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martedì 23 dicembre 2025

Mercato immobiliare italiano, tra crescita moderata nel 2025 e il "boom" previsto per il 2026

Il mercato immobiliare italiano sta vivendo una fase di transizione interessante. Dopo un 2025 caratterizzato da una crescita costante ma moderata, il settore si prepara a un 2026 che si prospetta come l'anno della svolta.

Il consolidamento del 2025

Il 2025 si chiuderà con risultati solidi: il fatturato complessivo è stimato oltre i 162 miliardi di euro (+6,8% rispetto al 2024), trainato dal residenziale che vale 134 miliardi. Le transazioni raggiungeranno circa 770mila abitazioni vendute, con un incremento del 6,9%.

L'aumento medio dei prezzi si è attestato al 3,1%, con una progressione moderata: +4,4% nel primo trimestre, +3,9% nel secondo e +3,8% nel terzo. Secondo Bankitalia, la crescita è rimasta robusta nel terzo trimestre.

Un mercato a due velocità

L'analisi Istat rivela una divergenza significativa: le abitazioni esistenti hanno accelerato con un +4,9% (il massimo dal 2010), mentre le nuove costruzioni hanno rallentato a +1,5%. Questa differenza racconta la preferenza degli acquirenti per immobili con storia in posizioni consolidate.

I dati di idealista confermano questa dinamica: dopo un +1,5% nel secondo trimestre per le case usate, si è registrata una flessione dello 0,7% nel terzo, segnalando che mentre i capoluoghi crescono, alcune province mostrano aggiustamenti al ribasso.

Il 2026: l'anno del primato europeo

Le previsioni di Scenari Immobiliari delineano un 2026 da record: fatturato oltre 170 miliardi di euro, con l'Italia prima in Europa per crescita (+8,4%). Si prevede di raggiungere 800mila abitazioni vendute e un aumento medio dei prezzi del 4,2%.

Nomisma suggerisce però maggiore cautela nel medio termine, prevedendo una crescita sotto l'inflazione: +1% nel 2026, +0,7% nel 2027 e +0,5% nel 2028.

Le grandi città: dinamiche diverse

Milano si conferma leader con +4,5% nel 2025 e un previsto +7,3% nel 2026, il primato nazionale. La domanda supera l'offerta soprattutto nelle zone centrali.

Roma mostra ripresa costante: +2,5% nel 2025 e +6,8% previsto per il 2026. A novembre 2025 il prezzo medio ha raggiunto 3.674 euro al metro quadro (+7,21% annuo), con il centro storico a 8.594 euro al metro quadro.

Firenze e Napoli registrano rialzi tra 2,5% e 3%, sostenuti da famiglie italiane e investitori stranieri. Torino e Bologna mostrano mercati più stabili con +1,5-2%.

Oltre il residenziale

L'hospitality cresce dell'8,8%, seguita dagli uffici (+3,3%). Cresce anche l'interesse per le seconde case. Mario Breglia di Scenari Immobiliari sottolinea l'urgenza di risolvere i cantieri sospesi a Milano e aggiornare le normative obsolete.

Come leggere i dati

Per orientarsi è essenziale distinguere le fonti: l'indice IPAB dell'Istat misura la variazione "pura" dei prezzi a parità di caratteristiche. L'OMI fornisce stime del valore al metro quadro per immobili ordinari. I dati notarili riflettono i valori medi delle transazioni reali.

In conclusione

Il mercato italiano può essere paragonato a un corridore che, dopo un passo cauto nel 2025, è pronto ad accelerare. Le prospettive per il 2026 sono incoraggianti: domanda forte nelle grandi città e resilienza comprovata. Per investitori e operatori, i segnali sono chiari: il mercato è solido e le opportunità ci sono, a patto di saper leggere le dinamiche locali di ogni territorio.

Se stai pensando di vendere la tua casa a Roma, contattami per una valutazione gratuita e personalizzata. Ti aiuto a comprendere il reale valore del tuo immobile e a posizionarlo sul mercato con una strategia efficace per ottenere il miglior risultato possibile.


Luca Vona

Hommage | Real Estate & Home Staging

Amministratore unico

REA 1207532 - CCIAA di Roma

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mercoledì 17 dicembre 2025

La casa che convince al primo sguardo: quando l'estetica diventa strategia di vendita

Nell'attuale mercato immobiliare, l'idea di casa immediatamente accattivante ha superato i confini del fenomeno social per diventare un criterio concreto nelle scelte d'acquisto. Non si tratta di una moda passeggera, ma di un cambiamento profondo nel modo in cui gli acquirenti valutano la loro futura abitazione.

Secondo il Profile of Home Staging della National Association of REALTORS, l'83% degli agenti ritiene che l'home staging sia fondamentale per aiutare i potenziali acquirenti a immaginare l'immobile come futura casa. Oltre la metà sostiene che una presentazione curata acceleri effettivamente le decisioni di acquisto, riducendo i tempi di permanenza sul mercato.

Cosa significa davvero immediatamente accattivante

Nonostante questo concetto richiami i social media, la casa che convince al primo sguardo non coincide con un set fotografico costruito ad hoc. Si tratta invece di uno spazio che trasmette immediatamente luminosità, ordine e proporzioni armoniche, permettendo all'acquirente di proiettarsi nella propria quotidianità.

Gli esperti del settore sottolineano che non si lavora per creare scenografie perfette ma irreali, bensì ambienti in cui le persone riescono a intravedere il proprio stile di vita, la propria routine quotidiana. La differenza è sostanziale: mentre una scenografia crea distanza, uno spazio ben progettato crea connessione emotiva immediata.

L'home staging come disciplina tecnica

Nato negli Stati Uniti negli anni Settanta, l'home staging è una disciplina strutturata che sfrutta i principi della psicologia visiva e della percezione spaziale per rendere gli ambienti più leggibili e coerenti. A differenza dell'interior design, che personalizza uno spazio secondo i gusti del committente, lo staging lo depersonalizza strategicamente per renderlo universalmente accessibile.

