venerdì 14 febbraio 2020

Investire in una seconda casa: Quanto conviene e in quali zone?

Complici il boom degli affitti brevi e la stagnazione dei prezzi, le famiglie italiane hanno ripreso a investire i propri risparmi nel mattone. Secondo le testimonianze degli esperti, raccolte in un recente articolo del Sole 24 Ore, questa può essere una scelta vincente. Vi sono però alcuni fattori da valutare con attenzione: a quanto ammontano le spese di gestione? E le tasse? Meglio puntare sul luogo in cui si risiede o scegliere una grande città? Infine, gli affitti brevi sono davvero redditizi? Facciamo chiarezza.

Risultato immagini per seconda casa

Quanto si guadagna

In linea generale, nelle località turistiche e in particolare nelle grandi città, puntare sugli affitti brevi può generare un ritorno fra il 5 e il 10%: un reddito interessante, dunque, anche paragonato a quello dei titoli di Stato. Tuttavia, come spiega l’AD di Immobiliare.it Carlo Giordano, prima di investire è opportuno considerare le imposte (cedolare secca, Imu) e le spese di gestione, che per quanto riguarda questa formula sono molto elevate. Non è un caso, infatti, se l’interesse verso gli affitti brevi appaia in calo fra tutti coloro che non hanno la possibilità di seguire in prima persona la gestione della casa vacanza: dalla fase di prenotazione, all’accoglienza, alla pulizia finale.

Puntare sulle grandi città

Un tempo molte famiglie compravano una casa per i figli nel loro luogo di residenza. Adesso, invece, il trend è cambiato perché si studia meglio la redditività del territorio: si acquista nelle zone in cui il mercato del lavoro è più vivace e dove, di conseguenza, la domanda di abitazioni è più alta. La conferma di questa tendenza arriva, ad esempio, dalla crescita dei prezzi per monolocali e bilocali a Milano, città che trascina il mercato italiano e che garantisce uno dei rendimenti più alti (6,8%). Anche Bologna, Padova, Torino e Catania offrono buone garanzie di guadagno, mentre nei centri minori l’investimento è piuttosto rischioso in quanto il mercato è poco liquido e dinamico.

- Laura Fabbro, Immobiliare.it




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