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mercoledì 23 settembre 2020

Acquistare casa o affittarla? Ecco cosa scelgono i single italiani

I single italiani preferiscono comprare casa o affittarla? L'Ufficio studi di Tecnocasa ha fatto la fotografia delle tendenze abitative di chi vive solo nel nostro Paese

Analizzando gli acquisti e le locazioni realizzate dai single nel I semestre del 2020, si evidenzia un aumento della propensione all'acquisto, passata dal 62,7% di un anno fa all'attuale 67,6%. Mentre solo il 32,4% dei single italiani ha optato per l'affitto.

Le compravendite dei single, (categoria che comprende non sono celibi e nubili, ma anche divorziati e separati e vedovi) rappresentano il 29,5% del totale delle transazioni effettuate nel I semestre. Un dato in leggero aumento rispetto al 28,5% di un anno fa e al 28,0% del 2017. Vediamo che nelle grandi città questo dato si attesta al 34,3%.

A livello nazionale la tipologia più acquistata dai single è il trilocale (37,3%), seguita dal bilocale (33,2%), con i 4 locali che si fermano all’11,4%. Ville, villette, rustici, loft, case indipendenti e semindipendenti compongono insieme l’11,1% degli acquisti.

Rispetto al primo semestre del 2019 da segnalare un lieve aumento della percentuale di acquisto delle tipologie indipendenti e semindipendenti che passa dal 10,4% all’attuale 11,1%. Nelle grandi città invece i single acquistano soprattutto bilocali (42,7%).

In Italia il 34,9% dei single che ha comprato attraverso le agenzie del Gruppo Tecnocasa ha un’età compresa tra 18 e 34 anni, il 22,4% ha tra 35 e 44 anni, il 20% ha tra 45 e 54 anni, seguiti da percentuali in progressiva decrescita all’aumentare dell’età.

L’83% delle compravendite da parte di single riguarda l’acquisto dell’abitazione principale, il 14,1% l’investimento e il 2,9% riguarda la casa vacanza. Da segnalare, rispetto ad un anno fa, una diminuzione della percentuale di acquisti per investimento passata dal 15,7% all’attuale 14,1%. La contrazione degli acquisti per investimento è comunque un fenomeno generalizzato che riguarda anche le famiglie, si tratta infatti di una delle conseguenze dell’emergenza sanitaria che ha frenato questo tipo di acquisto.

Per quanto riguarda il mercato delle locazioni il 67,9% degli inquilini single ha preso casa in affitto per scelta abitativa, il 28,4% per motivi di lavoro ed il 3,7% per motivi legati allo studio. Rispetto ad un anno fa si segnala una contrazione delle percentuali di affitti a lavoratori e studenti che si attestavano rispettivamente al 33,8% ed al 4,8%. Anche in questo caso i numeri evidenziano le conseguenze della pandemia sul mercato immobiliare, in particolare sul mercato delle locazioni che ha subito un duro colpo a causa della temporanea chiusura degli atenei e del prolungato periodo di smart working.

- Idealista.it, 23 settembre 2020


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martedì 22 settembre 2020

Come funziona il saldo e stralcio immobiliare

Procedura vantaggiosa per creditore e debitore, oltre che per un possibile acquirente il saldo e stralcio immobiliare consente di comprare una casa pignorata senza partecipare all'asta. Il consigliere nazionale del Notariato, Valentina Rubertellli, spiega a idealista/news come funziona.

Per iniziare la procedura di saldo e stralcio è necessaria una trattativa con la banca pignorante. " Se ad esempio - spiega Rubertelli - il debito residuo è 100 e sono disposto a pagare per la casa pignorata 80, la banca potrebbe decidere di accettare, rinunciando a quella differenza di 20, per chiudere prima la posizione di sofferenza. Si parla di “saldo e stralcio”, perché consente al debitore di saldare il debito, e ottenere lo stralcio della propria posizione in sofferenza senza strascichi per gli ulteriori 20 che non si sono saldati. Quando invece si vende all’asta, se il prezzo ricavato è inferiore, la posizione del debitore per quello che residua non rimane mai stralciata, ma continua a sussistere: cioè il debitore non viene esdebitato.

Una volta raggiunto l'accordo come si procede? Raggiunto l’accordo ci si rivolge al notaio il quale, solitamente fissa il rogito in Tribunale affinché sia contestuale la consegna del prezzo dall’acquirente direttamente nelle mani del creditore procedente che rinunzia agli atti del giudizio così che il tutto si possa chiudere con la firma da parte del Giudice della ordinanza di estinzione della procedura esecutiva. Ove questa contestualità (in Tribunali grandi) non fosse possibile, si può chiedere al Notaio di farsi garante del tutto e farsi carico di ottenere, dopo la consegna del danaro, la rinunzia da parte del creditore procedente  e il provvedimento di estinzione del giudice.