L'obiettivo è chiarire la funzione di ogni ambiente, eliminare le distrazioni visive e guidare l'occhio verso i punti di forza dell'immobile. Secondo analisi condotte da professionisti a Roma, la percezione complessiva migliora in oltre l'80% dei casi quando gli spazi vengono allestiti con attenzione all'equilibrio dei volumi e alla gestione della luce.

I dati concreti sull'efficacia

L'analisi degli interventi ha fornito risultati particolarmente significativi. Negli immobili poco luminosi, una gestione attenta dell'illuminazione naturale e artificiale aumenta del 72% le reazioni positive durante le prime visite. Tecniche come l'uso strategico di specchi, la scelta di tonalità chiare e l'eliminazione di tende pesanti trasformano radicalmente la percezione dello spazio.

Gli appartamenti datati mostrano un miglioramento del 68% quando vengono spersonalizzati e riportati a una neutralità che esalta le proporzioni originali. Spesso case degli anni Settanta o Ottanta sono appesantite da interventi eccessivi: carte da parati elaborate, colori saturi, arredi ingombranti. Lo staging riporta questi spazi alla loro essenza, permettendo di vedere la struttura senza distrazioni.

Nei bilocali, la riorganizzazione dei volumi e la definizione chiara delle zone funzionali porta a un incremento del 63% delle richieste di visita, dimostrando come anche spazi ridotti possano essere percepiti come accoglienti anziché claustrofobici.

La sfida del contesto romano

Roma rappresenta un mercato particolarmente complesso, caratterizzato da edifici di epoche diverse con planimetrie che riflettono esigenze abitative ormai superate. Corridoi lunghi, spazi poco funzionali e illuminazione scarsa rendono molte case difficili da interpretare.

I professionisti del settore osservano che la difficoltà di vendita risiede spesso non nella struttura fisica, ma nella comunicazione dello spazio. Quando luce e percorsi visivi non guidano naturalmente l'occhio del visitatore, l'immobile risulta indecifrabile. Lo staging interviene restituendo continuità e coerenza narrativa, rendendo i limiti strutturali comprensibili e trasformandoli, quando possibile, in caratteristiche distintive.

Casi emblematici riguardano seminterrati che apparivano bui anche quando non lo erano realmente, o appartamenti con soffitti alti tipici delle costruzioni d'epoca che, se mal illuminati, appaiono vuoti e freddi. Lo staging crea zone di aggregazione e utilizza l'altezza come punto di forza, trasformando una potenziale criticità in elemento distintivo.

Da opzione a standard operativo

Alcune agenzie immobiliari hanno adottato l'home staging professionale come standard operativo, includendolo in ogni incarico di vendita. Questo approccio eleva lo staging a parte integrante del processo, alla pari della valutazione economica e della strategia di marketing.

L'impatto sui tempi di vendita è misurabile: mentre a Roma un immobile usato rimane sul mercato mediamente 4,6 mesi, le case preparate professionalmente registrano una permanenza media di soli 48 giorni. Quando un potenziale acquirente può immediatamente comprendere gli spazi, il processo decisionale si accorcia drasticamente.

La riduzione dei tempi comporta risparmi considerevoli: minori costi di mantenimento, ridotto rischio di dover abbassare il prezzo, minore esposizione alle fluttuazioni di mercato. Ricerche internazionali indicano inoltre che gli immobili preparati con staging vengono venduti a un prezzo medio superiore dal 5% al 15% rispetto a immobili simili non preparati.

Conclusione

L'home staging agisce come catalizzatore di chiarezza nel processo di vendita. In un mercato competitivo e in un contesto complesso come quello romano, la capacità di comunicare efficacemente il potenziale di un immobile non è più un lusso ma una necessità strategica.

La casa che convince del 2025 non è quella con gli arredi più costosi, ma quella che riesce a raccontare una storia chiara, trasmettere un'emozione immediata e permettere all'acquirente di pensare, fin dai primi istanti: questa potrebbe essere casa mia.


Hommage, partner del gruppo internazionale Keller Williams, è specializzata nella vendita di immobili valorizzati attraverso l'home staging professionale. Contattaci per una consulenza gratuita e scopri come trasformare la tua casa in uno spazio che convince al primo sguardo.


Luca Vona

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lunedì 15 dicembre 2025

Il mattone italiano torna a correre: boom di compravendite e mutui

Il mercato immobiliare italiano ha aperto il 2025 con segnali di netta ripresa, segnando una significativa inversione di tendenza dopo il periodo di debolezza degli anni precedenti. L'effervescenza del mercato è stata alimentata dall'allentamento della politica monetaria della BCE e dal calo dei tassi di interesse, che hanno ripristinato la fiducia delle famiglie e sbloccato una domanda a lungo compressa.

Il balzo delle transazioni e il ruolo determinante dei mutui

Nel primo trimestre del 2025 si sono registrate 228.623 convenzioni notarili di compravendita, in aumento dell'8,7% su base annua. Il comparto abitativo si è dimostrato particolarmente vivace: l'Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) ha confermato la vendita di circa 172.000 unità abitative, un incremento dell'11,2% rispetto allo stesso periodo del 2024.

Il vero catalizzatore di questa ripartenza è stato il settore creditizio. Le convenzioni notarili relative a mutui e finanziamenti con ipoteca immobiliare sono aumentate del 31,5% su base annua, raggiungendo quota 88.820 convenzioni. I tassi di interesse sui mutui ipotecari sono scesi fino al 3,22%, segnando un ribasso di 76 punti base rispetto a marzo 2024. Il risultato: circa il 45,8% dei nuovi acquirenti ha potuto finanziare l'acquisto con un mutuo, un dato in crescita che testimonia il miglioramento delle condizioni di accesso al credito.

