martedì 12 aprile 2016

L'identikit dell'investitore immobiliare

Ad investire nel mattone sono soprattutto imprenditori, dirigenti e liberi professionisti con liquidità. Ecco qui di seguito i dati sulle compravendite immobiliari finalizzate a "mettere a reddito".

Compravendite immobiliari

In questi anni di crisi economica le compravendite immobiliari hanno subito un brusco stop e, secondo un’analisi svolta dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, il 16,2% degli acquisti di immobili sono stai conclusi da investitori. La ricerca è stata effettuata sulla base delle compravendite delle agenzie affiliate in Italia, nel secondo semestre 2015. La gran parte degli acquisti, come è facile immaginare, riguarda la prima casa (76,4%), poi c’è un 7,4% di case vacanze, percentuale in leggero aumento rispetto allo stesso periodo del 2014. Il numero degli investitori nel mattone è rimasto invece sostanzialmente stabile.

Valore di mercato immobili, criteri di calcolo

L’investitore “tipo” che compra un immobile per “mettere a reddito” ha le seguenti caratteristiche:

età 45-54 anni (32%), a seguire 35-44 anni (27,7%);
coniugato (70%) contro il 30% di single, compresi celibi/nubili, separati/divorziati e vedovi;
imprenditore, dirigente o libero professionista (29,2%), a seguire impiegati (26,5%) e pensionati (14,8%);
con liquidità per effettuare l’acquisto (77,3%), mentre nel 22,7% dei casi con l’ausilio di istituti di credito ovvero ricorrendo a mutuo bancario.

Valutazioni immobiliari in garanzia: linee guida

La tipologia di immobile più diffusa tra chi acquista per mettere a reddito il bilocale (45,5%), contro il 34,7% dei trilocali. In calo gli investimenti in monolocali, che passano dal 9% del 2014 al 2% del 2015.

- Francesca Vinciarelli, PMI.it, 5 aprile 2016

martedì 5 aprile 2016

Ancora giù i prezzi delle case, ma è quasi raddoppiata la domanda di mutui

No, non è una brutta notizia. Il taglio ai minimi storici del costo del denaro e lo sgonfiamento dei prezzi delle case spingono la ripresa immobiliare.

Indice Istat: nel 2015 i prezzi delle abitazioni sono scesi del 2,4%, flessione del 13,9% negli ultimi cinque anni

Nel 2015 i prezzi delle abitazioni sono scesi del 2,4% rispetto al 2014, mentre per quanto riguarda l'ultimo trimestre dell'anno la diminuzione è stata dello 0,2%. A dirlo è l'Istituto nazionale di statistica, che ha registrato negli ultimi cinque anni una flessione del 13,9% dei valori delle case.

In media nel 2015 i prezzi delle case sono scesi del 2,4% rispetto all'anno precedente (quando la variazione era stata pari al -4,4%). Il calo è imputabile a una flessione del 2,8% dei prezzi delle abitazioni esistenti (dopo il -5,2%) del 2014) e dell'1,3% dei prezzi di quelle nuove (era -2,2% nel 2014). Un ridimensionamento nella caduta dei prezzi che è stato contemporaneo a una ripresa delle compravendite. Negli ultimi cinque anni, i prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 13,9%.

Indice Istat: nel 2015 i prezzi delle abitazioni sono scesi del 2,4%, flessione del 13,9% negli ultimi cinque anni

Analizzando i dati del quarto trimestre del 2015, l'indice dei prezzi delle abitazioni è sceso dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,9% nei confronti dello stesso periodo del 2014.  Nel dettaglio, i prezzi delle abitazioni usate, dopo il -2,8% del terzo trimestre, hanno registrato un calo pari all'1,0% nel quarto. I prezzi delle abitazioni nuove sono diminuiti su base annua dello 0,5%.

Erogazione mutui 2015 +70,6% rispetto al 2014

Il mercato del credito per le abitazioni continua a dare segnali positivi. Come rilevato dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, considerando l’intero anno 2015, sono stati erogati alle famiglie italiane finanziamenti per l’acquisto della casa per 41.247,1 milioni di euro. Il saldo annuo, se confrontato con quanto rilevato nei 12 mesi precedenti (intero anno 2014), segna un aumento dei volumi pari a +70,6%, per un controvalore di +17.064,4 milini di euro.

Le erogazioni sono in aumento da due anni e superano abbondantemente i 10 miliardi di euro. Era dalla metà del 2011 che non si toccava quota 13 miliardi. Si tratta di un trend suffragato anche dalle performance positive riscontrate mensilmente, che vedono incrementi importanti a partire dalla metà del 2014 e volumi raddoppiati dall’estate scorsa.

Macroaree

Il quarto trimestre 2015 vede un incremento delle erogazioni in tutte le macroaree. La performance migliore spetta ancora una volta alle Isole, dove i quasi 870 milioni di euro sono il doppio rispetto a quanto erogato nel quarto trimestre 2014. I volumi raddoppiano anche nel Centro e nel Sud Italia, mentre il Nord-Ovest si conferma la macroarea dove si eroga di più, con più di 4,3 miliardi di euro. Anche l’Italia Centrale fa segnare una performance interessante: i volumi sono aumentati del 68% e adesso superano i 2,8 miliardi di euro.

Analizzando l’intero anno 2015 si registrano volumi in aumento in tutte le macroaree italiane. Il Meridione eroga 5.750 milioni di euro e fa ancora segnare il miglior andamento, con un incremento dell’84%. Con un aumento del 79,6% e volumi pari a 10,3 miliardi di euro, il Centro Italia si posiziona al secondo posto sia per andamento sia per totale erogato. Con quasi 14 miliardi di euro, invece, è il Nord-Ovest l’area dove si eroga di più e i suoi volumi sono aumentati del 63,3%; la performance è simile nel Nord-Est, dove però i volumi sono 8.900 milioni di euro.

Fonte: Idealista, 5 aprile 2016