I vantaggi del saldo e stralcio

La procedura del saldo e stralcio immobiliare è vantaggiosa per creditore, debitore e acquirente. Il creditore ha la possibilità di recuperare in tempi rapidi parte dei propri soldi, anziché attendere l’esito della vendita in asta oggi ancor più dilatati in conseguenza della sospensione dei termini dovuta alla normativa emergenziale; alla ripresa delle procedure il valore del bene potrebbe essere ulteriormente decrementato, tutto a scapito dell’interesse del creditore ma anche del debitore che non viene esdebitato. Il debitore può ottenere in tempi brevi l’esdebitazione e rientrare nell’elenco dei buoni pagatori ottenendo nuovi finanziamenti in futuro. L’acquirente può ottenere una consistente riduzione di spesa e dei tempi per l’acquisto dell’immobile.

- Annastella Palasciano, Idealista.it, 22 settembre 2020


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lunedì 21 settembre 2020

Andamento degli affitti nel 2020, come si sta muovendo il settore dopo il lockdown

SoloAffitti: “La richiesta rimane vivace, ad eccezione del mercato degli studenti, che vivono ancora nell’incertezza della situazione”

Come si sta muovendo il mercato immobiliare italiano dopo il periodo di lockdown dovuto all’emergenza coronavirus? In particolare, qual è l’andamento degli affitti in questi ultimi mesi del 2020? Per avere uno sguardo sul settore, idealista/news ha interpellato SoloAffitti, che sulla base del continuo confronto con i propri affiliati ha potuto offrire un quadro della situazione.

Isabella Tulipano, dell'ufficio stampa di SoloAffitti, ha spiegato a idealista/news: “La richiesta rimane vivace, ad eccezione del mercato degli studenti, che vivono ancora nell’incertezza della situazione”. Ad oggi è difficile prevedere se nel 2020 si potrà parlare di una ulteriore crescita del mercato dell’affitto, “il risultato finale – ha affermato Tulipano – sarà dato dalla somma cumulativa dei vari reparti”.

In pieno lockdown, analizzando quello che sarebbe potuto accadere al mercato degli affitti, si è parlato di un possibile aumento di richiesta e offerta e di stabilità nei canoni. Le cose stanno effettivamente andando in questa direzione o si sta assistendo a qualcosa di diverso?

“In effetti, l’esperienza delle nostre agenzie riporta che al rientro si è avuto (per fortuna) molto lavoro da sbrigare: persone che non vedevano l’ora di spostarsi, ricerche di immobili più grandi dove svolgere la propria attività, giardini, vicinanza ai familiari.

La richiesta rimane vivace, ad eccezione del mercato degli studenti, che vivono ancora nell’incertezza della situazione. Questa frenata della richiesta da parte degli studenti determina maggiore offerta di immobili disponibili, offerta più abbondante che deriva anche da immobili provenienti dal mercato degli affitti brevi. Con canoni stabili o leggermente al ribasso”.

Con l’importante utilizzo dello smart working e delle lezioni a distanza, si sta registrando un cambiamento delle persone interessate alla locazione? In questo momento, chi sta cercando abitazioni in affitto?

“Diciamo che lo smart working ha determinato la ricerca da parte di molti lavoratori di nuovi alloggi, più grandi e magari in zone residenziali. Una tipologia che continua a cercare casa in affitto sono i lavoratori saltuari, che a fronte di contratti per breve durata si rivolgono principalmente al mercato degli affitti transitori”.

Oramai non mancano molti mesi alla fine dell’anno. Nel complesso e nonostante una pandemia, ritiene che si potrà parlare di una ulteriore crescita del mercato dell’affitto nel 2020?

“Difficile prevederlo oggi. Sicuramente, il risultato finale sarà dato dalla somma cumulativa dei vari reparti: un calo in periferia potrebbe essere compensato dall’aumento in centro; il posto degli studenti potrebbe essere stato preso dai trasfertisti, pensiamo a tutto il reparto medico e paramedico”.

Il rischio relativo alla morosità degli inquilini, con le difficoltà economiche conseguenti alla pandemia, è cresciuto? In tal caso, sono aumentati i timori da parte dei proprietari di casa?

“Purtroppo, la risposta è un deciso sì: non ci sono ancora i dati ufficiali del Ministero sul numero di sfratti emessi e soprattutto le cause di sfratto sono sospese, ma sappiamo bene che a termine del blocco dei licenziamenti e delle casse integrazione saranno numerosi gli inquilini in difficoltà rispetto al regolare pagamento del canone.

Sappiamo anche che i proprietari sono stati disponibili a ridurre i canoni e venire incontro alle richieste di molti inquilini (secondo un’indagine condotta durante la Fase 1 da SoloAffitti, in 3 casi su 4 il proprietario dell’immobile ha accordato delle agevolazioni sul canone di affitto concordato ai propri affittuari che ne hanno fatto richiesta, ndr). Oggi più che mai avere altre forme di garanzie (per esempio ‘affittosicuro’) risulta una scelta quanto mai lungimirante”.

Una riflessione infine sugli affitti brevi. Si sta assistendo, come ipotizzato, a un passaggio verso l’affitto residenziale?

“Si assiste a un passaggio di alcune particolari tipologie di immobili, come le case più grandi in periferia, da case vacanze al tradizionale mercato dell’affitto.