Una geografia della ripresa: il Nord traina, il Centro rallenta

A livello territoriale, la crescita è stata diffusa ma con intensità diverse. Il Nord ha trainato l'accelerazione con il Nord-Ovest in crescita del 17,2% e il Nord-Est del 13,2%. Anche il Mezzogiorno ha partecipato alla ripresa: il Sud ha registrato un aumento del 6,1% e le Isole del 6,9%. L'unica eccezione è stata la zona centrale, con una flessione del 4,0%. L'aumento delle transazioni ha riguardato sia i grandi centri (+9,2%) che i comuni più piccoli (+9,6%).

Il mercato a due velocità dei prezzi

L'Indice dei Prezzi delle Abitazioni (IPAB) su base annua si è attestato al +4,4% nel primo trimestre 2025. Tuttavia, i dati svelano un mercato diviso: la crescita è stata trainata dalle abitazioni esistenti, i cui prezzi hanno raggiunto un +4,9% su base annua—il valore più elevato dal 2010. Le case esistenti rappresentano l'82,4% del mercato.

Al contrario, le abitazioni nuove hanno rallentato bruscamente, fermandosi a un modesto +1,5% su base annua, contro il +9,2% del trimestre precedente. In termini congiunturali, il prezzo delle abitazioni nuove ha subito una flessione dell'8,7%, mentre quelle esistenti sono cresciute dell'1,7%.

Questi dati riflettono uno squilibrio: la domanda è cresciuta del 18,2% sulla singola offerta, a fronte di un'offerta limitata in nuove costruzioni (+0,3% totale). Il mercato premia le abitazioni esistenti, più accessibili e immediatamente disponibili.

Le dinamiche non residenziali e l'appetito degli investitori

Anche il settore non residenziale ha mostrato vitalità, con compravendite aumentate tra il 5% e il 5,4% nei primi tre mesi. I segmenti terziario-commerciali sono cresciuti del 6,7%. Gli investimenti istituzionali hanno raggiunto 2,58 miliardi di euro, in aumento del 29% rispetto al 2024. Logistica e industriale (+61%), ospitalità (+180%), retail (+619%) e living (+244%) si sono dimostrati i più attrattivi.

Prospettive: ottimismo prudente

Il 2025 si profila come l'anno della svolta: le transazioni residenziali rimbalzano, l'attività creditizia è in ripresa e l'accessibilità è migliorata. Tuttavia, permane cautela legata all'instabilità economica e geopolitica. La prosecuzione di questo trend dipenderà dalla stabilità macroeconomica e dal mantenimento di tassi bassi da parte della BCE.

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mercoledì 10 dicembre 2025

Affitti in Italia 2025: boom di contratti e prezzi che accelerano. Il focus su Roma

Il terzo trimestre del 2025 ha rappresentato un punto di svolta nel mercato delle locazioni italiano, caratterizzato da dinamiche contrastanti che riflettono le profonde trasformazioni in atto nel settore immobiliare. Secondo i dati della Nota trimestrale OMI dell'Agenzia delle Entrate, i nuovi contratti di locazione sono aumentati complessivamente del 2,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, con quasi 252.000 abitazioni locate.

Un mercato in trasformazione

Dietro la crescita apparentemente omogenea si cela un mercato profondamente eterogeneo, segnato da significative tensioni sui prezzi e da una ricomposizione delle preferenze contrattuali. A livello nazionale emerge un chiaro cambio di paradigma: i contratti ordinari di lungo periodo hanno subito una flessione del 3,4% nel numero di abitazioni locate, mentre le soluzioni abitative più flessibili hanno guadagnato terreno. I contratti ordinari transitori sono cresciuti del 3,7% e le locazioni a canone concordato hanno registrato un incremento ancora più marcato, pari all'8,8%.

Questa tendenza riflette le mutate esigenze di un mercato sempre più orientato verso la mobilità e la flessibilità, dove inquilini e proprietari cercano soluzioni che si adattino a stili di vita più dinamici e a situazioni economiche in continua evoluzione.

Il boom delle locazioni per studenti

Il segmento che ha registrato la performance più brillante è quello delle locazioni agevolate per studenti. Le abitazioni intere destinate a questa categoria hanno visto un aumento del 9% nei volumi e un incremento ancora più significativo del 14,9% nel canone annuo. Ancora più impressionante è stata la crescita delle stanze singole in affitto, con un balzo del 15,2% nel volume e del 18,5% nel canone annuo rispetto al terzo trimestre del 2024.

Questi dati testimoniano la crescente pressione sul mercato degli alloggi universitari, alimentata dall'aumento costante della popolazione studentesca nelle principali città italiane e dalla carenza strutturale di residenze dedicate.

Roma: una città sotto pressione

La Capitale si conferma un osservatorio privilegiato delle dinamiche nazionali, amplificandone le tendenze e le criticità. Nel terzo trimestre 2025, Roma ha registrato poco più di 13.000 abitazioni locate, con un incremento del 5,5% rispetto allo stesso periodo del 2024. Tuttavia, è l'andamento dei canoni a destare le maggiori preoccupazioni: il canone annuo complessivo è cresciuto dell'8,4%, raggiungendo i 169 milioni di euro.

L'escalation dei prezzi

I prezzi medi richiesti per l'affitto hanno superato i 18 euro al metro quadro (18,1 euro/mq a giugno 2025), con un'accelerazione dei canoni che ha raggiunto l'11,2% nel terzo trimestre 2025 rispetto all'anno precedente. Questo tasso di crescita ha persino superato quello dei prezzi di vendita, invertendo il tradizionale rapporto tra i due mercati. Le previsioni indicano che questo trend di rialzo proseguirà nei prossimi dodici mesi, con un ulteriore aumento stimato del 5,5%.

Le dinamiche per tipologia contrattuale

L'analisi delle diverse tipologie contrattuali a Roma rivela un quadro articolato:

I contratti ordinari di lungo periodo hanno registrato una riduzione dell'1,6% nel numero di abitazioni locate, accompagnata da un calo del 2% del canone annuo. Questo dato suggerisce una progressiva disaffezione verso soluzioni abitative stabili, probabilmente dovuta all'elevato costo iniziale e alla rigidità contrattuale.

