venerdì 20 novembre 2015

Investimenti stranieri in immobili italiani: 5 miliardi da inizio 2015

Dopo gli anni della crisi, quasi raddoppiati in 1 anno (+87%) gli investimenti immobiliari da parte degli stranieri nel nostro Paese. L'Italia torna attraente


LONDRA – In Italia riparte il mercato del mattone e gli investitori della City lo seguono con grande attenzione. E’ questo in sintesi il risultato del convegno che si è svolto a Londra sul tema del “nuovo” mercato immobiliare italiano, organizzato da Legance-Avvocati Associati con la partecipazione di numerosi e importanti operatori del settore del nostro paese e internazionali. Dopo il lungo declino che ha fatto seguito alla grande crisi finanziaria del 2008, i dati presentati alla conferenza indicano un chiaro indice in risalita per le transazioni immobiliari effettuate in Italia dal 2012 a oggi. “L’evento di stamane ha confermato il grande interesse della comunità degli affari internazionale verso il mercato italiano”, commenta Marco Gubitosi, direttore dell’ufficio londinese della Legance. “Quello che gli investitori ci comunicano è che sono realmente pronti a tornare in forze nel nostro paese, è un’occasione storica che non dobbiamo lasciarci sfuggire”. Gli fa eco Gabriele Capecchi, uno dei senior partners ovvero soci della Legance, che con 200 avvocati e sedi a Milano, Roma e Londra è uno dei principali studi legali italiani per dimensione e fatturato: “E’ stato molto positivo il confronto con il mondo bancario che ha indicato una rinnovata disponibilità a guardare con attenzione ai dossier immobiliari in Italia. Un segnale che è emerso dalla discussione odierna è che la comunità degli operatori immobiliari può e deve presentarsi compatta per chiedere al nostro governo di continuare con quelle riforme che evidentemente stanno dando finalmente i loro frutti”.

Intitolato “Italy is back” (L’Italia è tornata – nel senso di rinata), il convegno ha illustrato a banche e investitori internazionali una serie di dati confortanti sull’economia italiana al di là dei progressi registrati in campo immobiliare: un avanzo primario tra i più alti in Europa pari all’1,7 per cento del pil; nel 2014 il più alto tasso di crescita dell’avanzo commerciale (+47 per cento) tra i paesi dell’Unione Europea; un tasso di attuazione delle riforme da parte del governo Renzi in continua crescita (dal 22 per cento nel giugno 2014 al 68 per cento nel settembre 2015); il continuo aumento dell’indice del clima di fiducia dei consumatori secondo le stime dell’Istat; un netto aumento di mutui e finanziamenti, che nel secondo trimestre 2015 hanno registrato un aumento del 23,1 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; più di 5 miliardi di euro di investimenti nel mercato immobiliare italiano da parte di investitori esteri nei primi nove mesi del 2015 ( di cui 1 miliardo e mezzo solo nel terzo trimestre), con un incremento dell’87 per cento rispetto ai primi nove mesi del 2014; senza dimenticare il fatto, hanno sottolineato gli interventi, che l’Italia è oggi la quinta maggiore economia manifatturiera al mondo e la seconda nell’Unione Europea, dietro Cina, Germania, Corea del Sud e Giappone. Alla conferenza, aperta dall’ambasciatore italiano a Londra Pasquale Terraciano, sono intervenuti fra gli altri rappresentanti della Blackstone, del Frotress Investment Group, dell’Aventicum Capital Management, della Cornerstone Real Estate, della Unicredit, della Banca Imi, della Merryl Lynch, dell’Unipol, della Cassa Depositi e Prestiti, oltre agli avvocati e soci della Legance.

- Enrico Franceschini, la Repubblica, 12 novembre 2015

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sabato 7 novembre 2015

I prezzi delle case si stanno stabilizzando?

Ritorno alla casa. Le transazioni salgono, ormai tutte le fonti concordano: ma cosa accade ai prezzi? A seconda dell’ufficio studi o della provenienza delle notizie, i dati non sempre sono allineati. E in più: a chiusura dell'Expo, si può dire che anche sul mattone made in Italy ci sia stato un effetto positivo, così come per il settore food e dell’immagine del Paese più in generale? Cerchiamo di rispondere a questi interrogativi.