Il boom del turismo dell’Italia su Italia ha permesso alle strutture di maggiore qualità di ‘resistere’, riportando il mercato degli affitti brevi in mano alle strutture ricettive più organizzate e meno a favore di proprietari ‘improvvisati’”.

- Stefania Giudice, Idealista.it, 20 settembre 2020


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giovedì 17 settembre 2020

Il trend degli affitti nelle principali città italiane. Centro VS. Periferia

Il mercato residenziale, come qualsiasi altro settore, ha subìto l’impatto della crisi economica scaturita dall’emergenza sanitaria. Cerchiamo di capire quale sia stato l’effetto covid sui canoni d’affitto nelle principali città italiane. Secondo i dati di idealista, soprattutto nei due principali centri economici del Paese, i prezzi al m2 delle periferie sono cresciuti di più rispetto a quelli del centro. Ecco il focus su Roma, Milano, Torino, Bologna e Firenze.

Il quadro generale, ad agosto 2020, conferma Milano come città con gli affitti medi in città più cari (19 €/m2), seppur con un calo dell’1,7% rispetto a luglio, i valori sono in lieve aumento (0,8%) rispetto allo stesso periodo del 2019. Tra le città prese in esame segue Firenze (15,5 €/m2) che però registra un calo del 6,4% su base annua.

Poco più dietro si piazza Bologna, dove il prezzo medio per un affitto è di 14 €/m2 (in aumento del 5,2% su base annua). A Roma, invece, gli inquilini spendono mediamente 13,8 €/m2 (+4,6% rispetto ai dati di agosto 2019). Decisamente più economici, invece, i prezzi a Torino (8,2 €/m2 e +2,7% rispetto ai valori dello scorso anno). Ma entriamo nel dettaglio, analizzando città per città le differenze tra centro e zone periferiche (ma senza uscire dal Comune).

Roma

Nella Capitale, per affittare un appartamento in centro, servono in media 20 €/m2, ovvero il 9,6% rispetto a quanto ci voleva ad agosto 2019. Mentre la zona in cui i canoni di locazione sono cresciuti di più negli ultimi 12 mesi è quella di Malagrotta-Casal Lumbroso-Ponte Galeria. Qui il prezzo medio è di 10,4 €/m2, in aumento del 6,3% su base annua e del 4,5% rispetto a luglio 2020.

Simile la situazione dell’area di Roma est-autostrade (10 €/m2 e aumento del 6,2% rispetto ad agosto 2019). Affitti in sensibile aumento anche per un’altra periferia del quadrante est, seppur nettamente più centrale, come Centocelle-Casilino, dove i canoni si aggirano sui 12 €/m2 (+5,9% su base annua). Appena fuori dal centro, all’Aurelio, la media è di 14,3 €/m2 (+5,8% rispetto a 12 mesi fa).

Milano

Vivere in centro, nel capoluogo meneghino, è decisamente caro. Gli appartamenti si affittano a una media di 25,4 €/m2 (in aumento del 3,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno). Eppure, la zona che è cresciuta di più nel 2020 si trova in periferia. A Baggio, infatti, si registra un +20,5% nei costi d’affitto rispetto ad agosto 2019, un’impennata che assesta i canoni di locazione a 14,2 €/m2.

Valori più o meno in linea con quelli di altre zone periferiche come Certosa (15,8 €/m2 e +5,4%), Vialba-Gallaratese (14,0 €/m2 e +5%), Corvetto-Rogoredo (15,7 €/m2 e +4,8%).

Torino

Tra le città messe sotto la lente di ingrandimento, il capoluogo piemontese è decisamente la più economica. Il prezzo al m2 in centro per gli affitti è di 10 euro in media (+6,7% rispetto a un anno fa). Mentre a crescere maggiormente negli ultimi 12 mesi è la zona di San Donato-Parella (6,6% e 8 €/m2). Segue Cavoretto-Borgo Po con un balzo del 5,6% (8,9 €/m2). Più contenuta la crescita dell’area Santa Rita-Lingotto-Mirafiori: +1,5% e 7,3 €/m2.

Bologna

I canoni d’affitto nel centro di Bologna si aggirano sui 15,1 €/m2, in crescita dl 5,4% rispetto ai valori registrati ad agosto 2019. È cresciuta abbastanza, invece, la zona di San Vitale-Massarenti (+9,6%), dove ora ci vogliono 13,7 €/m2 per affittare casa. Gli appartamenti a Saffi sono leggermente più economici, qui infatti servono 13,0 €/m2 (+8,3% su base annua). Costano praticamente come in centro, invece, gli affitti nella zona di San Manolo-Colli: 15,0 €/m2 e +8,2% rispetto a 12 mesi fa.

Firenze

Sulle sponde dell’Arno, in pieno centro, gli inquilini devono sborsare 16,7 €/m2, tuttavia il dato fa registrare un calo del 6,4% rispetto ai canoni di locazione richiesti 12 mesi fa. Ma anche in linea generale, a Firenze, i canoni di locazioni non sono cresciuti molto. Si segnalano solamente le zone di Isolotto-Legnaia (+2,3% e 13,7 €/m2) e Rifredi (0,3% e 13,1 €/m2).

- Idealista, Flavio Di Stefano, 17 settembre 2020



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