Le locazioni con contratti ordinari transitori hanno subito una diminuzione di circa il 3% nei volumi, ma paradossalmente hanno visto crescere il canone annuo del 7,2%. Questo fenomeno indica che, nonostante la contrazione quantitativa, la domanda per soluzioni temporanee resta sufficientemente forte da sostenere aumenti significativi dei prezzi.

I contratti a canone concordato hanno mostrato la dinamica più positiva, con un incremento prossimo al 9% nei volumi e una crescita dei canoni di oltre l'11%. Questo dato conferma l'attrattività di questa formula contrattuale, che offre vantaggi fiscali sia per proprietari che per inquilini, pur mantenendo livelli di prezzo più accessibili rispetto al mercato libero.

Infine, le locazioni agevolate per studenti sono risultate in forte aumento, sia in termini di volumi che di canoni annui pattuiti, confermando Roma come uno dei principali poli universitari italiani.

I fattori scatenanti della crisi abitativa romana

La forte crescita dei canoni a Roma è il risultato di un marcato squilibrio tra domanda e offerta, alimentato da molteplici fattori strutturali e congiunturali.

La popolazione universitaria della città conta oltre 200.000 iscritti, generando una domanda costante e crescente di alloggi. A questa pressione strutturale si è aggiunto l'effetto Giubileo 2025, che ha intensificato notevolmente la domanda di alloggi turistici a breve termine, sottraendo ulteriore offerta al mercato residenziale tradizionale.

Questa combinazione di fattori ha creato una situazione di alta tensione abitativa, particolarmente grave per gli studenti, che si trovano a dover affrontare costi sempre più proibitivi. Affittare una stanza singola costa mediamente tra i 550 e i 600 euro al mese, una cifra che rappresenta un onere significativo per le famiglie e che rischia di escludere molti giovani dall'accesso all'istruzione universitaria nella Capitale.

Una città a più velocità

Nonostante l'incremento generalizzato dei canoni, il mercato romano mantiene una forte eterogeneità territoriale. Il Centro Storico si conferma la zona più costosa, con prezzi che raggiungono i 28 euro al metro quadro, più che doppi rispetto alla media cittadina. All'estremo opposto, aree periferiche come Lunghezza-Castelverde offrono soluzioni più accessibili, con prezzi attorno ai 10,5 euro al metro quadro.

Questa polarizzazione geografica riflette e amplifica le disuguaglianze sociali ed economiche, creando una città sempre più divisa tra un centro ipervalorizzato e periferie che faticano a offrire servizi e collegamenti adeguati.

Prospettive e sfide future

Il quadro che emerge dall'analisi del mercato delle locazioni nel terzo trimestre 2025 è quello di un settore in profonda trasformazione, caratterizzato da una crescita dei volumi transati ma anche da forti tensioni sui prezzi, particolarmente evidenti nella Capitale.

La ripresa dei contratti transitori e a canone concordato testimonia la ricerca di maggiore flessibilità da parte degli inquilini, ma anche la necessità di soluzioni più accessibili in un mercato sempre più costoso. Il boom delle locazioni per studenti, accompagnato da aumenti vertiginosi dei canoni, segnala invece una criticità strutturale che richiede interventi urgenti sul fronte dell'edilizia residenziale universitaria.

Roma rappresenta il caso più emblematico di queste dinamiche, dove l'effetto combinato della pressione universitaria, del Giubileo e della carenza di offerta ha spinto i prezzi a livelli che rischiano di compromettere l'accessibilità abitativa per ampie fasce della popolazione. Senza interventi mirati per aumentare l'offerta di alloggi a prezzi calmierati e per regolamentare il mercato degli affitti brevi, queste tendenze sono destinate a consolidarsi nei prossimi trimestri, accentuando ulteriormente le disuguaglianze e la crisi abitativa.

Stai cercando di affittare o trovare casa a Roma? In un mercato così complesso e dinamico, avere al tuo fianco un professionista che conosce a fondo le dinamiche del territorio fa la differenza. Come agente immobiliare specializzato nel mercato romano, posso aiutarti a orientarti tra le diverse opportunità, trovare la soluzione più adatta alle tue esigenze e negoziare le condizioni migliori. Che tu sia un proprietario alla ricerca di inquilini affidabili o un inquilino in cerca della casa perfetta, contattami per una consulenza personalizzata.


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mercoledì 3 dicembre 2025

Prezzi delle case in aumento a Roma: perché è un buon momento per vendere

Roma continua a confermarsi come uno dei mercati immobiliari più dinamici d’Italia. Le ultime rilevazioni mostrano un andamento dei prezzi in costante crescita, con differenze significative tra quartieri centrali, semicentrali e periferici.


Prezzi e tassi di crescita: cosa sta accadendo oggi

Il costo medio per acquistare una casa nella Capitale è in aumento. Ad Agosto 2025 il prezzo medio al metro quadro ha raggiunto 3.635 €/mq, segnando un incremento del 7,5% sull’anno precedente. Anche il confronto mensile evidenzia un lieve rialzo dello 0,2%.

Un report separato relativo al mese di Novembre inserisce Roma tra i capoluoghi più costosi d’Italia, con una media di 3.277 €/mq. Nello stesso periodo la città ha registrato un aumento dell’1,2%, mentre la provincia è cresciuta dell’1,9%. L’intera regione Lazio ha fatto segnare uno dei rialzi più marcati del Paese, con un +2,3%.


Una visione di lungo periodo: i trilocali nell’arco di nove anni

Osservando i dati degli ultimi nove anni, l’andamento dei trilocali mostra una crescita più moderata rispetto a quella delle grandi città del Nord. Nel 2025 il prezzo medio richiesto per un trilocale a Roma è di 3.500 €/mq, circa il 5% in più rispetto ai 3.322 €/mq del 2016. Una crescita più contenuta se confrontata con Milano (+49%) o Firenze (+36%).


