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lunedì 23 novembre 2009

L'immobiliare non rialza la testa. Si spera nello scudo fiscale

L'immobiliare non rialza la testa. L'ultimo bollettino dell'Agenzia del Territorio sul trimestre agosto-settembre 2009 è un ritratto con poche luci e molte ombre. La prevista frenata del mercato residenziale c'è stata ma appare poco sensibile. Peggiorano invece in modo deciso le transazioni degli immobili per l'impresa: uffici, negozi e capannoni. Il dato però forse più preoccupante arriva dal Nord del paese, interessato da cali significativi e trasversali a tutti i comparti. I pochi segnali positivi ci sono stati in alcune piazze o comparti immobiliari del Sud e in due grandi città: Roma (+1,6%) e Genova (+2%), che ribaltano le precedenti rilevazioni negative. Nel comparto residenziale prosegue nel trimestre un trend di complessivo calo delle transazioni, sia pure con tassi in progressiva (ma lieve) contrazione: tra agosto e settembre il calo tendenziale è stato dell'11% (contro il -18,5% e il -13% rispettivamente del primo e del secondo trimestre 2009). Nel terzo trimestre il rallentamento ha interessato maggiormente le grandi città rispetto ai propri hinterland e – come si diceva – con andamenti in progressivo peggioramento nel Nord (-14,7%) rispetto al Centro (-8,2%) e al Sud (-6,6%). L'aspetto meno incoraggiante è che mentre Centro e Sud attenuano i precedenti dati tendenziali di quest'anno, il Nord li peggiora (rispetto al -12,7% fatto registrare fra aprile e giugno 2009). Un caso negativo che fa scalpore è quello di Milano, che nel terzo trimestre ripiomba a -14,1% dopo avere messo a segno un +4% nel precedente trimestre. Torna in negativo anche Bologna (-3,4%), anch'essa protagonista di un'eccezionale performance nello scorso trimestre (+9,8 per cento). Ma tra le grandi città il peggiore bilancio è quello di Firenze, con un -27 per cento. La stasi del mercato residenziale emerge chiaramente dal dato dei primi nove mesi del 2009: -14,2% sul 2008 contro il -14,8% del 2008 sul 2007. I tecnici dell'Agenzia stimano che il 2009 si chiuderà con circa 595mila transazioni di residenze in Italia, rispetto alle 815mila circa del 2007 e alle 686.600 del 2007. I numeri del trimestre sono più pesanti nei comparti degli uffici (-19%) e dei negozi (-17,7%), con dati peggiori rispetto a quelli registrati nel secondo trimestre 2009. Nel caso degli uffici la differenza è molto marcata: -19% contro il -5,4 per cento. A trainare verso il basso sono i numeri del Nord (-26%) e del Centro Italia (-21,7%); il Sud sorprende invece positivamente con +8,6% di transazioni. Anche le compravendite dei capannoni calano (-17,1 per cento). Anche in questo caso, la situazione peggiore è al Nord (-22,4%), dove si concentra quasi il 70% di questo mercato immobiliare. Occhi puntati sullo scudo fiscale, con effetti nel 2010, anche se, avverte il direttore dell'Osservatorio Immobiliare, Gianni Guerrieri, lo scudo «influenzerà di meno il volume delle compravendite immobiliari del settore non residenziale rispetto a quello legato all'economia e agli investimenti».

- Massimo Frontera, Il Sole 24 Ore, 23 novembre 2009