle turistiche.
   
L'andamento del mercato immobiliare a Roma

Il mercato immobiliare di Roma ha chiuso il 2020 con un segno negativo. A causa della pandemia, che ha inciso soprattutto sul fronte turistico (cui la capitale è fortemente legato), sono calate sia le quotazioni, sia le compravendite finalizzate.

Gli effetti dell’emergenza sanitaria, in particolare, si sono fatti sentire nella prima parte dell’anno (quella segnata dal primo lockdown), mentre il mercato ha mostrato una relativa migliore tenuta nella seconda metà. Nel dettaglio, secondo l’analisi dell’Ufficio Studi, nel secondo semestre i valori immobiliari hanno chiuso con un calo dello 0,9%, complessivamente l’anno è stato archiviato con una flessione del 2,4%.

Centro e le zone turistiche soffrono la frenata degli investitori

L’incertezza si è fatta sentire anche sul mercato immobiliare romano che, anche per la pandemia, ha continuato a respirare il clima dimesso visto negli ultimi anni. In particolare, non si notano importanti cambiamenti, fatta eccezione per il centro e per le zone più turistiche dove la frenata degli investitori si è fatta sentire di più. Negli ultimi 10 anni gli immobili di Roma hanno perso il 33,7%, percentuale leggermente più alta rispetto alla media delle grandi città (-30%) e la perdita accumulata nel 2020 (che è per altro maggiore rispetto al -1,6% accusato nel 2019) è la più ampia degli 4 quattro anni. Le compravendite sono scese a 29.505 (minimi dal 2016), ma meno del 10% accusato dalle altre metropoli.

Il mercato vivacizzato dalla ricerca della prima casa

Nella seconda parte dell’anno l’andamento dei prezzi non è stato omogeneo sulla piazza capitolina. Alla relativa tenuta dei valori registrata nelle macroaree di San Giovanni-Roma Est e Cassia-Torrevecchia (-0,2% annnuo per entrambe), fanno da contraltare gli assestamenti più ampi di Villa Ada-Monte Sacro (-1,6%), Monteverde-Aurelio (-1,4%), Prati-Francia (-1,4%), Policlinico-Pietralata (-1,3%) e Roma Sud (-1,3%). Stessa sorte in centro (-1,3%), dove il mercato è comunque in movimento e la domanda è alimentata soprattutto da acquirenti di prima casa. Sono presenti anche gli investitori, ma l’incertezza del Covid si fa sentire su questi ultimi, soprattutto se decisi a fare affitto turistico.

In Centro chi cerca la prima casa si orienta su ampie metrature, possibilmente con spazi esterni ed affacci importanti. Rilevante in questi casi la presenza di ascensore, panoramicità, spazio esterno e luminosità. Su questi immobili, se di piccolo taglio, si toccano top price di 13 mila euro/mq raggiungibili in piazza di Spagna. In piazza del Popolo e via del Babuino i valori sono di 8-9mila euro/mq. Sul segmento di pregio si muovono sia acquirenti italiani sia stranieri. Valori di 7-8mila/mq per le soluzioni in via Veneto, Fontana di Trevi e piazza Navona. Intorno al Pantheon e nel Ghetto Ebraico non si superano 8000 euro/mq per le soluzioni da ristrutturare, con punte di 10mila per le case in buono stato.

Città Giardino, cercate le soluzioni da ristrutturare

A Villa Ada-Monte Sacro ci sono quartieri che accusano un calo più marcato, come Talenti-Città Giardino e Bufalotta-Talenti (7,1%). Tengono a Montesacro-Conca d’Oro. A Città Giardino i prezzi sono in lieve ribasso.

I potenziali acquirenti sono più prudenti, in particolare i liberi professionisti che sono stati i più colpiti dalla pandemia. La preferenza è accordata soprattutto alle tipologie da ristrutturare, per poterle personalizzare. Le soluzioni usate costano da 2700 a 3000 euro/mq. Il nuovo si scambia a 4mila euro/mq tra le zone preferite quelle più verdi e con un’offerta più residenziale. Ad acquistare qui sono soprattutto famiglie, mentre sono poco presenti gli investitori.

Fleming-Vigna Clara, area penalizzata dai servizi

Nelle macroaree di Prati-Francia e Monteverde-Aurelio la disponibilità di spesa dei potenziali acquirenti è in calo e i tempi di vendita sono in leggero aumento. La zona registra soprattutto acquisti di prima casa ma non mancano investitori, sporadici, che acquistano bilocali da mettere a reddito.

Si segnala una sostanziale stabilità dei valori nel quartiere Prati, un lieve calo in zona Balduina e una maggiore sofferenza in Fleming-Vigna Clara determinata quest’ultima dalla mancanza di collegamenti veloci con la capitale. Questo comporta una domanda interna e fa sì che si muovano soprattutto residenti. Si segnalano difficoltà sui tagli più ampi, che restano più tempo sul mercato.