Un mercato a più velocità: i quartieri romani

Come accade nelle grandi metropoli, anche a Roma la situazione varia molto da zona a zona.

Le aree più costose

Ad Agosto 2025 il Centro Storico continua a essere il quartiere più caro della città, con un valore medio di 8.624 €/mq, l’unica area a superare ampiamente gli 8.000 euro al metro quadro.

Tra i quartieri con valori superiori ai 6.000 €/mq troviamo:

  • Aventino, San Saba, Caracalla – 6.790 €/mq

  • Testaccio, Trastevere – 6.433 €/mq

  • Parioli, Flaminio – 6.279 €/mq

  • Prati, Borgo, Mazzini, Delle Vittorie – 6.182 €/mq

I quartieri con le crescite più forti

Nel confronto annuale (Agosto 2025 vs Agosto 2024), spiccano:

  • Camilluccia, Cortina d’Ampezzo  +13,9%

  • Marconi, San Paolo  +11,0%

  • Prati, Borgo, Mazzini, Delle Vittorie  +9,9%

L’evoluzione dei trilocali dal 2016

Alcune zone hanno registrato variazioni particolarmente importanti:

  • Prati-Borgo-Mazzini-Delle Vittorie-Degli Eroi  +20%

  • Bologna-Policlinico  +19%

  • Pigneto-San Lorenzo-Casal Bertone  +18%

Al contrario, alcune periferie hanno mostrato un arretramento dei valori:

  • Ponte Mammolo-San Basilio-Tor Cervara  −8%

  • Lido di Ostia-Ostia Antica-Castel Fusano  −6%

Le zone più economiche

Ad Agosto 2025 i quartieri con i prezzi più accessibili si confermano:

  • Lunghezza, Castelverde  1.809 €/mq

  • Borghesiana, Finocchio  1.892 €/mq

Sono le uniche aree che restano sotto i 2.000 euro al metro quadro.


Il quadro nazionale e il ruolo delle nuove costruzioni

L’aumento dei prezzi a Roma si inserisce in un contesto nazionale caratterizzato da un crescente interesse per le nuove costruzioni, favorito dal decreto Casa Green e dalla maggiore attenzione verso l’efficienza energetica.

Negli ultimi dieci anni il valore delle nuove abitazioni è cresciuto in media dell’1,4%, mentre le soluzioni usate hanno perso lo 0,3%. Nonostante il costo elevato delle nuove costruzioni – influenzato anche dall’aumento delle materie prime – la ricerca di immobili efficienti e sostenibili continuerà a guidare la domanda, soprattutto nelle grandi città come Roma.


Se stai pensando di vendere la tua casa a Roma, contattami per una valutazione gratuita e personalizzata. Ti aiuto a comprendere il reale valore del tuo immobile e a posizionarlo sul mercato con una strategia efficace per ottenere il miglior risultato possibile.


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giovedì 27 novembre 2025

Compravendite immobiliari in crescita. Perché il 2025 sarà un anno importante

I numeri parlano chiaro: nei primi sei mesi del 2025 sono state realizzate 373.395 compravendite, pari a quasi il 10% in più rispetto al 2024. Non si tratta di una ripresa circoscritta alle grandi metropoli, ma di un fenomeno diffuso lungo tutta la penisola.

A crescere non sono solo Milano, Roma o Bologna: molti comuni medio-piccoli stanno vivendo una fase di rinnovato dinamismo. Questo significa che lo spazio per chi cerca una casa al di fuori dei grandi poli urbani è vivo — più disponibilità, prezzi spesso più competitivi e qualità abitativa talvolta superiore.

Per chi vende, questo è un segnale importante: non si compete più esclusivamente con i mercati prime, ma in contesti dove domanda e offerta stanno tornando attive.


Le città che corrono di più

Se allarghiamo lo sguardo ai territori più dinamici, emergono alcuni protagonisti evidenti.

  • Verona guida la classifica con il miglior incremento percentuale.

  • Subito dopo troviamo Torino, che vive una fase di grande fermento, sospinta anche da domanda giovane e investimenti mirati.

  • Bene anche Palermo, Genova e Bologna, che confermano una solidità strutturale del mercato residenziale.

Roma e Milano restano i due colossi nazionali — non solo per numero di transazioni, ma per attrattività, investimento estero e capacità di assorbimento del prodotto immobiliare. In queste due città, la domanda resta più ampia dell’offerta e ciò si traduce spesso in tempi di vendita più rapidi e un posizionamento di mercato forte.

Un dato che va però sottolineato è quello di Firenze, unico grande centro a registrare un minimo rallentamento. Non è un segnale d’allarme, piuttosto un fisiologico riequilibrio dopo anni di crescita sostenuta.


Cosa aspettarsi nei prossimi anni

Le previsioni confermano la direzione intrapresa. Secondo Nomisma il 2025 potrebbe chiudere con un aumento delle transazioni pari a +5,5%, consolidando così un trend che potrebbe proseguire anche nel triennio successivo.

La particolarità del momento sta nel fatto che la crescita è stabile ma non speculativa. I prezzi, infatti, aumentano con gradualità: circa +1,5% nel 2025. Non assistiamo quindi a impennate improvvise, ma a una lenta rivalutazione del valore immobiliare. Questo rende il contesto favorevole sia per chi investe sul lungo periodo, sia per chi acquista per entrarci a vivere.

Un mercato che cresce senza surriscaldarsi è un mercato sano.


Affitti più cari, acquisti più richiesti

Sull’altro lato della medaglia troviamo gli affitti, cresciuti in media del 3,5%, con picchi molto più alti nelle locazioni studentesche, arrivate a +9,5%. Una famiglia che oggi paga un canone importante si rende conto che, con condizioni di mutuo più accessibili, comprare può risultare meno oneroso nel tempo.

E non è solo una questione economica: acquistare significa stabilità, progettualità, sicurezza del proprio spazio. Anche chi fino a ieri preferiva la flessibilità della locazione sta rivalutando la proprietà come scelta consapevole e sostenibile.