Lo scenario visto dalla Banca d’Italia 
Secondo quanto si legge nel rapporto sulla stabilità finanziaria di Bankitalia, «lo stock di abitazioni invendute è ancora elevato, ma le condizioni del settore immobiliare sono in graduale consolidamento. Si è arrestato il calo dei prezzi degli immobili. Gli indicatori prospettici prefigurano la prosecuzione del miglioramento nei prossimi mesi».
Il sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni evidenzia un aumento delle compravendite rispetto allo stesso trimestre del 2014, mentre la maggioranza degli operatori immobiliari (51%) continua a segnalare una riduzione dei prezzi di vendita (la quota a luglio era del 56%). Cresce anche la percentuale (al 47% dal 42%) degli agenti immobiliari che indicano prezzi di vendita stabili. Il sondaggio è stato effettuato su 1.262 agenzie immobiliari ed emerge che il 71,6% degli agenti ha venduto almeno un’abitazione, una quota stabile rispetto al trimestre precedente ma in aumento di circa sette punti percentuali nel confronto con lo stesso trimestre del 2014. Ne emerge poi un ottimismo più accentuato tra gli addetti ai lavori sulle prospettive future: un miglioramento del mercato nazionale, in un orizzonte di due anni, è atteso ora dal 53,1% del campione (43,1% a luglio) a fronte di una riduzione della pattuglia dei pessimisti (12,1% contro il 21% circa tre mesi fa).

Ottimismo sulla fine del calo dei prezzi... 
Da un’altra fonte arrivano segnali più ottimisti, soprattutto sul fronte dei prezzi, che secondo Idealista.it si sono risvegliati. Una percezione, dunque, diversa. A spiegarla forse il fattore temporale, oltre a una base diversa di osservazione . Secondo Idealista.it, a ottobre (quindi un mese dopo il rilevamento a cui si ferma l'indagine della Banca d'Italia), i prezzi sono leggermente aumentati, per la prima volta da dieci mesi: +0,2% il dato rilevato dal portale. Ma attenzione: rispetto a un anno fa il prezzo medio è comunque calato del 4,2%. Guardando alle città capoluogo, sono 26 quelle con variazioni positive su 79 attualmente monitorate. I rimbalzi più sensibili riguardano Novara (4,5%), Vercelli (3,5%) e Mantova (2,5%). All'estremo opposto della tavola troviamo Cuneo (-6,7%) a guidare la graduatoria dei ribassi, davanti a Bergamo (-5,1%) e Como (-5%). Tra i grandi mercati, migliorano Milano (0,8%) e Napoli (0,6%); perde terreno Roma (-1,2%); situazione piuttosto stabile per gli altri capoluoghi di regione ad eccezione di Firenze, che registra un secco calo del 2% nel mese appena trascorso.
Nella graduatoria dei prezzi Venezia (4.421 euro al mq) rimane al top dei valori davanti a Firenze (3.421 euro al mq), terzo posto per Milano (3.411 euro al mq) che supera per la prima volta Roma. Dall'altra parte Biella (818 euro al mq) è la città più economica seguita da Caltanissetta e, ultima, Agrigento (978 euro al mq). Per la realizzazione di quest'indice sono stati analizzati i dati di 325.128 annunci immobiliari pubblicati su idealista tra l'1 e il 30 ottobre del 2015; questi immobili hanno superato il controllo qualità basato su informazioni come: prezzo, dimensione, distribuzione e non duplicazione.

... ma il segno per ora resta meno 
Nel segno della discordanza delle fonti, invece secondo Tecnocasa i prezzi a Milano non sono saliti, nemmeno con l’effetto-Expo, anche se decisamente si vedono i segnali di ripresa sul fronte delle transazioni, in aumento del 5,9% nei primi sei mesi dell'anno. Ma i prezzi sono ancora in diminuzione dello 0,9%, con l'eccezione, secondo Tecnocasa, di Brera e corso Como, dove il mercato è particolarmente dinamico. Nell’area intorno a corso Lodi dall’inizio dell’anno si registrano più richieste a uso investimento, in particolare di bilocali da mettere a reddito, grazie alla vicinanza dell’Università Bocconi e anche alla presenza della Fondazione Prada, che con il suo arrivo sta riqualificando buona parte della zona. «I lavori quasi ultimati della MM 5, da Sempione a San Siro passando per la Fiera, non hanno sortito effetto sui valori immobiliari delle zone interessate ma un maggiore interesse e curiosità – riporta Tecnocasa –. I valori della macroarea Fiera-San Siro sono infatti rimasti stabili».

- Evelina Marchesini, Il Sole 24 Ore, Casa24, 6 novembre 2015

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