La voglia di verde premia l’Eur, bene Ostia

In sofferenza i valori a Roma Sud e Policlinico Pietralata, mentre tengono a Ostia, Marconi, Eur dove sono cercate case più ampie con spazi esterni. L’Eur ha attirato richieste grazie alla presenza di servizi e di un polmone verde, il quartiere Marconi, con un’offerta che accontenta più esigenze tra cui anche quelle di nicchia, di chi cerca casa con vista sul Tevere. Il quartiere è stato oggetto di restyling, con la creazione di un ponte pedonale. Bene Ostia: qui il mercato interno si muove con compravendite migliorative che chiedono spazi esterni e terrazzi e, allo stesso tempo, registra richieste di case da parte di residenti in quartieri limitrofi alla ricerca di metrature più ampie.

Stabilità dei valori a San Giovanni-Roma Est

Sostanzialmente stabili, secondo la tabella di Tecnocasa, i valori immobiliari registrati nelle macroaree di San Giovanni-Roma Est e Cassia-Torrevecchia. Nella prima hanno tenuto i prezzi nel quartiere di San Giovanni in Laterano, mentre c’è stato un leggero calo in Largo Preneste che ha interessato, in modo particolare, le tipologie più popolari che si affacciano su via Prenestina. Le quotazioni medie qui si aggirano intorno a 2-2500 euro al metro quadrato: chi acquista ha una bassa disponibilità di spesa che, in questo momento, appare più prudente. Tiene invece il mercato delle soluzioni più residenziali con portineria, giardino e, talvolta, piscina. In questi casi i prezzi toccano anche a 3-3500 euro/mq. - Fernando Mancini, Mutuionline.it, 5 maggio 2021

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giovedì 6 maggio 2021

Mercato immobiliare residenziale, previsioni al rialzo per i prezzi 2021

Nonostante la pandemia, i mercati immobiliari d’Europa, soprattutto per quanto riguarda il residenziale, mostrano segni di continua crescita. Secondo l’European Housing Report 2021 realizzato da RE/MAX Europe, si delinea un mercato del real estate residenziale contraddistinto da un forte aumento dei prezzi.

Secondo quanto rilevato, a spingere il mercato sarebbe chi compra casa per la prima volta e chi compra una casa più grande e più costosa di quella che già possiede, cosa tutt’altro che infrequente date le conseguenze del covid sul modo di vivere.

Come cambia la domanda di immobili con la pandemia

La vivibilità del quartiere gioca un ruolo significativo nel processo di acquisto della casa, contribuendo alla delocalizzazione che è emersa durante la pandemia. La vivibilità è definita dai diversi fattori che determinano la qualità della vita. Secondo l'indagine condotta da RE/MAX, i cinque fattori di vivibilità più importanti per gli europei sono: la vicinanza a spazi verdi e negozi di prossimità, l'accessibilità economica, la vicinanza al lavoro e ai trasporti pubblici.

Mercato immobiliare europeo, le conseguenze del covid

A seguito della pandemia, il 35% degli europei si dichiara interessato a comprare o vendere casa. Nonostante ciò, alcuni venditori preferiscono attendere la fine della pandemia, auspicando migliori condizioni. Ciò ha determinato una contrazione dell’offerta nell'ultimo anno.

In generale, quasi un quarto degli europei (22%) che ha comprato o venduto casa si è affidato a un agente immobiliare professionale. Il 62% degli intervistati ha manifestato soddisfazione per la consulenza fornita dagli agenti immobiliari. Il 25% degli intervistati dichiara la volontà di rivolgersi a un agente immobiliare nel prossimo futuro.

Domanda di immobili residenziali in Italia

Attualmente è la domanda che traina il mercato immobiliare in Italia, fortemente condizionato dai bassi tassi di interesse, dall’occupazione, dall’offerta e dalla convenienza. Il maggior dinamismo del mercato immobiliare italiano si registra per case bifamiliari, unifamiliari e immobili con spazi ricreativi. Nel 2020 il prezzo medio di vendita in città è stato di 265.178 euro per le case e 153.186 euro per gli appartamenti.

Le differenze di prezzo registrate anno su anno (2019 vs 2020) dipendono in modo significativo dal tipo di proprietà. Aumenti di prezzo dunque per grandi ville in periferia, appartamenti e case più piccole in città; prezzi in diminuzione per case più piccole e appartamenti fuori città. Andamenti che, unitamente a una generale diminuzione dei giorni sul mercato, riflettono il cambiamento dei desiderata di chi vuole comprare/cambiare casa a causa della pandemia. In generale, per l’Italia si prevede un aumento dei prezzi del comparto residenziale dal 3 al 5%. - Idealista.it, 3 maggio 2021

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