Italia ancora appetibile per chi investe

Oltre agli acquirenti privati, sul mercato continuano ad arrivare capitali internazionali. 7,8 miliardi nei primi nove mesi del 2025, con una possibile chiusura d’anno stimata intorno agli 11,5 miliardi.

Questo significa una cosa molto semplice: l’Italia resta un paese interessante. Non solo per il suo fascino, ma per la redditività che molti investitori ritengono possibile sul medio-lungo periodo, soprattutto in città universitarie e in località turistiche ad alta domanda.


In sintesi

📌 Si compra più che negli ultimi anni
📌 I prezzi crescono in modo graduale e sostenibile
📌 Gli affitti in aumento spingono verso l’acquisto
📌 Investitori esteri confermano interesse e fiducia

Il 2025 non è un anno di fuochi d’artificio, ma di consolidamento. Un mercato che non esplode, ma cresce con misura, e proprio per questo ispira fiducia. Chi vuole vendere può trovare domanda attiva; chi vuole acquistare ha più stabilità di scenario; chi investe vede un mercato che premia chi ragiona con visione.


Se stai pensando di vendere, acquistare o investire nel 2025, posso aiutarti a orientarti nel mercato con dati, strategia e una valutazione concreta. Contattami per una consulenza.


Luca Vona

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Amministratore unico

REA 1207532 - CCIAA di Roma

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mercoledì 19 novembre 2025

Il costo reale di un sogno. Quanto budget serve per comprare casa a Roma nel 2025?

Comprare casa a Roma nel 2025 significa confrontarsi con uno dei mercati più dinamici e complessi d’Italia. Nel terzo trimestre dell’anno i prezzi sono cresciuti del 6,4% su base annua, toccando una media di 3.230 €/mq, mentre il resto del Paese ha visto un rallentamento. La Capitale, invece, continua a muoversi come un ecosistema a sé, sostenuta da una domanda solida e da quartieri che raccontano storie immobiliari molto diverse tra loro.

A determinare il vero budget necessario non è soltanto il prezzo dell’immobile, ma il rapporto tra posizione, capacità di spesa e liquidità immediata, elementi che nel 2025 pesano più che mai.


La capacità di spesa: a Roma la domanda è più forte del previsto

I dati di Idealista (giugno 2025) rivelano una realtà interessante: mentre a livello nazionale quasi un quarto degli acquirenti non supera i 119.000 euro di disponibilità, a Roma il cuore del mercato è molto più alto. La fascia più numerosa è infatti quella tra 250.000 e 349.000 euro, che raccoglie il 25% della domanda.

Questo significa che chi desidera comprare casa a Roma nel 2025 si trova a competere con una platea di acquirenti mediamente più strutturata, abituata a gestire budget più elevati e pronta a sostenere costi molto variabili tra un quartiere e l’altro.


Prezzi al mq: Roma come un arcipelago di micro-mercati

Dire che a Roma il prezzo medio è di 3.657 €/mq (ottobre 2025) è una semplificazione. La città è un mosaico di micro-mercati dove un chilometro può far oscillare la valutazione anche del triplo.

Nel Centro Storico, i valori raggiungono punte di 8.607 €/mq, rendendo un appartamento di 80 mq un investimento da oltre 600.000 euro. Zone semicentrali come Appio Latino o EUR si muovono tra i 4.000 e i 4.400 €/mq, mentre le aree più accessibili – Lunghezza, Castelverde, Labaro – scendono sotto i 2.100 €/mq.

Anche la tipologia influisce molto: i monolocali e i bilocali, sempre molto richiesti per investimento, raggiungono rispettivamente 4.700 e 4.200 €/mq, mentre i tagli più grandi restano più “convenienti” al metro quadro.

In altre parole, comprare casa a Roma nel 2025 può significare investire 150.000 euro o 800.000, semplicemente cambiando quartiere e tipologia.


La vera barriera: anticipo e costi accessori

Il prezzo di vendita è solo la punta dell’iceberg. La parte più impegnativa, per molti acquirenti, è la liquidità immediata richiesta per anticipo e spese.

Chi acquista una prima casa deve prevedere un anticipo tra il 20% e il 30% del prezzo, mentre per gli investitori la richiesta sale fino al 40–50%. A questo si aggiungono tasse, notaio, istruttoria bancaria e commissioni d’agenzia, voci che non si possono finanziare tramite mutuo e che pesano tra il 5% e il 15% del valore complessivo.

Le imposte cambiano molto tra prima e seconda casa, così come l’imposta sostitutiva sul mutuo. Nel complesso, per comprare casa a Roma nel 2025 è realistico prevedere una liquidità iniziale pari a un quarto o addirittura metà del prezzo dell’immobile.


Mutui 2025: quando le agevolazioni cambiano tutto

L’unica eccezione a questa forte richiesta di capitale è rappresentata dai Mutui Giovani Under 36, che nel 2025 consentono in molti casi di arrivare al 100% di finanziamento. In questo scenario, l'acquirente deve occuparsi soltanto dei costi accessori, riducendo la barriera di ingresso a un 5–7% del valore dell’immobile.

Sul fronte dei tassi, il mercato ha trovato un punto di equilibrio: il TAEG medio è intorno al 3,71%, ma non mancano offerte più competitive per immobili ad alta efficienza energetica o per giovani acquirenti, che oscillano tra il 2,98% e il 3,18%.


Conclusione

Comprare casa a Roma nel 2025 richiede realismo, strategia e conoscenza del mercato. Le differenze tra quartieri, la capacità di spesa media degli acquirenti e il peso della liquidità fanno sì che il “costo reale” sia spesso molto diverso dal semplice valore al metro quadro.
Stabilire il budget significa tenere insieme geografia, fiscalità, criteri bancari e aspettative personali.

In fondo, comprare casa a Roma è come prenotare un viaggio in prima classe: il prezzo del biglietto conta, ma è la “tassa aeroportuale” — anticipo, imposte, spese — a determinare se la partenza è davvero possibile.


Se stai valutando di comprare casa a Roma nel 2025 e vuoi capire quale budget ti serve davvero, posso offrirti un’analisi personalizzata gratuita del tuo caso. Contattami e ti aiuto a evitare errori e sorprese.


Luca Vona

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martedì 11 novembre 2025

Roma sfida il mercato: perché gli affitti continuano a salire quando altrove calano

Mentre il mercato italiano delle locazioni registra una battuta d'arresto, con un calo mensile dell'1,3% a ottobre, Roma si muove controcorrente. La Capitale conferma la sua posizione ai vertici della classifica nazionale per costi di locazione, con dinamiche di mercato che continuano a spingere i canoni verso l'alto.

Roma tra le città più care d'Italia

Con un canone medio di 18,1 euro al metro quadro a giugno 2025, Roma si posiziona come quarta città più costosa del Paese, preceduta solo da Milano, Firenze e Venezia. I dati mostrano una crescita tendenziale significativa del +10,9% su base annua, secondo Immobiliare.it Insights, mentre idealista riporta una media leggermente superiore di 18,6 euro/m² per ottobre 2025.

Nonostante l'Osservatorio Nazionale degli Affitti indichi un valore più contenuto di 17,2 euro/m² con un incremento del +4,5%, il trend è inequivocabile: affittare a Roma costa sempre di più.

A livello regionale, il Lazio si conferma tra le aree più onerose con 15,5 euro/m², superando la media nazionale di 14,6 euro. Tuttavia, sia la regione (-2,2% a ottobre) che la provincia di Roma (-1,8%) hanno registrato lievi flessioni mensili, un segnale che potrebbe indicare un possibile rallentamento stagionale.

La tempesta perfetta: domanda esplosiva e offerta in calo

Il vero motore dell'aumento dei prezzi nella Capitale risiede in uno squilibrio drammatico tra domanda e offerta. Mentre a livello nazionale l'offerta cresce e la domanda si raffredda, Roma vive una situazione opposta e amplificata:

  • Domanda nel Comune: +16% anno su anno (vs +12% nazionale)
  • Offerta nel Comune: in contrazione
  • Risultato: prezzi in crescita del +7,3%

Questa pressione ha conseguenze dirette sull'accessibilità abitativa. Per chi dispone di un solo reddito, le possibilità di trovare un alloggio in affitto nelle grandi città come Roma sono scese sotto il 10%, un dato allarmante che evidenzia una vera e propria emergenza sociale.

La provincia di Roma assorbe parte di questa domanda insoddisfatta, registrando una crescita ancora più marcata del +17% anno su anno, chiaro segnale di un fenomeno di "displacement" verso le aree periferiche.

Chi cerca casa a Roma: studenti e nomadi digitali

La componente studentesca

Gli studenti fuori sede rappresentano un segmento cruciale del mercato romano:

  • 12,8% dei contratti stipulati nel 2024, con ulteriore crescita nei primi mesi del 2025
  • Preferenze abitative: bilocali (29,9%) e trilocali (27,9%)
  • Modalità contrattuale: contratti transitori (70%), mentre il canone concordato è scelto solo dal 6,1%
  • Zone preferite: Ostiense, San Giovanni e Tiburtina

La nuova domanda flessibile

Accanto agli studenti, cresce la richiesta di soluzioni abitative flessibili da parte di lavoratori in trasferta e nomadi digitali. Gli affitti a medio termine (da 1 a 18 mesi) hanno registrato un boom del +37% rispetto al 2023, testimoniando un cambiamento strutturale nelle modalità di utilizzo del patrimonio in locazione.

La geografia dei prezzi: dal centro storico alle periferie

Roma presenta un mercato estremamente segmentato, con differenze di prezzo che possono superare il 180% tra centro e periferia.

Le zone di lusso (dati giugno 2025)

  • Centro Storico: 28,0 euro/mq
  • Aventino, San Saba, Caracalla: 25,3 euro/mq
  • Testaccio, Trastevere: 24,2 euro/mq
  • Prati, Borgo, Mazzini, Delle Vittorie: 23,2 euro/mq (+13,6% annuo)

In queste aree, i canoni riflettono non solo la posizione centrale ma anche la qualità degli immobili e dei servizi disponibili. EUR, Trastevere e Prati registrano i valori assoluti più elevati.

Le aree accessibili

  • Lunghezza, Castelverde: 9,9 euro/mq (unica zona sotto i 10 euro/mq, con calo semestrale del -3,0%)
  • Borghesiana, Finocchio: 11,3 euro/mq

I quartieri in forte crescita

Alcune zone periferiche e semi-centrali stanno vivendo una vera e propria esplosione dei valori:

  • Appio Claudio, Capannelle: +24,5% annuo (canone medio 16,0 euro/mq)
  • Monti Tiburtini, Pietralata: +17,5%
  • Aurelio, Boccea: +16,6%

Questi incrementi testimoniano la progressiva valorizzazione di aree tradizionalmente considerate periferiche, spesso favorite da investimenti infrastrutturali o da una migliore connessione con il centro.

Verso dove va il mercato?

Previsioni di crescita

Le stime per il 2026 divergono, ma concordano su un'ulteriore crescita:

  • Outlook più ottimista: +5,5% per il Comune di Roma
  • Previsioni più conservative: +2,7%

Tre tendenze emergenti

1. Rivoluzione Digitale
Piattaforme online per la gestione e stipula di contratti stanno trasformando il mercato, garantendo maggiore trasparenza e sicurezza nelle transazioni. Il processo di ricerca, selezione e firma si sta completamente digitalizzando.

2. Sostenibilità Premia
Gli immobili in classe energetica A o B comandano un premio del 10-12% rispetto alle abitazioni meno efficienti. Il risparmio sui costi di gestione e la crescente sensibilità ambientale, soprattutto tra gli under 40, stanno rendendo l'efficienza energetica un fattore determinante nelle scelte.

3. Emergenza Accessibilità
Mentre i prezzi di vendita hanno recuperato solo di recente i livelli del 2017, l'accessibilità al mercato degli affitti continua a deteriorarsi. La forbice tra redditi e costi abitativi si allarga, ponendo una sfida sociale di primaria importanza per la città.

Conclusioni

Il mercato degli affitti romani si conferma uno dei più dinamici e costosi d'Italia, sostenuto da una domanda strutturalmente forte e da un'offerta inadeguata. La combinazione di studenti, lavoratori flessibili e trasformazione digitale sta ridisegnando il settore, mentre l'emergenza accessibilità richiede risposte politiche concrete.

Per chi cerca casa, la sfida è trovare un equilibrio tra esigenze abitative, budget disponibile e localizzazione, in un mercato dove ogni zona ha dinamiche proprie e dove la competizione per gli immobili migliori resta altissima.


Se possiedi un immobile a Roma e stai pensando di venderlo o affittarlo, posso aiutarti a farlo nel modo più rapido e vantaggioso.
Mi occupo di ogni fase: valutazione, promozione e trattativa, per ottenere il miglior risultato possibile in base alle tue esigenze.

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martedì 4 novembre 2025

Bilocale o trilocale: quale scegliere per investire?

La scelta tra un bilocale e un trilocale rappresenta una decisione strategica che ogni investitore immobiliare deve valutare attentamente. Non esiste una risposta univoca: tutto dipende dai propri obiettivi finanziari, dall'orizzonte temporale dell'investimento e dal mercato di riferimento.

Il bilocale: efficienza e liquidità

Il bilocale si compone di due vani principali—soggiorno e camera da letto—oltre a cucina e bagno, che nelle classificazioni commerciali non rientrano nel conteggio delle stanze. Questa configurazione essenziale nasconde però un potenziale interessante per l'investitore accorto.

Il target di riferimento è ampio e dinamico: single, giovani coppie senza figli, studenti universitari, giovani professionisti e pensionati in cerca di una soluzione pratica. Questa varietà di potenziali inquilini garantisce un bacino di domanda costante, particolarmente nelle città universitarie e nei centri con alta mobilità lavorativa.

I vantaggi economici sono evidenti sin dall'acquisto. Il prezzo contenuto permette di entrare nel mercato immobiliare con un capitale ridotto, mentre i costi di gestione—dalle bollette alla manutenzione ordinaria—risultano significativamente inferiori rispetto a soluzioni più grandi. Dal punto di vista della redditività, il bilocale offre tempi di locazione rapidi e un turnover che, sebbene più frequente, garantisce la possibilità di adeguare periodicamente il canone alle condizioni di mercato. Il rendimento percentuale sull'investimento iniziale tende a essere più elevato.

Il limite principale resta lo spazio: le famiglie con bambini difficilmente prenderanno in considerazione questa soluzione, riducendo così una fetta di mercato.

Il trilocale: solidità e prospettive a lungo termine

Con tre vani abitabili—tipicamente un soggiorno e due camere da letto—oltre a cucina, bagno e spazi accessori, il trilocale si posiziona su un segmento diverso del mercato.

Il target è più specifico ma anche più stabile: famiglie con uno o più figli, coppie che programmano di allargarsi, professionisti che necessitano di uno studio domestico. Questi inquilini tendono a permanere più a lungo nell'immobile, riducendo i periodi di sfitto e i costi legati al cambio di locatari.

I vantaggi strategici si apprezzano nel medio-lungo periodo. Lo spazio maggiore e la versatilità degli ambienti rendono l'immobile appetibile per un'utenza disposta a pagare canoni più elevati. La stabilità degli inquilini riduce il rischio di mancati introiti e i costi di intermediazione. Sul fronte patrimoniale, il trilocale mantiene meglio il valore nel tempo e può offrire margini di rivalutazione superiori, rappresentando anche un'opzione per un eventuale utilizzo personale futuro.

Il rovescio della medaglia è rappresentato dall'investimento iniziale più consistente e dai costi di gestione superiori—dalle utenze alle spese condominiali, dalla manutenzione ordinaria a quella straordinaria. La minore liquidità dell'investimento va considerata attentamente: trovare l'inquilino giusto può richiedere più tempo.

Considerazioni fiscali e normative

Dal punto di vista legale, entrambe le tipologie sono soggette alla medesima disciplina contrattuale in termini di durata, modalità di registrazione e tutele per le parti. La dimensione dell'immobile non modifica il quadro normativo di riferimento.

Le differenze emergono invece sul piano fiscale, dove la dimensione dell'immobile incide direttamente sulla pressione tributaria:

L'IMU, interamente a carico del proprietario, cresce proporzionalmente al valore catastale, risultando più onerosa per i trilocali. Questa voce di costo va attentamente considerata nel calcolo della redditività netta.

La TARI è calcolata in base alla superficie e al numero di occupanti. Sebbene generalmente a carico dell'inquilino, nei periodi di sfitto resta una spesa del proprietario. I trilocali, per metratura e potenziale numero di residenti, comportano importi più elevati.

La tassazione del reddito da locazione—sia in regime IRPEF ordinario che con cedolare secca—è proporzionale al canone incassato. I trilocali, garantendo affitti più sostanziosi, generano un maggior prelievo fiscale in termini assoluti, pur mantenendo percentuali invariate rispetto ai bilocali.

Come orientarsi nella scelta

La decisione finale dovrebbe basarsi su un'analisi che integri diversi fattori: il capitale disponibile, la propensione al rischio, le caratteristiche del mercato locale, e gli obiettivi personali. Il bilocale privilegia l'efficienza e la rapidità di ritorno economico, mentre il trilocale punta sulla stabilità e l'apprezzamento patrimoniale nel tempo. Comprendere quale approccio si allinea meglio alla propria strategia d'investimento è il primo passo verso una scelta consapevole e redditizia.


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